Quando si pensa ad un attore poliedrico, quasi a nessuno viene in mente Jamie Foxx. Eppure siamo di fronte ad una persona, che, nella sua brillante carriera, ha interpretato svariati ruoli, passando, con quella naturalezza che ci si aspetta dai divi hollywoodiani, dalle situation comedy, alle pellicole drammatiche. Jamie Foxx, pseudonimo di Eric Marlon Bishop, però è molto altro. In pochi sanno di trovarsi di fronte ad un one man show: abile cantante, ottimo pianista ed eccellente conduttore televisivo, basti pensare agli MTV Music Awards del 2001.
Jamie Foxx è l’esempio vivente che il talento è più forte dei beceri clientelismi del mondo del cinema. La sua bravura lo ha portato ad imporsi come uno tra i più richiesti interpreti afro-americani del momento. Il piccolo Jamie riceve una rigida educazione dai suoi nonni, ai quali è affidato dopo il divorzio dei genitori. A tre anni comincia a studiare il pianoforte, per poi entrare fin da bambino nel coro della chiesa di Terrel, sua città natale. Gli anni del liceo sono quelli che vedono brillare la stella di Jamie non sul palcoscenico, ma sui campi di football: è uno dei più promettenti quaterback dello stato del Texas.
Ma la sua passione per la musica ha il sopravvento sullo sport e, iscrittosi all’università U.S. International University di San Diego, si dedica totalmente allo studio del pianoforte. Nel 1994 esce il suo primo cd dal titolo “Peep This”, le cui canzoni sono riprese come colonna sonora del suo primo film di successo: “Ogni maledetta domenica” (1999) di Oliver Stone. La sua carriera musicale va avanti negli anni e il singolo “Speak French” (2009) riscuote un enorme successo nelle radio americane.
Il suo debutto cinematografico però avviene nel 1992 con la pellicola “Toys - Giocattoli”, dopo essersi distinto per il suo spirito comico nello show tv “In Living Color” (1990), accanto ad icone della risata targata USA come Jim Carrey e Tommy Davidson. I siparietti comici di Foxx riscuotono un enorme successo nel pubblico e nel 1996 il network WB gli dà un programma tutto suo: “The Jamie Foxx Show”, dove lo ritroviamo nelle vesti di scrittore, attore e produttore dello spettacolo. Nel nuovo millennio arrivano i ruoli che gli permetteranno di ottenere una stella nella celeberrima Hollywood Walk of Fame. Nel 2001 è Drew 'Bundini' Brown, allenatore di Will Smith, nel commovente “Alì” di Michael Mann. Il2004 è l’anno della svolta per Jamie Foxx, che da lì in avanti sarà collocato di diritto nel Parnaso hollywoodiano.
È nuovamente diretto da Mann in ”Collateral”, al fianco di Tom Cruise, ma soprattutto interpreta magistralmente il pianista Ray Charles nel film “Ray” di Taylor Hackford. Il giorno del suo 37esimo compleanno, scopre di essere stato candidato a ben tre Golden Globe per tre film diversi: i già citati “Collateral” e “Ray” e “Redemption: The Stan Tookie William Story”, in cui interpreta lo scrittore premio nobel Stanley Williams, condannato a morte. È anche il secondo uomo nella storia, dopo Al Pacino a ricevere lo stesso annodue nomination all’Oscar, per due film differenti. Accompagnato dalla figlia Corinne ritira il suo primo Academy Awards come Miglior Attore Protagonista sempre per “Ray”. È anche uno dei pochi attori ad aver vinto lo stesso anno: l’Oscar, il Golden Globe, il BAFTA Award e il SAG Award per lo stesso ruolo.
Nel 2005, dopo essersi affermato anche a livello internazionale (riceve 22 premi per l’interpretazione di Ray Charles), veste i panni del Sergente Sykes, nel film “Jarhead” di Sam Mendes. Torna ad essere diretto da Mann nel 2006 con “Miami Vice”, trasposizione cinematografica della famosissima serie poliziesca. Sempre nel 2006 dimostra le sue incredibili doti canore nella pellicola “Dreamgirl”, accanto alla statuaria cantante di colore Beyoncé.
Nel 2010 lo vediamo invece impegnato in diverse pellicole: "Il solista" con Robert Downey Jr., “Giustizia privata” e “Appuntamento con l'amore”, commedia diretta da Garry Marshall. Il suo sguardo arrabiato e il suo fisico nerboruto gli consentono di interpretare quei ruoli che lo caratterizzano: soprattutto i personaggi dall’aspetto duro, ma col cuore tenero. Recentemente ha dichiarato che i suoi idoli e fonte di ispirazione sono: Richard Pryor per la commedia, Denzel Washington per la recitazione in generale e Steve Hardin per la musica. Certamente da queste tre icone ha assorbito il meglio, diventando una star del black power, prima ancora dell’avvento dell’Obama Style.