Hugh Grant

Attore poliedrico di cinema e teatro, animo britannico inconfondibile, Hugh Grant ha saputo raccontare lo spirito British in ogni suo lavoro, con una recitazione attenta al dettaglio, sempre collegata con un filo invisibile alle performance teatrali dei grandi della letteratura del passato.

Hugh Grant: il sogno proibito di Bridget Jones

(Londra, 9 settembre 1960)

Hugh Grant filmografiaHugh Grant è tra gli attori che meglio rappresentano l’aplomb britannico e per questo motivo l’industria cinematografica americana lo ha sempre arruolato per ruoli di questo genere, incastrandolo nel cliché del bel ragazzo inglese, elegante e single convinto.

Hugh John Mungo Grant nasce ad Hammersmith (Londra) dal padre James, artista e titolare di una tappezzeria, e dalla madre Finvola, insegnante di latino e francese.

Finvola è scomparsa nel 2001, in seguito a un cancro al pancreas, e da allora il figlio è impegnato in cause benefiche a favore della ricerca su questo male incurabile. Hugh ha un fratello, James, manager alla banca Morgan Chase di New York.

Hugh Grant: gli studi di recitazione

Anziché seguire le orme paterne all’accademia militare di Sandhurst, il giovane Grant studia Letteratura Inglese a Oxford dove si laurea a pieni voti. Durante gli studi si dedica alla recitazione con la Oxford University Dramatic Society portando sul palco anche opere di Shakespeare come “La dodicesima notte”. Il suo debutto cinematografico risale al 1982 con “Privileged” di Michael Hoffman.

Per un lungo periodo Grant continua a lavorare tra teatro e TV. Il regista James Ivory lo sceglie nel 1987 per interpretare l’omosessuale Clive Durham nel film “Maurice”, tratto dal romanzo di E. M. Forster. Con questo ruolo Hugh conquista insieme al co-protagonista James Wilby la Coppa Volpi come Miglior Attore alla Mostra del Cinema di Venezia. Ivory lo recluterà nuovamente nel 1993 per far parte del cast stellare (Emma Thompson, Anthony Hopkins, Christopher Reeve) di “Quel che resta del giorno”.

“Quattro matrimoni e un funerale”: la pellicola che segna il decollo della carriera di Hugh Grant

Alla fine degli anni ’80 lo troviamo ne “La tana del serpente bianco” (1988) di Ken Russell e “Remando Al Viento”(1988), nei panni di Lord Byron, sul cui set incontra la fidanzata storica Elizabeth Hurley, con la quale instaura un rapporto durato, tra alti e bassi, circa tredici anni. Nel 1992 Grant è un turista britannico in crociera con la moglie (Kristin Scott-Thomas), ma attratto da un’affascinante francese (Emmanuelle Seigner) in “Luna di fiele” di Roman Polanski.

Di certo la pellicola che gli spalanca le porte di Hollywood è “Quattro matrimoni e un funerale” (1994), di Mike Newell, che gli consente di vincere un Golden Globe e un BAFTA. Con il personaggio di questo film, Charles, uno scapolo inglese un po’ bohemien che nel corso dei quattro matrimoni e di un funerale si innamora dell’americana interpretata da Andie MacDowell, Grant entra in un cliché dal quale gli sarà difficile uscire negli anni successivi.

Hugh Grant: arriva “Notting Hill”

Hugh Grant photoshootIl regista Chris Columbus gli offre nel ’95 la commedia “Nine Months – Imprevisti d’amore”, dove è uno psicologo dell’infanzia alle prese con la gravidanza inaspettata della fidanzata.

Nello stesso anno recita accanto a Emma Thompson in “Ragione e sentimento” di Ang Lee, tratto dal romanzo di Jane Austen. Ritroverà l’attrice nel 2003 sul set di “Love Actually” nei panni di sua sorella.

Nel giugno 1995 uno scandalo sembra appannare la sua popolarità: viene pizzicato dai poliziotti di Beverly Hills in auto con la prostituta Divine Brown e arrestato per atti osceni in luogo pubblico.

Grant fonda la casa di produzione Simian Films (di cui anche Liz Hurley è socia) e nel 1996 produce e interpreta “Soluzioni estreme” con Gene Hackman.

