James Caan – Biografia
James Caan, il siciliano con la faccia da duro che in realtà è un ebreo del Bronx
(New York City, 26 marzo 1940)
James Caan, nato il 26 marzo 1940 nel Bronx, a New York, è un attore americano molto noto per la sua interpretazione di Sonny Corleone in “Il Padrino” (1972) di Francis Ford Coppola.
Caan nasce in un quartiere difficile, durante una grande ondata migratoria che porta la sua famiglia di ebrei tedeschi a fuggire in America per scampare alle persecuzioni naziste. Suo padre, grazie al duro lavoro, si fa un nome nel mercato delle carni, cosa che permette al figlio di poter studiare in ottime scuole. Mentre studia alla Hofstra University, il giovane James comincia a interessarsi alla recitazione e molla gli studi di economia per iscriversi ad una prestigiosa scuola di teatro, dove studia con Sanford Meisner.
Appena uscito dalla scuola comincia a recitare per la televisione in serie famose come “Gli intoccabili” (1962), dove grazie al suo volto segnato e roccioso ottiene parti da duro a tutto tondo; “Dr. Kildare” (1963), “L’ora di Hitchcock” (1964). Il suo primo ruolo da protagonista glielo offre Howard Hawks che lo scrittura per “Linea Rossa 7000” (1965), un film sul mondo delle corse automobilistiche.
Nel 1967 ancora Hawks lo vuole in “El Dorado” al fianco di divi del calibro di John Wayne e Robert Mitchum. L’anno dopo è la volta di Altman che lo scrittura per “Conto alla rovescia”, mentre nel 1969 suscita l’entusiasmo della critica interpretando un giocatore di football suonato nel cupo “Non torno a casa stasera”, uno dei primi film di Coppola.
Il suo sodalizio con Coppola si rivela prezioso perché nel 1972 il regista italo-americano gli offre il ruolo della sua vita: quello di Santino Corleone, il violento figlio maggiore di Don Vito. Grazie all’enorme successo del film, Caan è per anni identificato come un italo-americano, ricevendo addirittura premi da varie associazioni, nonostante in realtà tutti i suoi parenti siano tedeschi ebrei.
Gli anni Settanta sono un periodo molto positivo per Caan, che oltre a interpretare “Il padrino II” (1974) spazia fra i generi dalla action comedy “Una strana coppia di sbirri” (1974) al fantascientifico “Rollerball” (1975), al bellico “Quell’ultimo ponte” (1977).
Gli anni Ottanta sembrano presentarsi pieni di speranze, Caan affronta con la consueta grinta il neo-noir “Strade violente” (1981) uno dei primi successi di Michael Mann, nel quale interpreta un ladro professionista. Ma una serie di tragedie personali, fra le quali la morte della sorella, lo spingono verso la depressione e poi verso l’abuso di cocaina. Fra tentativi di disintossicazione e ricadute l’attore resta lontano dalle scene fino al 1987, quando Coppola gli offre un’occasione di rientro con il tragico “I giardini di pietra” ambientato fra i veterani del Vietnam.
A partire dagli anni Novanta Caan riprende stabilmente a fare cinema, distinguendosi per la sua interpretazione dello scrittore tenuto segregato da una folle ammiratrice nel thriller “Misery non deve morire” (1990), tratto dall’horror di Stephen King. Dopo una serie di film minori, rifà la parodia del suo personaggio da mafioso nel divertente “Mickey Occhi Blu” (1999), commedia romantica con Hugh Grant e si distingue anche nell’intellettuale “Dogville” (2003) di Lars Von Trier, dove interpreta una specie di metafora divina.
Tra il 2003 e il 2007 è impegnato con la serie tv “Las Vegas”, mentre nel 2008 lo troviamo in “Agente Smart – Casino totale”. Nel 2009 presta la propria voce per il film d’animazione “Piovono polpette”.
Tiziano Filipponi
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