Jonathan Demme, uno dei cineasti americani più innovativi ed anticonvenzionali del panorama contemporaneo
(Baldwin, 22 febbraio 1944)
Jonathan Demme nasce a Balwuin il 22 febbraio del 1944. Vive a New York fino ai 15 anni per poi trasferirsi in Florida a Miami. Si trova a lavorare nel cinema quasi per caso, dopo aver incontrato sulla sua strada Roger Corman. È lui, il produttore e regista indipendente della New Word Pictures a farlo esordire nella sceneggiatura prima, e poi nella regia. I primi due film di Demme sono, infatti, prodotti da Corman e sono “Femmine in gabbia” del 1974, una storia tutta al femminile ambientata in un carcere durissimo, e “Fighting Mad” del 1976. Non sono capolavori ma già si intravedono i temi che il regista affronterà nella sua carriera, che prevedono donne forti come protagoniste e una grande importanza data alla musica, suo grande amore insieme al cinema.
Nel 1979 gira “Il segno degli Hannah”, un omaggio a Hitchcock con una scena finale al cardiopalma alle cascate del Niagara. Gli frutterà il “New York Film” insieme al titolo successivo del 1980 “Una volta ho incontrato un miliardario”, commedia critica sullo strapotere del denaro, premiata anche con due Oscar, uno per la Miglior Attrice non Protagonista e l’altro per la Miglior Sceneggiatura Originale.
Il grande successo arriva con “Qualcosa di travolgente” del 1986, in cui Jeff Daniels è un uomo mediocre e disilluso che incontra la vulcanica Melanie Griffith. Il film ha tutte le caratteristiche tipiche dello stile di Demme, dal montaggio veloce ad un gran numero di piani di ripresa. Del resto, lo stesso Demme è influenzato profondamente dalla Nouvelle Vague. I suoi personaggi sono seguiti quasi in modo ossessivo dalla camera e cosa strana spesso la guardano loro stessi. Questo modo di girare sarà palesissimo nel suo grande successo “Il Silenzio degli Innocenti” (1991).
Dopo “Qualcosa di travolgente”, prepara un’altra commedia ancora con la Griffith protagonista. Si tratta di “Una vedova allegra... ma non troppo” del 1988. Questa volta alla berlina si mettono i gangster e anche qui il montaggio è superveloce e i titoli di coda sono un film nel film.
Nel frattempo, nel 1984, Demme si è cimentato con successo nei documentari musicali con “Stop Making Sense”, registrazione di un concerto ad Hollywood del 1983 dei Talking Heads. Seguiranno negli anni a venire “Neil Young: Heart of Gold” (2006) e “Neil Young: Truth Show”(2009). Del resto, a detta dello stesso Demme, per lui “Filmare musica live è l’espressione più pura del realizzare film”.
È il 1991 e il regista realizza quello che sarà il suo film più famoso: “Il silenzio degli innocenti”. Ne è protagonista una straordinaria Jodie Foster, che guardando in camera sembra guardare negli occhi lo spettatore, mentre lui Hannibal “the Cannibal” gli fa sentire ancora il pianto degli agnelli. L’orrore della storia tuttavia non allontana il pubblico, anzi lo affascina. Viene premiato con tre Oscar di cui uno per il Miglior Film.
È un successo anche il lavoro successivo “Philadelphia” del 1993, con una fantastica colonna sonora firmata da Bruce Springsteen e Neal Young. Al centro della storia la discriminazione subita da Tom Hanks, avvocato malato di AIDS difeso dall’avvocato di colore Denzel Washington.
Segue nel 1998 “Beloved” sempre su temi sociale ma questa volta razziali. Ne è protagonista la presentatrice Ophra Winfrey. Ma la pellicola si rivela un flop. Mentre non lo è “The Manchurian Candidate” del 2004 con un cast stellare tra cui spicca ancora una volta Denzel Washington e Meryl Streep.
L’ultima fatica cinematografica di Jonathan Demme è il riuscitissimo “Rachel sta per sposarsi” del 2008 con un’Anne Hathawayin stato di grazia nei panni di un’ex modella con problemi di tossicodipendenza che torna a casa per il matrimonio della sorella.
I due soliti idioti Cast: Fabrizio Biggio, Francesco Mandelli- Genere: Commedia – Produzione: Italia 2012 – Distribuzione: Medusa – Data di uscita mercoledì 31 ottobre 2012...
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