Il Torino Film Festival secondo Amelio Questa mattina presso la Casa del Cinema di Roma ha avuto luogo la conferenza stampa per la presentazione della Ventisettesima edizione del Torino Film Festival, che per quest'anno aprirà le danze nella bella città piemontese dal 13 al 21 novembre. La direzione dell'evento che è stata dal 2007 nelle mani di Nanni Moretti, quest'anno è passata in quelle di Gianni Amelio, noto regista italiano di film quali “Le chiavi di casa” con Kim Rossi Stuart e “La stella che non c'è” con Castellitto. È proprio Amelio che, accompagnato dai suoi collaboratori ha annunciato i numerosi cambiamenti apportati al Festival. La linea guida che ha coinvolto tutti, ha affermato il regista, è stata quella di creare un festival caratterizzato da un forte “rigore nella passione”, spiegando come il rigore non debba essere inteso come rigidità, piuttosto come apertura verso il nuovo, alimentato dalla generosità dello sguardo e di condivisione con i protagonisti legati da questo grande amore per il cinema. Sebbene il Festival si compie proprio subito dopo due altri importanti eventi quali il festival di Cannes seguito da quello di Roma, Amelio non si considera turbato, piuttosto entusiasta di presentare un evento che mostra una propria identità che non è scalfibile in nessun altro festival nazionale. La manifestazione conta 42 prime mondiali, 21 anteprime internazionali, 10 anteprime europee e ben 74 anteprime italiane con un totale di circa 254 titoli su oltre 3500 film visionati e selezionati. I principali premi presentati durante la rassegna stampa sono stati scelti con uno scopo ben preciso: abbandonando le classiche etichette assegnate ai principali generi cinematografici, sono stati presi dei riferimenti di tipo letterario per ogni categoria. I fuori concorso ad esempio faranno parte della gruppo “Festa Mobile”, il cui titolo è un esplicito richiamo all'opera di Ernest Hemingway, suddivisa a sua volta in due famiglie di generi cinematografici: “Figure nel paesaggio”, il quale indica tutti gli schemi narrativi costruiti secondo uno schema di finzione, mentre “Paesaggio con figure” contiene i film che si concentrano sulla presa diretta della realtà. Due premi d'eccezione sono il “Gran premio Torino” e il “Premio Cult”: il primo è il riconoscimento assegnato ai cineasti che, dall'emergere della Nouvelles Vague in poi, hanno contribuito al rinnovamento del linguaggio cinematografico, alla creazione di nuovi modelli estetici e alla diffusione di nuove tendenze che sono alla base delle opere più interessanti del cinema contemporaneo; il secondo è assegnato dal canale satellitare che in questi anni si è distinto per l'attenzione rivolta verso il cinema documentario, un genere che sta cercando di riconquistare un proprio spazio nel mondo cinematografico. A tal proposito, per l'Italia è stata sviluppata una propria categoria di gara intitolata “Italiani.doc” con 14 documentari inediti realizzati in pellicola o in video. Altre novità interessanti riguardano l'evento “Figli e amanti”, titolo ispirato dall'opera di Lawrence, in cui 6 registi italiani (Bellocchio, Ferrario, Garrone, Martone, Sorrentino e Zanasi) raccontano quale film del passato è stato fondamentale per la nascita della loro ispirazione e per la loro formazione culturale. Verrà presentato anche la seconda edizione del “Torino Film Lab”, il laboratorio internazionale che sostiene talenti emergenti di tutto il mondo e che nel 2008 è stato in grado di sostenere la produzione di 5 progetti, fra cui il film italiano “Le quattro volte” di Michelangelo Frammantino, attualmente in fase di post-produzione. Infine sarà allestita per il 16 novembre una “Tavola rotonda” in cui si cercherà di analizzare quale direzione sta prendendo il cinema oggi e quali sono le dinamiche attraverso le quali il cinema continua a rappresentare un modello culturale in grado di influenzare in modo determinante la nostra società. Un'iniziativa importante e formativa per non rendere l'evento una semplice occasione di sfarzosità e ostentazione, ma anche di riflessione sulla contemporaneità. Tra i personaggi d'eccezione saranno presenti Francis Ford Coppola, premiato per la sua casa di produzione “American Zoetrope”e Mario Monicelli, il quale presenterà la versione restaurata di “Risate di gioia”, il suo celebre film del 1960 con Anna Magnani e Totò.
Silvia Caputi
04 / 11 / 2009
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