Il commissario Montalbano: i due nuovi film presentati in conferenza stampa

Oggi sono stati presentati alla stampa nella sede Rai i due nuovi film dedicato a Montalbano, il commissario più amato d’Italia


Il commissario Montalbano

 

Il commissario Montalbano 2018: arrivano i nuovi episodi

“L’affetto col quale gli spettatori aspettano i film è pari solamente a quello col quale i lettori aspettano i romanzi di Camilleri”, è iniziata così la conferenza stampa nella sede Rai di Viale Mazzini per la presentazione dei nuovi film che vedono come protagonista l’amato commissario. La direttrice di Rai Fiction, Eleonora Andreatta, ha ricordato soddisfatta che per Montalbano si è giunti al trentaduesimo episodio, “in quasi vent’anni di storia”, e di come con lui sia nata Rai Fiction, dei passi avanti fatti in questo settore dalla Rai, che non hanno impedito a Montalbano di rimane “il campione, e non solo per gli ascolti, che hanno superato il 40 per cento dello share in più casi”.

Per la signora Andreatta “motivo di orgoglio è anche che questo prodotto porti in più di sessanta paesi un’immagine dell’Italia che non è quella della criminalità organizzata”, veicolata da altri lavori di finzione. A parer suo quello che rende vincente la serie è l’avere un protagonista tutt’altro che perfetto, del quale conosciamo i difetti, e anche per questi lo amiamo. “Questi due nuovi episodi sono stati per me stupefacenti, sin dalla lettura, e spero lo stesso sia per il pubblico”.

Il commissario Montalbano 2018: la parola ai realizzatori

Carlo Degli Esposti ha iniziato col dire che i quasi vent’anni di Montalbano hanno stimolato in lui tanti ricordi: Elvira Sellerio, che le fece leggere i primi due romanzi di Camilleri sul commissario; l’incontro con Sironi per parlare della trasposizione televisiva; quello con Luca Zingaretti, fino ad ora, al lavoro sul set degli ultimi due film, a Fabrizio Bentivoglio che ne è guest star. Per poi confessare il suo desiderio megalomane di rendere eterno il commissario nazionale.

Ad Angelo Teodoli, direttore di Raiuno, piace pensare che la rete sia “come una vetrina ricca di gioielli, dove la fiction sta in primissimo piano, e Montalbano è un gioiello di diamanti”, che si inserisce appieno in una linea editoriale che vuole portare “spessore e contenuti” ai propri programmi. Senza trascurare la “componente industriale”, ossia come “Il commissario Montalbano”, con i suoi ascolti, eccellenti anche in replica, sia potente anche economicamente, e ben supporti “il cambio di direzione della rete”.

Il regista Alberto Sironi, ritiene “sia un privilegio mettere in scena le cose che scrive Camilleri, perché si può fare un brutto film da una buona sceneggiatura, ma di certo con una brutta sceneggiatura è impossibile fare un bel film”.  Sironi ha avuto parole di lode per tutti i suoi collaboratori, affermando che “il prodotto finale va bene perché il mestiere di ciascuno ha funzionato”.

Il commissario Montalbano 2018: parla Zingaretti

L’attore si è detto “molto orgoglioso di questi due nuovi film” e ha raccontato dello stupore provato sul set nel lavorare a queste due nuovi storie, come se avesse “dimenticato di avere accanto le facce che frequento da tanto tempo”. Si è poi riallacciato a quanto detto dal regista: “In qualche modo tutti quelli che lavorano con noi ci aiutano a dare sempre il meglio, cercando di non deludere le ovvie aspettative del pubblico. Mi sono sorpreso a pensare a quanto fossero tutti bravi. Questi sono due film che mi hanno particolarmente colpito. Parlano d’amore. Viene sottolineato soprattutto come per questa tempi, in cui siamo spaventati per la crisi economica, per ciò che ci succede attorno”. Il terrorismo che ci porta a vivere nella paura, i continui sbarchi di gommoni che spaventano e fanno riflettere, le tante guerre che affliggono il pianeta… rimane comunque immutato “il potere salvifico dell’amore, e chi coglierà quest’aspetto più che rassicurato si sentirà accolto”.

Prende la parola anche Sonia Bergamasco, che ha speso parole per la relazione di lunga data tra Livia e Montalbano, definendolo “un rapporto di grande intensità seppur vissuto da due personalità indipendenti”.

Fabrizio Bentivoglio ha raccontato di come sia stato “molto accogliente entrare a far parte di un gruppo di lavoro così affiatato, tanto da rendere  semplice intonarsi all’atmosfera”, ritenendo poi che la vera “chiave di volta per l’integrazione sia stata la lingua”, per questo ha “prestato parecchia attenzione a quest’aspetto”, una lingua poi, quella siciliana, che è  “la lingua di Camilleri, di Montalbano” appunto, in un senso molto profondo.

I nuovi film, “La giostra degli scambi” e “Amore”, andranno in onda rispettivamente il 12 ed il 19 febbraio, con grande gioia del pubblico che attende.

 

Maria Grazia Bosu

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