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"In Bruges - La coscienza dell'assassino" e la suggestione di un set

"In Bruges - La coscienza dell'assassino" è un thriller dark e grottesco, ma prima di tutto è, secondo i voleri del regista Martin McDonagh, un omaggio a Bruges, la città medievale meglio conservata d'Europa. A solo un'ora da Bruxelles, è la città delle fiabe e dei merletti (uno dei souvenirs più acquistati), del cioccolato, ma anche di innovativi campus universitari e culla del commercio di cui per secoli è stata la regina. Qui infatti nacque la prima piazza degli affari europea, nel luogo dove si affacciava la dimora della famiglia Van der Bourse, da cui è derivato il nome Borsa che abitualmente usiamo. E' una città di vicoli, piazzette, canali e ponti, case in mattoni rossi, chiese e torri gotiche, scelta da McDonagh come rifugio per i protagonisti del suo film: sono due killer inglesi Ray (Colin Farrel) e Ken (Brendan Gleeson) mandati in Belgio dal loro capo Harry (Ralph Fiennes) dopo una missione finita con la morte di un bambino. I due, in attesa di un nuovo compito, vagano per gli angoli di questo incantevole borgo portando lo spettatore ad ammirare scorci e monumenti visti con sentimenti differenti: Ray detesta la città, Ken ne è affascinato. Tutto il film ruota attorno alla Piazza del Mercato nella quale svetta il Campanile di Belfort teatro di un frenetico inseguimento fra Harry e Ken. Saliti i suoi quasi 400 gradini per 83 metri di altezza si può ammirare il panorama di tutta la città senza dimenticare il carillon della torre con le sue 47 campane di bronzo. C'è chi sostiene che da lassù nelle giornate limpide si veda il mare del Nord che dista soli 13 chilometri. Ed essendo il mare così vicino non poteva mancare il mercato del pesce che si tiene da martedì a sabato in un palazzo della metà dell'800 e dove il regista ha girato una avvincente sparatoria. Tra uno scontro a fuoco e una fuga mozzafiato McDonagh fa rilassare i nostri due protagonisti in piazza Jan van Eyckplein, seduti su una panchina dietro al statua del pittore van Eyck. Un'altra piazza suggestiva immortalata dal film è quella del Burg dove si affacciano il Municipio in stile gotico, il più antico del Belgio con le sue sale affrescate e la Basilica del Sacro Cuore che conserva l'ampolla in quarzo con il sangue di Gesù Cristo, arrivata dalla Terra Santa durante la seconda crociata e portata in processione ogni anno il 25 maggio, Festa dell'Ascensione. Il regista avrebbe voluto girare all'interno delle sue navate, ma non è stato possibile per problemi di sicurezza e così mentre vediamo Ray attendere ansiosamente in fila all'esterno, Ken ci porta all'interno della Chiesa di Gerusalemme, nel quartiere di Sant'Anna. Se avete voglia di arte Bruges offre uno dei più interessanti musei europei, il Groeninge con la sua pinacoteca dal 15esimo al 20esimo secolo, che non poteva sfuggire all'occhio attento di McDonagh: nelle sue sale si svagano i due gangsters che ritroviamo a discutere davanti al celebre quadro di Hieronymus Bosch "Il Giudizio Universale". Ma Bruges nasconde anche luoghi romantici per momenti di tenerezza, come il lago dell'amore, il Minnewater, spesso popolato da cigni, le stradine attorno al Groene Rei, o locali con sfiziosi menù a lume di candela: Ray porta a cena la bella Chloe al bistrot Cafedraal, un'istituzione della città, in un palazzo del 15esimo secolo perfettamente restaurato. Nelle belle giornate potete sempre seguire l'esempio di Ken e godervi un giro in barca per i canali di quella che è considerata la piccola Venezia del Belgio: imperdibile è il Rozenhoedkaa, uno degli angoli più fotografati. E mentre il film corre verso la sua conclusione, le atmosfere della città si fanno sempre più cupe ma non per questo meno suggestive perchè Bruges, come ha detto Colin Farrel "appartiene a un altro mondo che racchiude in se una grande ricchezza".

Barbara Mattiuzzo


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