Jean-Pierre Dardenne

Uno dei registi sociali per eccellenza, Jean-Pierre Dardenne, belga molo amato in Francia, è il regista dei connubi riusciti, fra cinema e realtà, fra musicalità e ritmo della macchina da presa, maestro esploratore dei conflitti psicologici, amante del vero ed esponente di una metamorfosi civile segno distintivo della sua cinematografia.

Jean-Pierre Dardenne, il regista mattatore del Festival di Cannes

(Engis, Belgio, 21 aprile 1951)

Luc e Jean-Pierre Dardenne vincitori a CannesIl maggiore dei fratelli Dardenne, Jean Pierre, nasce a Engis, in Belgio, il 21 aprile del 1951. Jean Pierre mostra fin da ragazzo un profondo interesse per le rappresentazioni teatrali e cinematografiche, infatti si trasferisce in seguito a Bruxelles per studiare Arte Drammatica. Qui frequenta molti intellettuali, tra cui Armand Gatti, che lo coinvolge in alcuni suoi impegni teatrali.

L’entusiasmo di Jean Pierre è alle stelle, e non può fare a meno di condividere quest’avventura con il fratello minore, che nel frattempo studia filosofia a Lovanio. Dopo la collaborazione con Gatti i due sentono l’esigenza di ripercorrere con la macchina da presa i luoghi dell’infanzia e della loro formazione: la regione francofona del Belgio, per l’esattezza le zone industriali di Liegi e del Seraing. Attraverso l’occhio della telecamera riprendono città, persone, raccolgono testimonianze di vita, materiale attraverso cui in seguito realizzano splendidi documentari.

Jean-Pierre Dardenne, l'esploratore dei conflitti psicologici

L’essere cresciuti in una famiglia modesta, a contatto con i problemi della classe operaia, impregna le loro coscienze in modo indelebile, influisce sulle loro scelte artistiche, che non puntano semplicemente a raccontare storie, quanto a rappresentare uno spaccato di realtà, nel modo più concreto possibile. Per questo non abbandonano mai, neanche nei lungometraggi, quel modo di riprendere proprio dei documentari, vedendo in essi il miglior mezzo per raccontare il reale. Il loro stile rimane unico nell’ambiente, le loro riprese sono sempre lineari, asciutte, non artificiose, la macchina da presa scruta i volti, gli sguardi, ogni particolare dei personaggi, quasi disinteressandosi all’ambiente circostante. Nel 1987 con “Falsch”, abbiamo il loro primo film di finzione, un adattamento di un’opera teatrale di René Kalisky, scritto a più mani assieme a Jean Grault, sceneggiatore diletto di François Truffaut, dove raccontano di una famiglia ebrea sterminata durante il nazismo, tema caro ai due registi, che hanno realizzato diversi documentari sugli orrori della guerra.

Veterano a Cannes, dove spopola in coppia con il fratello Luc

Jean-Pierre DardenneNel 1996 debuttano a Cannes nella sezione Quinzaine des Réalisateurs con “La Promesse”, pellicola che ottiene un grosso consenso ed è per i Dardenne quasi un trampolino di lancio per le loro carriere. Propongono allo spettatore molti temi di riflessione, come i conflitti generazionali tra genitori e figli, un’analisi critica del liberismo economico, le tensioni sociali in questo mondo in cui molti galleggiano a fatica. Realizzano in seguito pellicole pluripremiate e di successo, dove è sempre presente un tema sociale, che rende la coppia una delle più attive nell’usare la trasposizione cinematografica quale mezzo per analizzare le vicende umane più grigie e complicate. Nel 1999 con “Rosetta” vincono la Palma d’Oro ed il Premio Speciale della Giuria Ecumenica a Cannes, narrando di una donna alla ricerca di un lavoro e di una vitaserena, scegliendo come protagonista la giovane Emilie Dequenne, alla sua prima esperienza davanti alla macchina da presa, ma tanto convincente da ottenere il Premio come miglior interprete femminile.

Il perfetto connubio tra cinema e realtà

Jean-Pierre e Luc Dardenn vestiti di JeansNel 2002, sempre a Cannes, con “Il figlio” ottengono per la seconda volta il premio speciale della Giuria Ecumenica, mentre Olivier Gourmet, già protagonista di “La promesse” e attore prediletto dei due registi, di aggiudica il premio per la migliore interpretazione maschile. Amatissimi in Francia, nel 2005 sono nuovamente sul lido francese con “L’enfant – Una storia d’amore”, ancora con Olivier Gourmet e con Jérémie Renier. Vincono la seconda Palma d’Oro e incantano pubblico e critica, raccontando di un giovane padre che vende il figlio, vicenda loro ispirata dalla casuale vista di una giovane madre che trascina senza interesse il passeggino con dentro il piccolo, come se non gli appartenesse. Quattro anni dopo sono nuovamente in concorso al festival francese con “Il matrimonio di Lorna” (2008) e vincono il premio per la miglior sceneggiatura, narrando la storia di una giovane immigrata albanese che pur di ottenere la cittadinanza belga sposa un tossicodipendente.

Dopo tre anni di assenza torna a dirigere insieme al fratello Luc "Il ragazzo con la bicicletta" (2011), storia di un ragazzino che, in sella alla sua bicicletta, ricerca disperatamente il padre che lo ha abbandonato. Nel 2014 presenterà in concorso alla 67ª edizione del Festival di Cannes "Due giorni, una notte" ("Deux jours, une nuit"), scritto, diretto e prodotto da Jean-Pierre e Luc Dardenne, con protagonista Marion Cotillard. Due anni dopo ritornato con "La ragazza senza nome".

Maria Grazia Bosu

Jean-Pierre Dardenne Filmografia

Jean-Pierre Dardenne

  • Le chant du rossignol, (Documentario) (1978)
  • Lorsque le bateau de Léon M. descendit la Meuse pour la première fois, (Documentario) (1979)
  • Pour que la guerre s'achève, les murs devaient s'écrouter, (Documentario) (1980)
  • R... ne répond plus, (Documentario) (1981)
  • Leçons d'une université volante, (Documentario) (1982)
  • Regard Jonathan/Jean Louvet, son oeuvre, (Documentario) (1983)
  • Il court... il court le monde, (Cortometraggio) (1987)
  • Falsch, (1987)
  • Je pense à vous, (1992)
  • La Promesse, (1996)
  • Gigi, Monica... et Bianca, (Documentario) (1997)
  • Rosetta, (1999)
  • Il figlio, (2002)
  • L'enfant, (2005)
  • Chacun son cinéma, (2007)
  • Il matrimonio di Lorna, (2008)
  • Il ragazzo con la bicicletta, (2011)
  • Due giorni, una notte (2014)
  • La ragazza senza nome (2016)

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