Il film che lo consacra interprete di commedie rosa a lieto fine è certamente “Notting Hill” (1999), storia d’amore un po’ surreale tra un libraio londinese e l’attrice americana più in voga del momento. Grant, che su questo set ritrova lo sceneggiatore di “Quattro matrimoni e un funerale” Richard Curtis, riceve una nomination ai Golden Globe per il ruolo di William Thacker. Nello stesso anno Hugh produce e interpreta anche “Mickey dagli occhi blu” che non avrà fortuna al botteghino.

Hugh Grant: 'Il single viziato ed egoista' di Hollywood

Nel 2000 il regista Woody Allen lo vuole in “Criminali da strapazzo”, ispirato alla bellissima pellicola di Monicelli “I soliti ignoti”. L’anno successivo è il donnaiolo e manipolatore Daniel Cleaver, che farà perdere la testa alla sua collega Bridget Jones ne “Il Diario di Bridget Jones” e nel sequel “Che pasticcio, Bridget Jones” (2004). L’attore londinese è sempre più calato nella parte dello scapolo incallito anche nella vita, tanto da far credere di interpretare la parodia di se stesso.

Dopo la rottura definitiva con Liz Hurley (della quale rimarrà amico e terrà a battesimo il suo primogenito), Hugh vive relazioni di breve durata ma molto spiate dai fotografi, tra cui quella con la miliardaria Jemima Khan terminata nel 2007. Nel 2011 è diventato papà di Tabitha Xaio Xi Hong Grant.

Un altro ruolo da single viziato ed egoista glielo offre la pellicola dei fratelli Weitz “About a Boy” (2002), tratta dal romanzo di Nick Hornby, con cui si aggiudica una nomination ai Golden Globe. Il suo Will si lascia conquistare dal dodicenne Marcus, che lo aiuterà a maturare e ad assumersi delle responsabilità.

Immobiliarista impenitente in “Love Actually”

Sempre nel 2002 recita con Sandra Bullock in “Two Weeks Notice – Due settimane per innamorarsi” in cui veste i panni di George, un imprenditore immobiliare (single ancora una volta) che fa innamorare l’avvocato ambientalista con cui lavora. In “Love Actually” è il Primo Ministro inglese, ancora scapolo, che perde la testa per una sua collaboratrice.

Nel 2006 diventa invece Martin Tweed, il cinico conduttore del reality show “American Dreamz” nell’omonimo film con Dennis Quaid e Mandy Moore.

Per il film “Scrivimi una canzone” (2007) Hugh Grant ha dovuto prendere lezioni di canto e di ballo al fine di interpretare un cantante degli anni ’80 ormai in declino, che si dice fosse ispirato ad Andrew Ridgeley degli Wham!

Hugh Grant il caratterista, scapolo incallito

Hugh Grant Hollywood Foreign Press AssociationNel 2009 è protagonista assieme a Sarah Jessica Parker della commedia di Mark Lawrence "Che fine hanno fatto i Morgan?" in cui veste i panni del marito infedele, ruolo che ben si addice al farfallone Hugh.

Nel 2012 presta la voce al film d’animazione “Pirati! Briganti da strapazzo 3D” ed è anche nel cast di “Cloud Atlas” al fianco di Tom Hanks e Halle Berry.

Nel corso degli anni grazie al suo aspetto affascinante e alla sua vita personale, all’insegna del disimpegno con le donne, Hugh Grant è rimasto impigliato nel cliché dello scapolo incallito, protagonista di commedie romantiche. Nonostante ciò, ha comunque sempre personalizzato i suoi personaggi con il senso dell’umorismo e con una gestualità tutta sua, fatta di battiti di palpebre, leggera balbuzie e quella tipica espressione di colui che ti prende in giro mentre ti parla.

Negli ultimi anni ha lavorato al cinema in ruoli secondari. Il successo di critica è tornato grazie al suo ruolo di co-protagonista accanto a Meryl Streep in "Florence".

