Il mondo ha perso una delle sue più grandi voci: Whitney Houston A soli 48 anni muore la cantante e attrice Whitney Houston
Una maledizione che si abbatte sugli angeli della musica, strappati da questa terra per poter cantare su nel cielo. A questo coro celeste si è unita anche la cantante Whitney Houston, che con la sua voce, ha fatto sognare ed emozionare milioni di persone.
Era bella, di talento e racchiudeva in un corpo esile un’intensità vocale che raggiungeva i confini dell’immaginabile. Riusciva a toccare i cuori di tutti, senza limiti d’età.
Chi non ha pianto o non ha sentito il fruscio delle ali di farfalla nello stomaco, guardando e ascoltando la sua interpretazione nel film "The Bodyguard", o chi non è rimasto ore steso su di un letto, con gli occhi chiusi ad ascoltare la sua musica come sottofondo, magari pensando ad una persona amata.
Tutti noi abbiamo un ricordo legato alla sua splendida voce che ora non c’è più, è andata via con la sofferenza che la sua vita le aveva anche dato.
Whitney Houston è stata trovata morta in un hotel di Bervely Hills, dove si trovava per una serata a margine dei Grammy Awards, alle 15:55. Sono ancora sconosciute le cause del suo decesso. Sui social networks amici e fans della cantante esprimono il loro dolore.
Noi tutti speravamo che le sue condizioni di salute fossero migliorate, dopo il suo periodo nero, dovuto alla fine del matrimonio con il cantante Bobby Brow, durato dal 1992 al 2006, e in seguito al periodo di disintossicazione per abuso di droghe e psicofarmaci.
Whitney Houston ha venduto oltre 190 milioni di copie fra album, singoli e video durante la sua carriera, risultando fra le artiste donne che hanno venduto più dischi nella storia. Ha vinto 6 Grammy Awards e 22 American Music Award. Tra i suoi successi troviamo “I will always love you” (che diventa il singolo di maggiore successo nella storia del pop), “How will I know” e “Saving all my love for you” e con loro tanti altri.
Come attrice la troviamo nei film “La guardia del corpo (The Bodyguard)”, di Mick Jackson (1992), “Donne (Waiting to Exhale)”, diretto da Forest Whitaker (1995), “Uno sguardo dal cielo (The Preacher's Wife)”, con la regia di Penny Marshall (1996).
Quel che ci rimane ora è ricordala con la stessa enfasi emotiva che lei era così brava a saper regalare a tutti quelli che udivano la sua splendida voce.
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