Io c’è: il film con Edoardo Leo presentato in conferenza stampa

Oggi, 22 marzo, è stato presentato in conferenza stampa “Io c’è”, il nuovo film di Alessandro Aronadio con Edoardo Leo, Margherita Buy e Giuseppe Battiston. Il regista e il cast hanno risposto alle domande dei giornalisti.

Io c’è: il regista e il cast spiegano la filosofia di una “religione plausibile”

Io c'è

Io c’è” uscirà nelle sale il prossimo 29 marzo. Nella conferenza stampa di presentazione della pellicola, il regista Alessandro Aronadio, insieme ai protagonisti Edoardo Leo, Margherita Buy, Giuseppe Battiston e Massimiliano Bruno, hanno risposto a tutte le domande della stampa, spiegando così il significato nascosto dietro questa brillante commedia.

Io c’è: la riflessione di Aronadio sulla religione

La prima questione sollevata dai giornalisti ha riguardato il tema centrale del film, ossia la religione e, più in particolare, il rapporto del regista con la fede. È stato infatti subito fatto riferimento a “Orecchie“, precedente pellicola di Aronadio, in cui la questione religiosa assume dei tratti quasi inquietanti. Il regista ha spiegato che la sfida di “Io c’è” è stata quella di fare una commedia sulla religione, “di provare a ridere su un tema così delicato”. Il problema principale, ha aggiunto, è che il tema religioso ora è quasi tragico, perché legato a tutti i disastrosi fatti di cronaca.

Gli è stato però fatto notare che, ad onor del vero, il film passa dalle risate ad una riflessione puramente spirituale. Aronadio ha, allora, spiegato la propria esperienza di crescita con una madre profondamente cattolica, definita come un “hooligan di Gesù”. E lui, da ateo, si è sempre interrogato sulla fede e ha ritenuto “interessante raccontare un ciarlatano che si ritrova ad affrontare il bisogno di credere della gente”.

Io c’è: la caratterizzazione dei protagonisti

Successivamente, le domande si sono spostate agli interpreti principali del film: Edoardo Leo, Margherita Buy, Giuseppe Battiston e Massimiliano Bruno. A loro è stato chiesto da quali elementi dei propri personaggi si sono sentiti attratti, considerando che tutti costituiscono dei veri “doppi”. La Buy ha risposto in maniera molto semplice, affermando che, nonostante Adriana appaia molto distante, alla fine si rivela un po’ ciarlatana anche lei. Edoardo Leo ha invece affermato: “Il film rientra molto nel racconto che mi piace fare, dove la commedia tout court diventa pensante. Volevamo essere scorretti senza ridicolizzare mai“.

Battiston, invece, si è lasciato andare ad una riflessione sulla malvagità umana del proprio personaggio (tratto che in generale, a suo parere, viene troppo poco spesso indagato nelle commedie) e ha affermato: “Marco è il teologo in qualche modo e il suo entusiasmo cresce così tanto da diventare quasi inquietante. C’è tanta crudeltà ed è stato bello viaggiare all’interno della malvagità umana”. Ha concluso Massimiliano Bruno, dicendo che questa esperienza è stata molto divertente per lui. Il suo personaggio è certo comico, ma “ha anche un picco di umanità”.

Io c'è protagonisti

Io c’è: la rappresentazione dei fedeli e la religione liberatoria

Un’altra questione sollevata con il regista è stata quella riguardante i fedeli, che appaiono come delle persone che credono alla qualunque. “Ma allora: chi si salva?” Aronadio ha risposto sostenendo che il film è profondamente rispettoso verso chi crede: “Noi ci siamo chiesti perché dopo oltre mille anni  bisogna ancora credere nell’invisibile. Il film si è domandato perché si crede, ma senza dare un giudizio”. Ha poi concluso con una riflessione che è stata molto apprezzata dai presenti: “Credere è l’antidoto al caos e al cinismo, che ci stanno portando verso una zona molto arida“.

Successivamente, è stato chiesto se ci fossero dei voluti richiami a Scientology e al suo fondatore Ron Hubbard, noto per la sua affermazione “se volete arricchirvi fondate una religione”. In maniera unanime, il cast si è dissociato da questo parallelismo. Edoardo Leo, in particolare, ci ha tenuto a sottolineare di aver avuto un profondo rispetto per chi ha fede, ma di essersi informati prettamente su alcune delle “derive” religiose. Aronadio gli ha fatto eco e ha spiegato in cosa consiste lo Ionismo, la religione fondata da Massimo: “Lo Ionismo ha degli elementi liberatori. È una religione contemporanea ed è quella con più successo perché mette tutti sullo stesso piano di Dio. E se ci pensate è un po’ quello che ha fatto Facebook: ha reso poeta chiunque scriva un post“.

Il regista ha concluso facendo notare quanto questa religione sia effettivamente liberatoria per Adriana, che grazie al suggerimento “fa’ come vuoi” cambia completamente la sua vita e torna ad essere felice.

Io c’è: un film che vuole provocare delle domande

Tornando ad uno dei temi centrali di “Io c’è”, il bisogno di credere, è stato chiesto ad Aronadio se dietro questa riflessione ci fosse la consapevolezza della morte, consapevolezza che appartiene soltanto all’essere umano. Il regista ha chiarito immediatamente che, in realtà, non è questo il punto del film. Al contrario, il punto di svolta di Massimo, il protagonista della pellicola interpretato da Leo, si ha proprio nel momento del funerale di una “Ionista”. Proprio lì, sul lungomare, il protagonista si rende conto che non può più raccontare delle storie.

Successivamente, all’intero cast è stato domandato come si è svolto il lavoro sui personaggi, soprattutto considerando che i rischi sono stati molti vista l’irriverenza del film. Subito si è espressa Margherita Buy, che in “Io c’è” veste i panni di Adriana, la sorella di Massimo: “Alla base della commedia c’è l’essere credibili. In realtà ci siamo lasciati molto andare e alla fine siamo diventati anche noi una comunità, dei fedeli”. Ha, poi, aggiunto ridendo: “Io non sono ancora uscita del tutto dalla cosa”.

La conferenza stampa di “Io c’è” si è conclusa con un’ulteriore riflessione di Alessandro Aronadio, che si è detto poi molto soddisfatto di questo progetto. Il regista ha infatti ribadito che il film non vuole essere e non è irrispettoso, aggiungendo: “Non è un film che vuole avere risposte, ma vuole provocare delle domande“.

 

Claudia Pulella

22/3/2018

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