Dopo aver girato uno degli episodi del film "4-4-2 Il gioco più bello del mondo", Roan Johnson debutta con la commedia "I primi della lista", che non può passare inosservata grazie ad una riuscita sceneggiatura e al contributo recitativo dei protagonisti, tra cui Claudio Santamaria.
Accolto con uno scroscio di applausi all'appena trascorso Festival del Film di Roma, "I primi della lista", primo lungometraggio del regista 'anglo-materano', Roan Johnson, racconta la storia realmente accaduta nel giugno del 1970, della fuga dall'Italia del cantautore pisano Pino Masi e dei compagni Lulli e Gismondi, convinti in tal modo di sfuggire ad un imminente golpe.
Presentato questa mattina alla stampa, nella piovigginosa cornice della Casa del Cinema di Roma, ad intrattenere i presenti con aneddoti, battute e riflessioni sono intervenuti i veri Fabio Gismondi e Renzo Lulli con gli alter-ego nella fiction, Francesco Turbanti, Paolo Cioni oltre al protagonista principale interprete di Pino Masi, Claudio Santamaria, con il regista e l'amico sceneggiatore Davide Lantieri.
Per nulla taciturno, come sottolineato da uno degli astanti, il regista Roan Johnson ha per primo spiegato le motivazioni e la genesi della pellicola di sicuro successo: "Abbiamo deciso di raccontare una storia degli anni della contestazione per due motivi. Prima di tutto perchè pensavamo ci fosse una sorta di continuità tra quel passato e il nostro presente. Come per esempio la volontà di fuggire dalla situazione politica e sociale italiana. Nel primo caso per la paura del cambiamento che incombeva in un periodo in cui il paese era stretto tra due blocchi, quello sovietico e quello americano. Nel secondo caso, invece, per il motivo opposto e dunque per la impossibilità di sperare in quel cambiamento tanto temuto nell'epoca precedente. Un ulteriore motivo si è rivelato poi il soggetto. I ''Primi della lista'' nasce dal lavoro di sceneggiatura condotto con Fabio Lantieri sul racconto di Renzo Lulli, ormai trasferitosi in Marocco, il quale non poteva non lasciarci incantati per auto-ironia, eleganza e lievità. Il film risulta quindi naturalmente privo di retorica e per quanto riguarda musica e costumi non segue nessuna caratterizzazione tipica di quegli anni. Una scherzosa marcia di Radetzky sostituisce tutte le canzoni che li avrebbero potuti più facilmente rievocare".
Ad intervenire, su invito della moderatrice Caterina D'Amico, poi, l'attore Claudio Santamaria, il quale, dopo aver confermato le parole del regista, ha così raccontato la sua esperienza come volto di Pino Masi: "Sebbene la natura del film sia quella comica, la storia si rivela di grande spessore e contiene in sé risvolti assolutamente seri. Pino Masi, che ancora oggi suona con la sua chitarra per le vie di Pisa e che per scelta vive di elemosina, è un personaggio che sebbene faccia ridere per le sue reazioni scomposte, ha anche un ruolo di profeta. Parla di colpi di stato, bombe e ribellioni che comunque si verificheranno di lì a breve. La cicatrice che ha sul petto non è una legenda, per questo la si scopre proprio quando il pubblico è sul punto di giudicarlo".
A chiudere la gioviale riunione, gli interventi ironici del Gismondi, "ci tengo a sottolineare che nonostante il finale del film faccia pensare il contrario, io non sono fuggito da Pisa per la vergogna", quello di Francesco Turbanti, onorato di aver ricevuto il premio come promessa della recitazione al Festival e infine quello di Paolo Cioni, che ha concluso scherzando sugli eccentrici baffi del Gismondi da lui interpretato e spiato tra le bancarelle dell'antiquariato di cui è proprietario nella sua città.
I due soliti idioti Cast: Fabrizio Biggio, Francesco Mandelli- Genere: Commedia – Produzione: Italia 2012 – Distribuzione: Medusa – Data di uscita mercoledì 31 ottobre 2012...
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