Iacchetti e Caparezza ospiti del Giffoni Film Festival Tra gli ospiti di ieri al Giffoni Film Festival c’era anche Enzo Iacchetti. Il comico milanese, svestiti i panni dello scanzonato showman televisivo, è approdato alla Cittadella del Cinema campana in qualità di regista di un cortometraggio. Si tratta di “Pazza di te”, opera prima dell’attore (notoriamente affiancato a Ezio Greggio, con cui fa “coppia fissa” in Tv da anni e anni) che ha deciso di passare dietro la macchina da presa per raccontare una storia profonda, intensa, non drammatica ma comunque non comica, perché come lui stesso ha affermato “un artista comico deve dimostrare di saper fare anche altro”. “Pazza di te” racconta la storia di Francesca, una donna che rimane sola nel momento esatto in cui scopre di essere incinta. Decisa a portare a termine la sua gravidanza, la ragazza sceglie di cambiare totalmente vita, città, casa, amici, per vivere intensamente l’attesa della nascita di suo figlio che si scoprirà affetto dalla sindrome di Down, ma del quale Francesca è letteralmente “pazza”, come dice il titolo. Iacchetti, dopo aver incontrato i giovani giurati del Festival nella giornata di ieri, si è poi presentato sul palco dell’Arena Alberto Sordi per dialogare con il pubblico presente alla rassegna. Dopo il suo intervento si è svolto il Giffoni Music Concept, che prevedeva l’esibizione in concerto di Caparezza. Il cantante pugliese, che si è esibito fin oltre la mezzanotte, è stato a sua volta protagonista di un incontro con i giurati del Music Concept che gli hanno rivolto innumerevoli domande sul suo modo di intendere la musica, la vita, la sua meridionalità e la sua professionalità. Ne è uscito un ritratto molto chiaro, di una persona che, nonostante le apparenze, possiede un’integrità di costumi e di idee fuori dal comune. A partire dalla precisa scelta di rinunciare a trasformare le sue canzoni in jingle. “Piuttosto che arricchirmi ho preferito rimanere artisticamente intatto, e non cederò mai una mia canzone alla pubblicità”, ha infatti dichiarato il cantante. Che, a proposito delle sue origini, ha espresso un concetto lineare, al quale forse finora nessuno aveva pensato: “Non è necessario essere orgogliosi delle proprie radici, l’importante è rispettarle. E se il “meridionale tipo” è identificato con il “mafioso”, dobbiamo essere noi del Sud a far cambiare idea a chi ci vede in questo modo, senza tuttavia dimenticare da dove veniamo”.
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