John Huston - Biografia
(Nevada, Missouri, 5 agosto 1906 – Middletown, Rhode Island, 28 agosto 1987)
John Marcellus Huston, nato a Nevada, nel Missouri, nel 1906, è uno dei più celebri registi classici di Hollywood, noto per il suo spirito indomito e ribelle. Figlio di un attore teatrale canadese, Walter Huston, e di una giornalista, cresce sottoposto a forti stimoli intellettuali. Fin da piccolo si dimostra un bambino indocile, incline a fuggire di casa. Debutta in teatro a tre anni e gira buona parte degli USA, partecipando insieme al padre a spettacoli di rivista. Dopo il divorzio dei suoi genitori, abbandona gli studi regolari e intraprende una vita avventurosa. Dopo aver cercato di diventare boxeur professionista, decide di tentare la fortuna a New York, dove suo padre si è fatto un certo nome a Broadway. Introdotto nell’ambiente intellettuale newyorchese, alterna piccole parti in teatro con collaborazioni a giornali e riviste. Nel 1930 gli viene offerto di trasferirsi a Hollywood, per lavorare come dialoghista e sceneggiatore. La nuova industria del cinema sonoro ha infatti bisogno di professionisti con esperienza teatrale. Huston coglie l’occasione e alla Universal diventa un collaboratore di William Wyler, per il quale scrive fra l’altro “La figlia del vento” (1938) che frutta un Oscar a Bette Davis. Il grande successo come sceneggiatore gli dà la possibilità di passare dietro la macchina da presa, riducendo per lo schermo il best seller poliziesco di Dashiell Hammett, “Il mistero del falco” (1941). Il film, con Humphrey Bogart nella parte del roccioso detective Marlowe, è attualmente considerato uno dei capolavori del genere noir. Huston realizza la sua prima regia con budget ridotto all’osso e una magistrale direzione di attori, facendo partecipare anche suo padre Walter in un ruolo minore. Dopo alcuni lungometraggi, allo scoppio del conflitto mondiale, Huston si dedica a girare documentari di propaganda, alcuni dei quali così crudi e realistici che vengono censurati dall’esercito americano e sono riemersi dagli archivi solo ai giorni nostri. Finita la guerra ritorna al cinema con il trionfo de “Il tesoro della Sierra Madre” (1948), un’avventurosa e drammatica caccia al tesoro, dove Bogart compare in uno dei suoi ruoli più famosi, affiancato ancora una volta dal padre di John, Walter. Il film ottiene tre Golden Globe e tre Oscar: Miglior Attore non Protagonista (proprio a Walter Huston), Migliore Sceneggiatura e Miglior Regia. Gli anni ’50 si aprono col successo di “Giungla d’asfalto” (1950), destinato a diventare un modello di poliziesco per oltre un decennio e ad influenzare gli esordi dello stesso Kubrick. Nel 1951, Huston torna a girare con Bogart e Katharine Hepburn “La regina d’Africa”. Si tratta di una storia di ambientazione esotica che rappresenta il suo debutto nel technicolor e che porta a Bogart un Oscar come Miglior Attore. Degni di nota, negli anni ’50 sono anche “Moby Dick, la balena bianca” (1956) con Gregory Peck e “Il barbaro e la geisha” (1958) con John Wayne. Nel 1961 realizza “Gli spostati”, destinato a restare l’ultimo film interamente interpretato da Marilyn Monroe, al fianco di Clark Gable e Montgomery Clift. Del 1966 è il kolossal “La Bibbia”, che però si rivela un flop di enormi dimensioni. Nel 1969 dirige la figlia Anjelica nel suo esordio con “Di pari passo con l’amore e la morte”. Gli anni ’70 sono un periodo contraddittorio per Huston che comincia ad avere problemi di salute, al cuore e ai polmoni (è un accanito fumatore). Nonostante tutto riesce ad azzeccare alcuni successi come “L’uomo dai sette capestri” (1972) e “Agente speciale Mackintosh” (1973) con un Paul Newman in splendida forma. Gli anni ’80 sono un periodo di decadenza e di progetti spesso raffazzonati, come lo scombiccherato “Fuga per la vittoria” (1981) che vede Pelé e Sylvester Stallone giocare a calcio in un campo di concentramento nazista, o il fallimentare musical “Annie” (1982). Nel 1985 il regista si riscatta dirigendo la figlia Anjelica e Jack Nicholson nel grandissimo successo de “L’onore dei Prizzi”. Con la malinconica riduzione dei racconti di James Joyce, “The Dead – Gente di Dublino” (1987), suo testamento, Huston si accomiata dal mondo del cinema. E’ ormai malato con un enfisema all’ultimo stadio. Morirà qualche mese dopo, nel Rhode Island, il 28 agosto 1987.
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