Il quarto tipo - Recensione (The Fourth Kind) Regia: Olatunde Osunsanmi - Cast: Milla Jovovich, Elias Koteas, Will Patton, Corey Johnson, Hakeem Kae-Kazim, Enzo Cilenti, Alisha Seaton, Daphne Alexander, Tyne Rafaeli, Mia McKenna-Bruce - Genere: Fantascienza, Horror, Thriller, Mystery, colore - Produzione: USA 2009, Gold Circle Films, Dead Crow Productions, Focus Films - Distribuzione: Warner Bros - Data di uscita: 22 gennaio 2010.
La pellicola di Osunsanmi porta sul grande schermo la storia della psicologa Abigail Tyler che, in piccolo paesino dell’Alaska, aveva in cura diverse persone affette da disturbo del sonno con la stessa sintomatologia. I soggetti trattati dalla Taylor riferivano emozioni e visioni identiche, che emergevano soprattutto durante le sedute di ipnosi: un gufo che li fissava, un’entità non umana che li terrorizzava a tal punto da desiderare la morte, pur di non affrontare nuovamente quell’esperienza. La cronaca segnala in quel paesino strani episodi di scomparse e di delitti efferati che lei ricollega alle esperienze dei suoi pazienti. Il film è ben confezionato, al girato con la Jovovich e con il resto del cast si sovrappongono le immagini delle registrazioni originali delle sedute della dottoressa, che nonfanno comunque perdere il ritmo, anzi si integrano ad esso, aggiungendo un po’ di realismo ad un soggetto decisamente inverosimile. Di qualunque tipo siano state le esperienze dolorose della dottoressa ci si chiede tuttavia quale sia il segnale che lo spettatore dovrebbe cogliere da un film del genere: forse che non siamo soli nell’universo (cosa alquanto ovvia) e gli abitanti di chissà quale altro mondo si sono insinuati tra noi per tormentarci (cosa vista e rivista)? Una tale storia, per quanto si debba nutrire un’enorme rispetto per la dottoressa Tyler e per il dolore che ha segnato la sua vita, sembra alquanto banale e infantile. Sono forse più utili e originali pellicole (per esempio “Planet 51”), dove i ruoli invertiti mostrano come la paura del diverso sia sempre una cattiva consigliera. L’uomo è fatto di materia e di spirito ma speriamo non ci sia mai spazio per l’irrazionale.
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