Il Cavaliere Oscuro – Recensione

Il cavaliere oscuro: primo piano sul cattivo Joker/Heath Ledger nella nuova avventura dell’eroe pipistrello

(The Dark Knight) Regia: Christopher Nolan – Cast: Christian Bale, Heath Ledger, Aaron Eckhart, Michael Caine, Gary Oldman, Maggie Gyllenhaal, Morgan Freeman – Genere: Azione, colore, 152 minuti – Produzione: USA, 2008 – Distribuzione: Warner Bros Italia – Data di uscita: 23 luglio 2008.

Pronti, via e ci ritcavaliere-oscuroroviamo per le strade di una Chicago trasformata in Gotham City, nel pieno dei preparativi di un assalto a una grande banca. La macchina da presa IMAX (innovativo sistema in grado di mostrare immagini con una grandezza ed una risoluzione molto superiore rispetto ai sistemi di proiezione classici) ci porta nel vivo dell’azione con un ritmo furioso e serratissimo che richiama alla mente le grandi scene di crimine di Michael Mann o quelle di rapina mascherata in “Point Break”.

Il folgorante prologo di “The Dark Knight” è forse la parte più intensa del film, che per due lunghe ore e mezza ci racconta una nuova avventura dell’eroe pipistrello questa volta alle prese con i mafiosi già apparsi in “Batman Begins”, criminali di Hong Kong e con la follia senza freno di Joker.

Amplissimo dispiego di esplosioni, tecnologie super futuristiche e dosi di violenza inconsuete. Il destino dei film su questo personaggio, inventato dalla penna di Bob Kane della DC Comics, è quello di valorizzare assai di più il villain di turno piuttosto che l’interprete Bruce Wayne/Batman. Era accaduto con Jack Nicholson nel primo episodio firmato Tim Burton, ma anche con i successivi Danny DeVito/Penguin, Jim Carrey/Enigmista e perfino con Schwarzenegger/Mr Freeze. E questo settimo capitolo della saga, il secondo firmato da Christopher Nolan non fa eccezione, anzi conferma il trend.

Perché il vero protagonista di “The Dark Knight”, è per l’appunto uno strepitoso Joker interpretato da un Heath Ledger vincitore di un Oscar postumo. Il personaggio del clown folle era già stato affrontato egregiamente dal mefistofelico Nicholson, ma questa nuova prova del giovane attore, prematuramente scomparso, rimarrà a lungo nella memoria. Ledger infatti rende la maschera del pazzo pagliaccio più sofferente e meno giocosa del suo predecessore: il suo Joker ha un cerone colante e pasticciato, le sue cicatrici sono purulente, la sua divisa è più consunta e trasandata, i capelli sono unti e scarmigliati. Egli deve rappresentare, e lo fa al meglio, un folle anarchico amante del caos e della paura diffusa. Il suo agire malvagio è finalizzato a sovvertire l’ordine, a creare il panico. Non ha alcuna morale né desiderio di ricchezza, anzi disprezza i banditi che la inseguono almeno quanto i “buoni” che gli danno la caccia.

E al “povero” Batman/Wayne miliardario insoddisfatto, esperto di Keysi (innovativa arte marziale che utilizza più parti del corpo) e spericolato pilota di bat-pod (un futuristico motociclettone armato) non rimane che intervenire alla sua maniera per disfare i piani criminosi che minacciano la sua città, conscio del fatto che il suo destino è quello di dover difendere Gotham City dal Male anche se questo comporta l’abbandono dell’amata Rachel, destinata a sposare l’amico/nemico Harvey Dent.

Proprio quest’ultimo è il personaggio più controverso e con più sfaccettature del film. Interpretato da Aaron Eckhart, Harvey è il Procuratore Distrettuale, l’uomo della gente, la faccia pulita della legge e dell’ordine, che finisce col perdere il lume della ragione in ossequio al suo soprannome “Due Facce”, trasformandosi in un essere assetato di vendetta. Eppure, per difendere la sua immagine di “giusto”, Batman non esiterà ad addossarsi colpe non sue, consapevole che “o muori da eroe, o vivrai abbastanza a lungo da vederti diventare un criminale”. Un eroe umano, quindi, più che un supereroe, che avverte il peso della predestinazione ma non riesce a sottrarvisi.

Nota di cronaca: la disperata fuga finale del protagonista tra i vicoli di Gotham City inseguito dai poliziotti con i cani, fa quasi sorridere alla luce delle ultimissime vicende giudiziarie riguardanti un irrequieto Christian Bale.

Vassili Casula

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