Jean Gabin: l’attore più famoso e rappresentativo della storia del cinema francese
(Parigi, 17 maggio 1904 – Neuilly-sur-Seine, 15 novembre 1976)
Jean Gabin, il cui vero nome è Jean-Alexis Moncorgé, nasce a Parigi il 17 maggio del 1904 e cresce a Mériel, un paesino a pochi chilometri dalla capitale francese. I genitori sono attori di cabaret che lo introducono ben presto al mondo del palcoscenico.
A soli 19 anni esordisce in una produzione delle Folies Bergères, continuando poi la sua gavetta nel teatro di varietà, genere fiorente nella Francia di inizio XX Secolo. Imitando lo stile, allora in voga, di Maurice Chevalier diventa così famoso da esibirsi nel celebre Moulin Rouge. Notato da alcuni impresari cinematografici, grazie alla sua già evidente presenza scenica, comincia a recitare nel cinema muto a partire dal 1928. Pochi anni dopo, con la transizione al cinema sonoro, le case di produzione francesi cercano nuovi attori che sappiano anche cantare e recitare bene i dialoghi, Gabin è l’uomo giusto al momento giusto e viene scritturato dall’importante Pathé Film nel 1930.
Dopo un periodo di gavetta nel quale ricopre ruoli secondari, ma con registi celebri come Jacques Tourneur, Anatole Litvak o Wilhelm Pabst, il suo fascino al tempo stesso duro e sensibile viene scoperto da Julien Duvivier che lo rende protagonista di “Il giglio insanguinato” (1934). Lo stesso Duvivier, negli anni seguente lo rende famoso in alcuni film di estremo successo, fra i quali “La bella brigata” (1936) e il celeberrimo “Pépé Le Moko” (1937), dove Gabin interpreta un gangster dal cuore d’oro, diviso fra imprese criminali e disperato desiderio di redimersi. Il successo di quest’ultimo lavoro lancia Jean Gabin come sex symbol e attore feticcio della sua generazione. Jean Renoir lo consacra definitivamente rendendolo protagonista del dramma pacifista “La grande illusione”, nel quale recita accanto a uno straordinario Erich Von Stroheim, nel ruolo di un ufficiale francese prigioniero in un campo tedesco durante la Prima Guerra Mondiale.
Mentre sull’Europa si addensa la cappa del nazi-fascismo che lascia prevedere lo scoppio imminente della Seconda Guerra Mondiale, Gabin rifiuta le numerose offerte di trasferirsi ad Hollywood e recita in un pugno di film molto importanti, fra i quali “Il porto delle nebbie” (1938) e “Alba Tragica” (1939) di Marcel Carné e “L’angelo del male” (1938) di Renoir. Si tratta di film accomunati da un senso di disperazione esistenziale e di critica verso l’ipocrisia della società francese che verranno riscoperti nel dopoguerra e finiranno per influenzare anche la nascente Nouvelle Vague.
Gli anni Quaranta sono un periodo difficilissimo per Jean Gabin. Il suo paese viene invaso dai nazisti e rimane per lungo tempo diviso fra una zona occupata da truppe tedesche e un’altra sottoposta al regime-fantoccio del Maresciallo Pétain. Il numero e la qualità dei film che può interpretare diminuisce drammaticamente, mentre è in corso anche una tormentata storia d’amore con Marlene Dietrich. Nel 1943 si arruola nelle truppe della Francia Libera del Generale De Gaulle e combatte in marina agli ordini dell’ammiraglio Gélinet. Alla fine del conflitto, a 41 anni, viene decorato con la croce di guerra e la sua popolarità sembra non conoscere limiti.
Nonostante, o forse proprio a causa, del suo fascino maturo, delle rughe e dei capelli bianchi, il successo ritorna quasi immediatamente. “La vergine scaltra” (1950) di Marcel Carné, tratta dal romanzo di George Simenon, è un incredibile successo di cassetta, a cui fa seguito il noir “Grisbi” (1954) di Jacques Becker, che descrive le vicissitudini di alcuni criminali che preparano il colpo della loro vita. Gabin dimostra di sapersi districare bene anche nei ruoli da commedia, sfruttando il suo intenso senso dell’umorismo, per esempio in “La traversata di Parigi” (1956) di Claude Autant-Lara, affiancato dai comici Bourvil e Louis De Funès, per il quale riceve una Coppa Volpi a Venezia. Nel 1960, ormai considerato una colonna del cinema francese, riceve anche la prestigiosa Legion d’Onore.
A fine carriera Gabin, oltre ad interpretare più volte il celebre commissario Maigret, affianca i giovani Alain Delon, Jean-Paul Belmondo e Gerard Depardieu in una serie di film noir come “Il clan dei Siciliani” (1969) “Due contro la città” (1973) o “L’affaire Dominici” (1973). Jean Gabin muore il 15 novembre del 1976.
Isabella Gasparutti
Condividi
Pagine correlate articolo
Per contattare la redazione del sito Ecodelcinema scrivere all'indirizzo email redazione@ecodelcinema.com