John Cassavetes - Biografia
John Cassavetes: regista e attore americano, fondatore del cinema indipendente
(New York City, 9 Dicembre 1929 – Los Angeles, 3 Febbraio 1989)
John Cassavetes, nato a New York il 9 dicembre 1929, è un regista e attore americano considerato tra i fondatori del cinema indipendente americano. I suoi genitori sono greci emigrati a New York e John trascorre anche alcuni anni in Grecia dopo la sua nascita. Dopo aver studiato recitazione, Cassavetes si dedica al teatro durante tutti gli anni Cinquanta, passando rapidamente dalla recitazione alla regia.
Nel 1956 sposa l’attrice Gena Rowlands che diventa la sua musa ispiratrice. Verso la fine del decennio comincia a lavorare in piccole parti al cinema e alla televisione. Per la NBC recita e dirige nella serie poliziesca “Johnny Staccato”, trasmessa fra il 1959 e il 1960. Nello stesso periodo riesce finalmente a raggranellare i fondi per produrre, a bassissimo budget, il suo primo film, “Ombre” (1959), la storia di tre fratelli afro-americani.
Visto che ottenere la distribuzione negli USA si rivela impossibile, Cassavetes porta la pellicola al Festival di Venezia, ottenendo il plauso della critica e alcuni premi minori. Lo stile di bianco e nero sporco, con un montaggio nervoso e dialoghi rarefatti non può che ricordare gli esperimenti della coeva Nouvelle Vague francese, ai quali si abbina un realismo spietato e a tratti crudo. Sull’onda del successo di “Ombre”, Cassavetes è chiamato dalla Paramount che gli offre di realizzare “Blues di mezzanotte” (1962), un dramma ambientato negli ambienti del blues. Sia questo lavoro che il successivo “Gli esclusi” (1963), non hanno molta fortuna con il pubblico, anche a causa delle limitazioni imposte dai produttori e il giovane regista preferisce dedicarsi di nuovo alla recitazione teatrale e televisiva.
Nel 1965 torna alla regia, questa volta con capitali indipendenti, con lo sperimentale “Volti”, interpretato da un gruppo di amici fra i quali spiccano sua moglie, Gena Rowlands, John Marley e Seymour Cassel. Uscito solo nel 1968, “Volti” ha una buona accoglienza a Venezia, dove frutta una coppa Volpi come Miglior Attore a John Marley, oltre a ricevere una nomination all’Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Intanto Cassavetes aveva partecipato come attore a pellicole importanti quali “Quella sporca dozzina” (1967) di Aldrich e “Rosemary’s Baby” (1968) di Polansky. Nel 1970 il regista realizza “Mariti”, interpretandolo insieme a Peter Falk e a Ben Gazzarra. Il film è la storia di tre amici che, dopo un funerale, decidono di concedersi una scappatella a Londra. Molto più successo ha la successiva pellicola, la commedia “Minnie e Moskowitz” (1971), con Gena Rowlands e Seymour Cassel nella parte di una strana coppia, la curatrice di un museo e un parcheggiatore, che cercano di amarsi e di comprendersi. I successivi progetti di Cassavetes sono nel tempo diventati due cult della produzione indipendente, girati a basso budget e con il solito gruppo di amici e collaboratori.
“Una moglie” (1974) è un omaggio alla bellezza e al carisma di Gena Rowlands, nei panni di una donna che precipita negli abissi della nevrosi. Per questa interpretazione la Rowlands riceve una nomination all’Oscar come Miglior Attrice, mentre il marito viene a sua volta nominato come Miglior Regista. “L’assassinio di un allibratore cinese” (1976) è tutto basato sulla grande prova di Ben Gazzarra, nel ruolo di un giocatore d’azzardo, obbligato dalla mafia a compiere un omicidio per ripagare i suoi debiti di gioco.
La consacrazione di Cassavetes come maestro del cinema avviene nel 1980, con il thriller “Gloria” che vede ancora una volta Gena Rowlands come protagonista nel ruolo della donna di un gangster che decide di prendersi cura di un ragazzino la cui famigliaè stata sterminata dalla mafia. “Gloria” è un film compatto e ben ritmato oltre ad essere una sorta di decostruzione del genere gangsteristico, a Venezia viene accolto trionfalmente e vince il Leone d’Oro.
Intanto però il regista lotta con gravi problemi di salute, conseguenti a una cirrosi epatica ormai cronicizzata. Gli ultimi due lungometraggi vengono girati in condizioni precarie anche se “Love Streams – Scia d’amore” (1984) è ancora in grado di vincere l’Orso d’Oro al Festival di Berlino. Dopo aver diretto su commissione il debole “Il grande imbroglio” (1985) con Peter Falk, le condizioni di salute non permettono più a Cassavetes di lavorare. Muore, a soli 59 anni, il 3 febbraio 1989.
Fabio Benincasa
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