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Jane Fonda - Biografia

Jane Fonda: da sexy pacifista a femminista religiosa

(New York, 21 dicembre 1937)

Jane Seymour Fonda nasce il 21 dicembre 1937 nella magica New York ed è figlia dell’attore Henry Fonda (si dice che Bette Davis sul set di "Figlia del vento" dovette girare alcune scene parlando con una parete vuota perché il suo partner, Henry, era dovuto partire in tutta fretta per assistere alla nascita della sua primogenita) a quei tempi una leggenda di Hollywood e Broadway, e della sua seconda moglie Frances Seymour Brokaw, da poco separatasi dal miliardario George Tuttle Brokaw.
Jane è una ragazzina intelligente e si appassiona subito allo studio delle discipline umanistiche e scientifiche, apprese inizialmente (negli anni in cui vivecon la nonna) al Vassar per poi trasferirsi in Europa (a causa degli impegni lavorativi del padre) e infine nuovamente negli Stati Uniti. I primi interessi di Jane non sembrano dirottare verso il mondo dello spettacolo infatti le sue iniziali esperienze si limitano agli spettacoli scolastici.
Sul far degli anni Cinquanta il padre la convince a recitare con lui e a muovere i primi seri passi, in una serie di spettacoli teatrali tra cui le commedie “The Country Girl” e “The Male Animal”. Si appassiona anche al teatro e, dopo aver incontrato Lee Strasberg, decide di studiare e perfezionare le sue abilità recitative presso la sua accademia, l’Actor’s Studio. In realtà però quello della recitazione è solo un passatempo perché le sue intenzioni sono quelle di sfondare nel mondo della moda, infatti comincia a lavorare come modella sfilando su importanti passerelle. Jane è bellissima: alta, bionda, occhi di ghiaccio, snella, agile ed estremamente sensuale.
Nel 1960 Joshua Logan la vuole per il suo film “In punta di piedi” e così Jane debutta accanto ad Anthony Perkins. Alcuni registi la notano e decidono di vedere come se la cava davanti alle telecamere. Gira qualche piccolo film, ha ruoli davvero miseri, che non la soddisfano più di tanto, specie perché mirano a esaltare quasi unicamente il suo corpo: “Anime sporche” (1962) in cui per esempio è una prostituta (però al pubblico piace molto), “Sessualità” (1962), “Rodaggio matrimoniale” (1962), “Amori proibiti” (1962), “Crisantemi per un delitto” (1964), “Il piacere e l’amore” (1964), sul cui set incontra il regista Roger Vadim che sposa l’anno successivo, e il western “Cat Ballou” (1965) tanto per citarne qualcuno. Nel 1966 il regista Arthur Penn le affianca il bellissimo Marlon Brando ne “La caccia” e il marito la inserisce nel cast de “La calda preda”; nel 1967 Gene Saks crea un’accoppiata vincente con Robert Redford nel romantico “A piedi nudi nel parco”. L’anno successivo è il marito stesso a consacrarla al successo e ad affibbiarle l’etichetta di sex symbol con uno dei film destinati a passare alla storia: “Barbarella”, in cui fantascienza e sensualità creano un mix davvero esplosivo e irresistibile.
L’unica a non subire il magnetismo del suo fascino è proprio Jane, che in quegli anni invece di sfruttare la sua immagine sexy (che tra l’altro frutta parecchi milioni) si dedica alla politica; in particolare si pone in primo luogo nella protesta contro la guerra del Vietnam; infatti dopo la visita ad Hanoi e dopo aver propagandato la sua alleanza col Vietnam le viene assegnato il soprannome “Hanoi Jane” ma in compenso si procura l’odio di parecchi avversari che marciano in tutt’altra direzione. Nel 1969 arriva ugualmente la prima nomination all’Oscar per “Non si uccidono così anche i cavalli?” di Sidney Pollack e nel 1971 si riscatta vincendo l’Oscar come Miglior Attrice Protagonista col ruolo della sfacciata prostituta Bree Daniel in “Una squillo per l’ispettore Klute” (1970).
Nel frattempo il matrimonio con Roger va in pezzi ma il suo cuore comincia ben presto a battere di nuovo e nel 1973 sposa il politico Tom Hayden con cui può condividere la sua seconda passione. Seguono “Crepa padrone, tutto va bene” (1972), “Una squillo per quattro svitati” (1973), “Casa di bambola” (1973), “Il giardino della felicità” (1976), “Non rubare…se non è strettamente necessario” (1977) e “Giulia” (1977). Nel 1978 vince il suo secondo Oscar per il ruolo di Sally Hyde in “Tornando a casa” di Hal Ashby. Ancora altri film vanno a impreziosire la sua fortunata carriera che mai avrebbe immaginato: “Arriva un cavaliere libero e selvaggio” (1978), “California Suite” (1978), “Sindrome cinese” (1979), “Il cavaliere elettrico” (1979), “Dalle 9 alle 5” (1980) e il film per la tv “Lily: Sold Out” (1981). Nel 1981 recita poi per la prima volta sul grande schermo accanto a suo padre Henry nella pellicola “Sul lago dorato” di Mark Rydell. Pian piano un altro elemento comincia a impossessarsi del cuore di Jane ma non si tratta di un uomo o di qualche particolare tecnica recitativabensì dell’aerobica.
Questa attività comincia ad essere parte integrante della sua vita (nel frattempo finisce il matrimonio con Tom e dopo anche quello con Ted Turner), infatti Jane realizza numerosissimi video di esercizi di ginnastica aerobica, diffondendo quasi una vera e propria mania tra le ragazze americane e non solo. Le apparizioni sul grande schermo diminuiscono nettamente, poiché oltre all’impegno ginnico si aggiunge quello che lei ha definito un “percorso di rinascita cristiana” in cui è seguita dalla chiesa Afroamericana di Atlanta (città in cui risiede).
Di questi anni poco produttivi dal punto di vista cinematografico ricordiamo: “Il volto dei potenti” (1981), “Agnese di Dio” (1985), “Il mattino dopo” (1986), “Lettere d’amore” (1990) e, più di dieci anni dopo, “Quel mostro di suocera” (2005) con Jennifer Lopez. L’ultimo film, “Donne, regole… e tanti guai” di Garry Marshall, risale invece al 2007. Ginnastica, religione, pacifismo, politica e anche femminismo continuano ad essere i motori che ogni giorno mantengono attiva la vita della bellissima Jane Fonda, che come una perfetta discepola dichiara al mondo che piuttosto che perdere tempo sarebbe più saggio pregare poiché l’attuale cultura indica ai ragazzi una visione distorta di ciò che è necessario imparare per diventare uomini e donne.

Giusy Del Salvatore

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