I Mostri oggi - Conferenza Stampa Si è svolta questa mattina con tutto il cast al completo, la conferenza stampa del film “I Mostri Oggi”, presso il Warner Village Moderno di Piazza della Repubblica.
Chi sono oggi per voi i veri mostri?
Diego Abatantuono: Per me sono i grandi attori del passato, quelli che recitavano con fantasia. Oggi bisogna stare attenti, poiché la realtà a volte è spaventosa, ci sono moltissime mostruosità con cui fare i conti.
Giorgio Panariello: a me spaventano i “mostri improvvisi”, ovvero coloro che sono persone normali, ma che all’improvviso possono cambiare. Può essere chiunque, basta dare uno sguardo alla nostra cronaca quotidiana.
Angela Finocchiaro: A me fa paura questa smania di “saccheggiare” la vita, che si è creata nelle abitudini di tutti i giorni. È un approccio che non mi piace
Enrico Oldoini: Avevamo paura di attingere troppo alla cronaca con i nostri sketch, così con gli autori abbiamo cercato di sdrammatizzare, di prendere la realtà e riadattarla. Non abbiamo pensato neanche alle citazioni, sono state involontarie.
Quali personaggi vi fanno più paura tra quelli personificati nel film?
Giorgio Panariello: a me quello del portiere, a cui non importa se il figlio sia gay, l’unica preoccupazione è che possa esserlo nel suo condominio, è sconvolgente questa noncuranza.
Diego Abatantuono: Io ho trovato molto reale il personaggio dell’attore che si fa pagare per presenziare ai funerali. Mi è capitato di conoscere colleghi che lo facevano, ma che soprattutto dicevano, agli attori meno fortunati, che avevano davvero una vita migliore della loro poiché la gente non riconoscendoli non li disturbava. Che ipocrisia!
Neri Marcorè: trovo che lo sketch mio e di Sabrina sia molto reale, siamo due persone che vivono in un totale distacco dalla realtà, e dai problemi che hanno. Sono illuse nel loro mondo, incapaci di vedere le cose come stanno realmente e non fanno che peggiorare la loro situazione. Oggi giorno è un atteggiamento comune.
I dissapori con Gianmarco Tognazzi ed Alessandro Gassman, e la loro mancata partecipazione al film, da cosa sono dipesi?
Enrico Oldoini: La ringrazio di aver fatto questa domanda, ci tengo a precisare che Alessandro Gassman, è totalmente estraneo a questa polemica, anzi mi ha chiamato per chiedermi di confermare la cosa. Per quanto riguarda Tognazzi, è una questione che si è ingrandita, noi gli avevamo proposto la parte nel film che poi è stata data a Neri, lui ha rifiutato poiché non sarebbe comparso fra i nomi nei cartelloni. Quella era l’unica parte che potevamo dargli, e lui ha rifiutato. Tutto qui.
Panariello data la sua lodevole interpretazione di Gino, l’unico personaggio con un risvolto drammatico, ci si vede in un eventuale film con uno stile non appartenente alla commedia?
Assolutamente si! Mi piace il connubio risata – commozione. Si dice che i comici in questo siano avvantaggiati, vedremo, arriveremo anche ad un film del genere.
La mostruosità appartiene di più agli uomini?
Sabrina Ferilli: la mostruosità appartiene a tutti, nessuno escluso, semplicemente negli uomini si nota forse di più.
Enrico Oldoini: anzi, in questo film rispetto ai precedenti, ci sono molti “mostri” donne!
Angela Finocchiaro: Con l’emancipazione anche le donne sono diventate “mostri”!
Nel film si riconoscono Milano, Roma e Napoli, forse perché nelle grandi città ci sono più mostri?
Enrico Oldoini: Assolutamente no, sono state necessità degli attori e della troupe, per riuscire a conciliare gli impegni di tutti. Fosse stato per me avrei girato i sedici episodi in sedici regioni differenti!
Sonia Serafini
24 / 03 / 2009
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