Il giorno in più – Conferenza stampa
Presso la Multisala Adriano si è svolta la conferenza stampa di presentazione del film ‘Il giorno in più’, con la partecipazione, tra gli altri, di Fabio Volo, Isabella Regonesi e il regista Massimo Venier.
“Il giorno in più”, tratto dal best seller dello stesso Fabio Volo, racconta la storia di Giacomo Pasetti, bravo nel lavoro e con le donne, ma incapace di qualsiasi relazione che possa significare legame affettivo e sentimentale. La sua vita cambia dopo aver conosciuto Michela, che incontra ogni mattina su un tram milanese. La ragazza, per ragioni di lavoro, partirà da lì a poco per New York e verrà raggiunta dallo stesso Giacomo, che si ‘inventa’ un fidanzamento a tempo determinato, giocoso ma non troppo.
Interrogato sulla differenza tra il personaggio del libro e quello del film, il noto presentatore/attore/scrittore (chi più ne ha più ne metta….), qui anche nelle vesti di co-sceneggiatore (per ovvie ragioni) afferma che non esistono poi così tante divergenze tra i due personaggi, anche se conferma la difficoltà nel trasporre certi aspetti o momenti del libro sullo schermo.
La brava Isabella Regonese, invece, confessa di aver avuto un po’ di paura inizialmente nell’accettare la parte di Michela, visto che è stata molto amata dal pubblico e visto anche che molte donne che hanno letto il libro si identificavano con quel personaggio, che alla fine ha voluto un po’ costruire da zero, senza troppe paure, seguendo le indicazioni di Fabio Volo.
Il talentuoso Pietro Ragusa, già visto nello splendido ‘Si può fare’, qui invece nella parte di Dante, amico/collega di Giacomo, alleggerisce un po’ l’atmosfera della sala stampa ribadendo con forza che la cosa che l’ha intrigato di più del suo ruolo è stata presentarsi in mutande e canottiera.
Il regista Massimo Venier, invece, visto il successo del libro anche al di fuori dei nostri confini, conferma che il film è stato anche fatto per un pubblico non italiano e che il tratto volutamente italo – americano della sua opera si vede anche dalla luce, splendida in quel di New York e variabile in funzione della storia, il tutto per dare dei sapori diversi alla storia e alle vicissitudini di Giacomo, sballottato tra Milano e New York.
Nel ribadire che si tratta di una commedia romantica, la Regonese tende a precisare che siamo ben lungi da “Dieci inverni”, di cui era stata apprezzata protagonista, film diverso nei tempi e nei modi di recitazione. Per l’attrice siciliana l’importante è avere disponibilità a cambiare un po’ registro, perché risulta sempre difficile ‘uscire’ dai personaggi che nel corso della propria carriera i vari registi ti ‘appiccicano’ addosso.
I personaggi femminili in questo film sono molto ben delineati, anche se secondo alcuni questo è un film molto “maschiocentrico”, e in ciò la Regonese ha confermato che si è molto divertita a parodiare la donna ideale, soprattutto nella prima parte del film, dove la ragazza sul tram poteva avere mille sfaccettature diverse, fin quando non si fosse scoperta la sua vera identità. In tutto ciò, ha voluto anche fare un elogio sulla parte della mamma di Giacomo affidato alla Sandrelli, assente alla conferenza stampa.
Sull’osservazione che il film tratti un po’ la sindrome da eterni Peter Pan moderni, il buon Volo non si ritiene assolutamente d’accordo. Quelli che lui racconta sono solo i 30enni di oggi, epoca in cui rispetto al passato c’è un crollo di ruoli: prima si era padri, madri, mogli e mamme, oggi invece è tutto più complesso, le donne vanno dove vogliono, non si ritengono più, giustamente, prigioniere di un ruolo e tutti mettono se stessi al centro e purtroppo quello che è venuto a mancare è l’educazione al sentimento, la quale doveva essere compiuta, per esempio, dalla parte intellettuale del paese, dalla politica, dalla televisione, tutte componenti che evidentemente, per un motivo o per un altro, si sono tirate indietro.
Sull’ambientazione del film, Fabio tiene a sottolineare che avrebbe girato quasi tutto il film a New York, città della quale è innamorato, mentre il regista ha trovato un giusto equilibrio, confermando egli stesso che non c’è nessun riferimento diretto alle commedie sentimentali del tipo “Harry ti presento Sally’”, volendo oltrettutto evitare qualsiasi tipo di ‘stucchevolezza’ o ‘tossicità’, rischi che si corrono nelle commedie romantiche.
Sulla possibilità o meno che si ripeta l’esperimento di un altro libro in un altro film, il produttore Beppe Caschetto, nonché agente di Fabio Volo, conferma che c’è un progetto, ma che ancora è in una fase molto embrionale, soffermandosi invece sulla bontà di quest’opera cinematografica, rischiosa come qualsiasi altra trasposizione cinematografica di qualsiasi best seller, per la quale sono occorsi ben tre anni di lavorazione e di cui viene apprezzato, soprattutto dal regista, l’importante di avere un cast italiano e di ottimo livello.
Infine Volo ha voluto precisare che non pensa ancora ad un suo ruolo da regista in tempi brevi, preferirebbe continuare a fare l’attore.
Un curioso aneddoto sul “DOM Cafè” di New york, dove è ambientato una buona parte del libro e di cui invece c’è poca traccia nel film: dopo il vero e proprio ‘boom’ del libro, il locale è stato letteralmente invaso da migliaia di fans, come racconta Volo, cosa per la quale i proprietari all’inizio non erano proprio contenti, ma dopo, quando al momento delle riprese si è creato un buon rapporto e una buona alchimia, hanno anche svelato di avere in progetto l’apertura di un caffè – bistrot anche a Roma.
Salvatore Cusimano
28 / 11 / 2011
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