Ieri su Rete 4 "The Untouchables - Gli Intoccabili"
Ieri su Rete 4 è stato trasmesso “The Untouchables – Gli intoccabili” di Brian De Palma, film memorabile del 1987. Pubblicità a parte, che come al solito depaupera pellicole di questo genere, che andrebbero viste tutte d’un fiato, tale scelta di palinsesto appare assai felice, soprattutto per far conoscere a un pubblico più vasto quello che giustamente si può definire grande cinema. È il 1930, a Chicago, mentre il proibizionismo impone le sue leggi, Eliot Ness (Kevin Costner), agente del tesoro, recluta un vecchio poliziotto irlandese (Sean Connery), una sveglia recluta italoamericana (Andy Garcia) e un minuto ragioniere (Charles Martin Smith) per riuscire a incastrare il mafioso Al Capone (Robert De Niro). Uomini impavidi e integerrimi che per gli iniziali successi della loro missione vengono definiti dalla stampa locale “Gli Intoccabili”. La regia magistrale di De Palma, ricca di citazioni (prima tra tutte la famosa scena della carrozzina, omaggio a “La corazzata Potëmkin ”) e attenta a seguire i personaggi nel paesaggio urbano tipico del gangster movie, ha reso questa storia, ispirata alle memorie dello stesso Eliot Ness e all’omonima serie televisiva anni ’50, un vero e proprio cult. Un cast quasi totalmente maschile, formato da attori di grande carisma non può inoltre che aumentare il fascino della pellicola, arricchita dalla colonna sonora di Ennio Morricone e impreziosita dai costumi di Giorgio Armani. Fin dalle prime scene De Palma presenta uno a uno i suoi protagonisti, a partire dal mafioso Al Capone, divertito di fronte alle domande dei fotografi e assolutamente a suo agio di fronte a tutti, fino ad arrivare ai quattro paladini della giustizia, molto più tormentati e in attrito con una realtà sociale che non lascia spazio alla giustizia. Come sempre De Niro appare assolutamente in ruolo, nella parte del mafioso prepotente, anche nei momenti in cui sembra divenire quasi caricaturale. Il suo Al Capone è forse il personaggio più stereotipato di un film che ha come unico grande difetto una distinzione troppo marcata tra bene e male, senza ombre e dubbi. La sceneggiatura di David Mamet, attenta forse più ai dialoghi che alla storia, ha fatto entrare alcune frasi nella storia del cinema (basti pensare alla battuta ripetuta più volte da Robert De Niro/Al Capone “Sei solo chiacchiere e distintivo!” per attaccare un già infuriato Kevin Costner). A tal proposito, proprio grazie ai dialoghi alcuni passaggi del film diventano memorabili, come l’incontro iniziale tra Eliott Ness e il poliziotto/Connery, agente di pattuglia, capace di conservare anche per questo ruolo, una classe innata. Per questa interpretazione Sean Connery ottiene un premio Oscar e un Golden Globe come miglior attore non protagonista. Meriti anche per Costner che offre un’ottima interpretazione di Eliott Ness, molto più in prima linea di quanto lo fosse nella realtà.
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