
Lunedì 25 marzo Rai Tre ha trasmesso in prima serata il film “Intrigo Internazionale”, diretto nel 1959 da Alfred Hitchcock con il titolo originale - di reminiscenza shakespeariana - di “North by Northwest”. La programmazione si scontrava – purtroppo – con trasmissioni e reality show che raccolgono grandi bacini di telespettatori e quindi non tutti hanno avuto il piacere di vedere o rivedere questo capolavoro. Il cast è composto da Cary Grant nel ruolo principale di Roger Thorhill, un pubblicitario che viene rapito e si ritrova suo malgrado nei panni di Kaplan, figura inventata dal controspionaggio per incastrare un grosso informatore, interpretato da James Mason. La madre di Grant è Jessie Royce Landis, attrice che calcò per anni i palcoscenici londinesi e poi recitò con Hitchcock anche in “Caccia al ladro” nei panni della madre di Grace Kelly. Altra fascinosa attrice è Eva Marie Saint nel ruolo di Eva Kendall, che aiuterà – e verrà a sua volta aiutata – Thornill ad uscire dalla rete intricata in cui è rimasto incastrato. Due sono le scene del film famose e piene di suspence: quella in cui Thornill viene sorvolato in una zona deserta da un aereo in mezzo ai campi e poi l’inseguimento finale sul Monte Rushmore, quello con i volti dei presidenti Usa scavati nella roccia, illuminato solo dalla Luna con la bionda protagonista che riceve la sua proposta di matrimonio mentre i due rischiano la vita sospesi nel vuoto. Importanti anche le ambientazioni, tutte riprodotte negli studios: la hall del Plaza Hotel di New York, la villa di Townsend, splendida rivisitazione in stile Frank Lloyd Wright, l’architetto americano più in voga all’epoca; il palazzo di vetro dell’Onu, con i suoi interni di marmo e legno, così attuali anche oggi. Il film ha quasi 50 anni e vederlo oggi è piacevole per la classe e l’eleganza che – ahimè - non sono più dei giorni nostri, i dialoghi puliti, privi di volgarità più o meno esplicite e lo stile di Cary Grant, che ritroviamo forse solo in George Clooney. Le inquadrature e il montaggio perfetti suppliscono agli effetti speciali odierni, la sceneggiatura di Ernest Lehman vinse l’Oscar (e quell’anno c’era in gara anche “Ben-Hur”!). La colonna sonora, perfetta per la spy story, fu curata da Bernard Hermann. Hitchcock, come di consueto, appare un istante in apertura del film, quando le porte di un autobus si chiudono lasciandolo a terra.
Guardate il filmato della presentazione del film in inglese: