Hostages

Hostages – Recensione: la storia di una drammatica ricerca di libertà oltre la Cortina di Ferro

Hostages protagonisti

"Hostages", film di produzione congiunta Russo-Georgiana e Polacca, vuole narrare con imparzialità un drammatico caso di cronaca del 1983: ancora in clima di piena guerra fredda un gruppo di giovani, figli della benestante borghesia georgiana, progettano un piano folle per fuggire in Occidente; il loro coraggio sarà pari solo alla loro completa inadeguatezza.

Il regista Rezo Gigineishvili aveva pochi mesi all’epoca dei fatti, fin da piccolo a Tbilisi, sua città natale, sentiva raccontare sottovoce in famiglia la storia de ‘i ragazzi sull’aereo’, suoi concittadini; da grande, dopo un lavoro di anni di ricerca documentale e di incontri coi testimoni dell’epoca, ci offre un prodotto dal piglio giornalistico, dove vengono analizzati non solo i fatti, ma anche le motivazioni che spinsero dei giovani, cui in apparenza non mancava niente, a tentare in modo scriteriato un’azione ai limiti dell’impossibile, nella quale misero a repentaglio non solo la propria vita, ma anche quella di molte persone innocenti.

Hostages: una lucida e imparziale analisi di ciò che accadde su quell’aereo

Il racconto è corale, attraverso lo sguardo dei protagonisti riconosciamo un mondo ormai per fortuna confinato sulle pagine dei libri di storia, ma che per quei ragazzi era la quotidianità: essere immersi in un universo privo di quelle libertà fondamentali, come quella di viaggiare all’estero, o di sentire la musica preferita, e così via.

Il regime ormai agonizzante si rendeva perfettamente conto di aver perso la partita con l’Occidente, le uniche armi per tenere a freno gli aneliti di libertà sempre più crescenti erano quelle dell’oscurantismo e della paura. Tutti potevano essere spie della polizia, anche parlare e scherzare per strada poteva essere pericoloso. In questo clima viene ideato il piano di questo gruppo di ragazzi per fuggire, dirottando un piccolo aereo locale verso la vicina Turchia, ma qualcosa non va per il verso giusto e il viaggio assume presto i connotati dell’incubo.

Hostages: una tragedia le cui cause non furono capite

Il regista insiste molto sull'assenza di comprensione da parte dei contemporanei: a parte il regime, che ovviamente aveva tutto l’interesse a voler spiegare l’azione come frutto di pazzia o violenza personale dei protagonisti, i parenti stessi dei dirottatori faticavano a trovare le motivazioni del gesto. Era impensabile per chi era vissuto anni ed anni sotto regime anche formulare un pensiero diverso dall’ortodossia imposta dall’alto; diverso il pensiero dei giovani, di quella ‘jeans generation’, come fu definita, che procurandosi di contrabbando frammenti di occidente, come appunto jeans, Camel e dischi dei Beatles, sognava un futuro differente.

La chiave di lettura e la formula vincente di questo film sta proprio nella descrizione al di sopra delle parti, di quali sogni sia possibile realizzare e quali no, e a quale prezzo. Pochi anni dopo la Storia, quella con la esse maiuscola, avrebbe presentato il conto: dalle rovine della cortina di ferro sarebbe sorto un mondo nuovo, per certi versi simile al vecchio, il cui risultato stiamo ancora vivendo.

Daniele Battistoni

  • Regia: Rezo Gigineishvili
  • Cast: Avtandil Makharadze, Irakli Kvirikadze, Tinatin Dalakishvili, Merab Ninidze, Darejan Kharshiladze, Giga Datiashvili, Giorgi Khurtsilava, Giorgi Grdzelidze, Giorgi Tabidze, Vakho Chachanidze
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 103 minuti
  • Produzione: Russia, Georgia, Polonia, 2017
  • Distribuzione: Merlino
  • Data di uscita: n/d

Hostages locandinaBasato su un evento realmente accaduto, "Hostages" (presentato nella selezione ufficiale alla Festa del Cinema di Roma 2017) ambientato nel 1983 a Tbilisi, narra la storia di un gruppo di giovani appartenenti alla borghesia russa; ragazzi e ragazze che sognano di diventare medici, attori, artisti. Tuttavia, il clima soffocante dell'Unione Sovietica del tempo li farà presto anelare ad una realtà diversa, più libera ed 'occidentaleggiante'.

I due protagonisti Nika ed Anna decidono così di usare la scusa del loro matrimonio per dileguarsi e, insieme ai loro compagni, attuare un piano di fuga - dirottare un aereo verso la Turchia, paese più vicino fuori dal controllo dell'Unione Sovietica - che, purtroppo, sfuggirà completamente al loro controllo. Una volta giunti in aeroporto con un bagaglio carico di armi, apprendono che l'aereo non solo è più grande, ma ha naturalmente molte più persone a bordo.

Il loro ingenuo piano, così, finirà in tragedia.

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