Il Diavolo Veste Prada – Recensione

L’avvincente ascesa nel mondo della moda di una Anne Hathaway sprovveduta al fianco di una spietatissima Meryl Streep

(The Devil Wears Prada) Regia: David Frankel – Cast: Meryl Streep, Anne Hathaway, Stanley Tucci, Emily Blunt, Adrian Grenier, Tracie Thoms, Rich Sommer – Genere: Commedia, colore, 109 minuti – Produzione: Usa, 2006 – Distribuzione: 20th Century Fox – Data di uscita: 13 ottobre 2006.

ildiavolovestepradaDiretto da David Frankel e tratto dall’omonimo best-sellers autobiografico di Lauren Weisberger, “Il Diavolo veste Prada” descrive lo scintillante mondo della moda attraverso gli occhi di una giovane aspirante giornalista, Andy, interpretata da Anne Hathaway, che vi entra in contatto senza conoscerlo per niente.

La ragazza riesce ad essere assunta nella rivista di moda più esclusiva del mondo, Runway, la cui direttrice Miranda Priestly (una strepitosa Meryl Streep), considerata da tutti il guru della moda, è anche una donna spietata che non concede margini d’errore a nessuno dei suoi collaboratori, pena l’immediato licenziamento. Andy è la tipica ragazza impegnata e per niente frivola, minimante interessata all’immagine,ma dotata di una determinazione che in qualche modo colpisce e attrae la direttrice del magazine newyorchese.

Le continue angherie del suo capo la faranno trasformare da giovane trasandata e sciatta in una donna con una maggiore consapevolezza di se stessa. La metamorfosi di Andy, da “stracciona” a Cenerentola moderna, verrà incoraggiata dal più stretto collaboratore e amico di Miranda, Nigel, interpretato da uno straordinario ed esilarante Stanley Tucci.

Andy scoprirà ben presto che dietro le luci della ribalta, quell’ambiente patinato che percepiamo dall’esterno, è tenuto in piedi da persone che svolgono il loro lavoro con grande personalità e passione. Nel film la moda è l’indiscussa protagonista.

Assistiamo a una carrellata di borse, cappotti, vestiti e scarpe, tutto rigorosamente appena sfornato dalle migliori case: Chanel, Galliano, Valentino e naturalmente Prada. Ma l’ambizione e la carriera hanno il loro prezzo. In un mondo così competitivo, e delle volte persino spietato, per raggiungere i propri obiettivi si deve essere disposti a sacrificare qualcosa, e quasi sempre ci vanno di mezzo gli affetti.

Non si può sperare di uscirne del tutto indenni, e Miranda, come avrà modo di capire Andy, questo lo sa bene. Il suo cinismo e la sua durezza le servono da corazza per non essere divorata dagli sciacalli che la circondano. “Il Diavolo veste Prada” è un brillante affresco sul mellifluo universo delle vanità, dove la città di New York ne abbellisce lo sfondo. E non poteva che essere così, se si tiene conto del fatto che il regista David Frankel, ha diretto alcuni episodi di “Sex and the City”, serie tv per eccellenza che parla di moda (e non solo…).

Serena Guidoni

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