Ilaria Capacci

Hugh Grant Filmografia - Cinema

Hugh Grant a colori

  • Privileged, regia di Michael Hoffman (1982)
  • Misfatto bianco, regia di Michael Radford (1987)
  • Maurice, regia di James Ivory (1987)
  • Nocturnes, regia di François Aubry (Cortometraggio) (1988)
  • L'irlandese, regia di Robert Knights (1988)
  • La tana del serpente bianco, regia di Ken Russell (1989)
  • Remando al viento, regia di Gonzalo Suàrez (1988)
  • Una notte a Bengali, regia di Nicolas Klotz (1988)
  • The Big Man, regia di David Leland (1990)
  • Chopin amore mio, regia di James Lapine (1991)
  • Luna di fiele, regia di Roman Polanski (1992)
  • Sirene, regia di John Duigan (1993)
  • Quel che resta del giorno, regia di James Ivory (1993)
  • Quattro matrimoni e un funerale, regia di Mike Newell (1994)
  • Un'avventura terribilmente complicata, regia di Mike Newell (1995)
  • L'inglese che salì la collina e scese da una montagna, regia di Cristopher Monger (1995)
  • Nine Months - Imprevisti d'amore, regia di Chris Columbus (1995)
  • Ragione e sentimento, regia di Ang Lee (1995)
  • Restoration - Il peccato e il castigo, regia di Michael Hoffman (1995)
  • Venice Express, regia di Carlo U. Quinterio (1996)
  • Extreme Measures - Soluzioni estreme, regia di Michael Apted (1996)
  • Notting Hill, regia di Roger Michell (1999)
  • Mickey occhi blu, regia di Kelly Makin (1999)
  • Criminali da strapazzo, regia di Woody Allen (2000)
  • Il diario di Bridget Jones, regia di Sharon Maguire (2001)
  • About a Boy - Un ragazzo, regia di Chris Weitz, Paul Weitz (2002)
  • Two Weeks Notice - Due settimane per innamorarsi, regia di Marc Lawrence (2002)
  • Love Actually - L'amore davvero, regia di Richard Curtis (2003)
  • Che pasticcio Bridget Jones!, regia di Beeban Kidron (2004)
  • Travaux - Lavori in casa, regia di Brigitte Roüan (2005)
  • American Dreamz, regia di Paul Weitz (2006)
  • Scrivimi una canzone, regia di Marc Lawrence (2007)
  • Che fine hanno fatto i Morgan?, regia di Marc Lawrence (2009)
  • Pirati! Briganti da strapazzo, regia di Peter Lord e Jeff Newitt (Voce) (2012)
  • Cloud Atlas, regia di Andy e Lana Wachowski e Tom Tykwer (2012)
  • Professore per amore, regia di Marc Lawrence (2014)
  • Operazione U.N.C.L.E., regia di Guy Ritchie (2015)
  • Florence, regia di Stephen Frears (2016)

Hugh Grant Filmografia - Televisione

  • The Last Place on Earth (Miniserie TV, 6 episodi) (1985)
  • Jenny's war, regia di Steve Gethers (Film TV) (1985)
  • The Detective (Miniserie TV, episodi 1x03-1x05) (1985)
  • Honour, profit & pleasure, regia di Anna Ambrose (Film TV) (1985)
  • A Very Peculiar Practice (Serie TV, episodi 1x02) (1986)
  • Ladies in Charge (Serie TV, episodio 1x05) (1986)
  • Shades of Darkness (Serie TV, episodio 2x01) (1986)
  • Lord Elgin and Some Stones of No Value, regia di Christopher Miles (Film TV) (1986)
  • The Lady and the Highwayman, regia di John Hough (Film TV) (1989)
  • Champagne Charlie, regia di Allan Eastman (Film TV) (1989)
  • Fino al prossimo incontro (Miniserie TV, episodi 1x01-1x02) (1989)
  • L'ultimo abbraccio, regia di John Erman (Film TV) (1991)
  • The trials of Oz, regia di Sheree Folkson (Film TV) (1991)
  • Shakespeare: The Animated Tales (Voce) (Serie TV, episodio 1x06) (1992)
  • The Changeling, regia di Simon Curtis (1993)
  • Doctor Who and the Curse of Fatal Death, regia di John Henderson (Film TV) (1999)
  • Hooves of Fire, regia di Richard Goleszowski (Voce) (Cortometraggio TV) (1999)
  • Legend of the Lost Tribe, regia di Peter Peake (Voce) (Cortometraggio TV) (2002)

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