Indiana Jones e la leggenda dei 13 teschi 1957, l'archeologo più famoso del mondo del cinema Indiana Jones è, in spietata concorrenza con i Sovietici, alla ricerca di un oggetto potentissimo: uno dei 13 Teschi di Cristallo della leggenda Maya. Senza il professor Indy la storia dei teschi sarebbe sicuramente rimasta una questione per pochi. La leggenda vuole che i teschi siano stati scolpiti dai Maya e che siano destinati a riunirsi il 21 dicembre del 2012 per l'inizio di una nuova era. In realtà studiosi da tutto il mondo concordano, come ha raccontato sulle pagine di Repubblica il giornalista scientifico Luigi Bignami, che si tratti di sculture recenti, prodotte tra l'800 e il '900, anni in cui cominciano a comparire in modo più o meno misterioso nelle collezioni di archeologi e musei. I teschi sarebbero stati ritrovati nelle giungle del Messico, dell'Honduras e del Belize, sempre nei pressi di templi Maya. E' il 1863 quando un teschio di 3 centimetri compare in Messico. Quattro anni più tardi eccone alcuni esemplari che vengono esposti prima al British Museum di Londra, poi all'Esposizione Universale di Parigi e che fanno parte della collezione dell'archeologo Eugène Boban. Sarà un'altro studioso, Alphonse Pinart, a donarne tre al Museo del Trocadero. Nel 1885 Boban ne "ritrova" un'altra serie, tra cui un pezzo atzeco che l'archeologo propone al Museo del Messico, che però rifiuta l'affare. Arriviamo ai primi anni del '900, quando viene ritrovato il “Teschio Maya” in puro quarzo. I lavori di Colin e Damon Wilson “Il Grande Libro Dei Misteri Irrisolti” edito da Mondolibri e "X Factor" della DeAgostini, ne elencano undici sparsi in tutto il mondo e con caratteristiche e storie simili. Tra questi i più particolari sono il "Teschio del Texas o di Max", ritrovato in Guatemala nel 1920, che porta il nome della famiglia a cui fu donato dal guaritore tibetano Norbu Chen. C'è poi la complessa storia del "Teschio di Mitchell-Hedges", in puro quarzo e delle dimensioni di un teschio umano. Per Anna, la figlia dell'archeologo Mitchell-Hedges, la scultura fu trovata dal padre a Lubaantun nel Belize, sotto un altare sacrificale. Secondo alcuni studi il teschio è stato realizzato in Germania, ma Anna Mitchell-Hedges è da sempre convinta dei poteri straordinari della scultura che il padre le donò per il suo compleanno. Sostiene tra l'altro che l’oggetto, oltre ad essere una perfetta lente d'ingrandimento, a volte presenta dei riflessi di luce negli occhi, che sembrano vivi e tremolanti. Al British Museum si può vedere il "Teschio di Londra". E' una scultura dalla fama sinistra: secondo alcuni ci si sente a disagio alla sua vista al punto che molti addetti alla pulizie del Museo chiedono che venga coperto con un telo quando devono lavorare nella sala che lo espone. Pesantissimo, 20 chili, è il "Teschio del Museo Smithsonian" attorno a cui sono fiorite molte storie, tra cui la testimonianza di una ragazza che prendendolo in mano ebbe la sensazione di essere percossa o il racconto di un antiquario che afferma che una volta la scultura si circondò di un alone luminoso per parecchi minuti mentre altre volte, sentì degli scampanellii o vi intravide immagini di strani paesaggi. Si fanno sentire anche i sostenitori della tesi di fanta-archeologia secondo cui i teschi sono reperti della civiltà di Atlantide. Leggenda? Mania? Effetto cinema? Resta comunque un mistero che sta attirando migliaia di persone da un museo all’altro per vedere almeno uno degli esemplari.
Barbara Mattiuzzo
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