"Il Divo" - Conferenza stampa Conferenza stampa essenziale e molto attesa, dopo la proiezione de “Il divo”. Il regista Paolo Sorrentino, pur prudente ed attento nelle risposte (“per evitare eventuali querele sempre in agguato”), non la manda certo a dire a nessuno. Riguardo agli attacchi mossi sia al suo film sia a “Gomorra”di Matteo Garrone, accusati entrambi di dare un'immagine negativa dell'Italia, replica che “Pino Daniele e Afef sono evidentemente persone che non conoscono il cinema, per me non può esistere un buon film che non tratti temi critici, i film non sono depliant turistici. Pino Daniele, tralaltro, ha raggiunto il successo con una canzone come Napul'è, che raccontava i mali della città di quell'epoca”. Sulla reazione stizzita di Andreotti che ha definito il film una mascalzonata, “Il film non è nato per vocazione scandalistica, non era mia intenzione pungolare o far arrabbiare Andreotti. Sono contento però che ci sia stata una reazione, perché è già una cosa nuova, confortante, perché vuol dire che il cinema, tra i vari mezzi di comunicazione, è quello che riesce a lavorare sulle emozioni invece che sulle informazioni”. Il regista si augura anche che “ questo film lo vadano a vedere i giovani, perché non rivela niente di nuovo, ma vuole risollevare l'attenzione su cose dimenticate, non intende fare rivelazioni, ma sistematizzare e riordinare in una sintesi cinematografica”. Il film contiene due registri diversi “all’inizio c’è una iconografia del potere, distante, irraggiungibile, è una parafrasi dell’immobilismo andreottiano. Poi lui stesso, dopo le accuse di mafia, è costretto ad entrare in gioco, a muoversi, e il film da estetico diviene politico, seguendo l’evoluzione del personaggio”. Infine sottolinea come la scena clou della rappresentazione del Potere sia quella del bacio con Totò Riina “Quella scena è la ragione principale per cui ho fatto il film, senza di essa il mio lavoro si svuota di significato. La scena passa attraverso le parole di un pentito, ma mi colpì molto quando uscì fuori questo fatto, perché era qualcosa di clamoroso: i simboli del potere e del contropotere che si baciavano. Non mettere un'immagine del genere mi sembrava ipocrita. L’ho girata al meglio delle mie possibilità”.
massimoramas
28 / 05 / 2008
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