Jim Carrey, l'uomo che dice sempre si La sala stampa dell'Hassler a Trinità dei Monti ha registrato il tutto esaurito per la conferenza stampa di “Yes Man”. Presenti il regista Peyton Reed, l'attrice Zooey Deschanel e naturalmente il protagonista Jim Carrey, in grandissima forma e per la prima volta a Roma per parlare di un suo film.
Quali cose strane hai dovuto fare a causa dei i si che pronunci nel film e quanti ne hai detti nella vita reale?
Carrey: Beh nel film mi sono trovato a imparare il coreano, a suonare la chitarra e a buttarmi da un ponte tanto per dirne alcune. Nella realtà tendo ad accettare quello che la vita mi propone. Dire no è personalmente più difficile, non mi piace deludere le persone
L'espressione yes man normalmente ha un'accezione negativa, un sinonimo di servilismo
Carrey: si, abbiamo giocato su questa cosa, dando però all'espressione un senso positivo. Il mio yes man infatti è un uomo che decide di abbracciare la vita, di accogliere quello che di bello ci può regalare. E' un messaggio per tutti quelli che hanno attraversato o attraversano un periodo difficile, in cui si rinchiudono in se stessi rifiutando di vivere.
La tematica del film è seria. E' stato facile legarla al genere della commedia?
Reed: La commedia è il modo migliore per far passare anche messaggi seri. E' un po' come ricoprire una medicina con lo zucchero. Si può far ridere e far riflettere allo stesso tempo.
Nel film si prende in giro il fenomeno dei seminari di massa e dei guru
Reed: Non abbiamo preconcetti verso questo tipo di fenomeni. In alcuni casi riescono effettivamente a fornire risposte a chi ne ha bisogno, anche se dietro c'è un giro d'affari pazzesco. Il personaggio di Terence Stamp nel film non è negativo, eccessivo si, ma non negativo. Spesso inoltre il culto verso questi personaggi supera anche l'importanza del messaggio che trasmettono.
Come è stato lavorare con Jim Carrey?
Deschanel: E' un grande attore, un professionista perfezionista. Il mio lavoro è stato molto agevolato dai suoi consigli generosi.
Carrey: Anch'io adoro lavorare con me stesso! Lo faccio includere sempre nelle clausole del contratto!
Qual'è il ruolo del comico secondo te?
Carrey: Il comico porta sollievo. Fa appello all'ego collettivo e fa sentire lo spettatore superiore a lui, soprattutto quando il comico si mostra vulnerabile e sciocco. Non è il mio caso comunque. Io sono sempre superiore al pubblico!
Qual'è stato il tuo ruolo più difficile?
Carrey: Sicuramente quando ho girato “Se mi lasci ti cancello” era un periodo molto difficile della mia vita però questo ha aiutato la mia performance drammatica. Tant'è che Gondry si raccomandava che non stessi meglio, che non mi passasse la tristezza. Oggi un ruolo così non potrei più farlo.
Il neo presidente americano cosa può imparare da “Yes Man”?
Carrey: Obama è una persona con grande entusiasmo. Una persona che trasmette ottimismo e che saprà garantire agli Stati Uniti una maggiore inclusione con il resto del mondo.
Reed: Quando è uscito fuori il suo slogan “yes we can” avevamo appena cominciato le riprese del film e abbiamo quasi pensato che ce lo avesse copiato!
Vassili Casula
14 / 12 / 2008
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