Ieri sera alle 21:20 su Rai1 è andato in onda “Il vento del perdono” con Robert Radford, Samuel Jackson e Jennifer Lopez. La pellicola datata 2005 è stata diretta da Lasse Hallstrom, plurinominato all'Oscar per il film “Chocolat”. “Il vento del perdono” racconta la storia di due vite parallele che finiscono inevitabilmente per incontrarsi. La prima è quella dell'anziano e scorbutico cowboy, Einer Gylkison, interpretato da Redford che vive nel suo ranch nel Wyoming. Reduce dalla grave perdita del figlio, a causa di un incidente stradale, Einer non si dà pace e l'unica persona che vuole accanto è il suo amico di vecchia data Mitch (Morgan Freeman), diventato ormai invalido dopo l'attacco di un orso. La seconda è Jean, interpretato dalla Lopez, una giovane madre che decide di fuggire dalle continue molestie e maltrattamenti del compagno, portando con sé la figlia Griff. La relazione tra i due protagonisti sembra totalmente inesistente se non fosse che Griff è la nipote di Einer. Decisa a portare la figlia a casa del nonno Jean è costretta a combattere con il vecchio che si dimostra freddo e distaccato nei suoi confronti. In realtà Einer considera segretamente Jane responsabile della morte del figlio e trova dunque difficile accoglierla a braccia aperte, ma per amore della nipote e con l'aiuto del suo amico “grillo parlante” Mitch finisce per ammorbidirsi. L'interpretazione dei protagonisti è alquanto positiva. Ovviamente la Lopez è oscurata dalla forte presenza scenica di Morgan Freeman e di Robert Redford. Quest'ultimo in particolar modo ha finalmente abbandonato il ruolo da super macho e ha affrontato egregiamente il grande demone della vecchiaia ricoprendo i panni di un ultra settantenne. La regia molto semplice e priva di eccessi ha un ritmo narrativo piuttosto piacevole salvo qualche intreccio narrativo che poteva essere facilmente evitato, come il corteggiamento tra la Lopez e lo sceriffo della città. Ispirato dal romanzo "Where rivers change direction" dello scrittore "western" Mark Spragg, il film, come suggerisce il titolo italiano, pone al centro della narrazione il tema del perdono: dal suocero che perdona la nuora, la nipotina che assolve il nonno, il mutilato che perdona l'orso mutilatore, fino al perdono verso se stessi. La vita a volte ci pone davanti a situazione in cui sembra impossibile reagire e ci si nasconde dietro il rancore e l'odio poiché risultano il modo più semplice e conveniente per superare il trauma. È difficile affrontare i demoni del proprio passato, ma con il tempo e la buona volontà tutti siamo capaci di ritrovare la nostra serenità, in fondo, basta volerlo!
Silvia Caputi
02 / 07 / 2009
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