Home - Recensione Regia: Ursula Meier – Cast: Isabelle Huppert, Olivier Gourmet, Adélaide Leroux, Madeleine Budd, Kacey Motter Klein - Genere: Drammatico, colore, 97 minuti – Produzione: Francia, Svizzera Belgio, 2008 – Distribuzione: Teodora Film – Data di uscita: 30 gennaio 2009
Che succede se da un giorno all’altro aprissero un tratto di autostrada di fronte alla vostra casa immersa nel verde? Ebbene la risposta è tutta nel primo lungometraggio della regista svizzero-francese Ursula Meier “Home”. Passato al Festival di Cannes 2008 per la Semain de la Critique “Home” è una specie di favola nera sullo splendido isolamento di una famiglia bordeline rotto dall’inevitabile arrivo del progresso. Quest’ultimo nella pellicola è rappresentato dalla presenza di una miriade di macchine che sfrecciano davanti alle finestre di Isabelle Huppert. Lei e il marito Michel, interpretato da Olivier Gourmet con i tre figli, sembrano quasi presi dalla “Casa nella prateria” in versione neo hippy. È da dieci anni che il tratto di strada di fronte alla casa si deve aprire e un bel giorno questo accade. Al silenzio e alla privacy subentra il rumore infernale delle macchine e dei camion dalla mattina alla sera. Tutte le tensioni rimaste sopite da sempre esplodono. Invece di andar via di là, i nostri eroi si barricano dentro. La figlia maggiore, l’esibizionista del gruppo, sparisce nel nulla e si tira fuori dall’incubo. Quelli che restano, gatto compreso, finiranno per chiudersi in una specie di bunker senza né finestre né porte, al buio. La follia implode dentro di loro in una promiscuità malata senza nessuna via da uscita. Alla fine i quattro riusciranno alla luce del sole, anche se profondamente feriti nell’anima. Ursula Meier racconta una storia claustrofobica, con l’oscurità che via via prende il posto della luce calda del sole. C’è un po’ di “ Week end” di Godard e del “Il settimo continente” dell’austriaco Haneke. Quest’ultimo ha già diretto Isabelle Huppert nel durissimo “La pianista” e ne “Il tempo dei lupi”. L’attrice francese, magrissima al limite dell’anoressia non è nuova quindi a ruoli così estremi ed è perfetta. Altrettanto si può dire di Olivier Gourmet/Michel e spicca anche il piccolo Kacey Motter Klein nella parte del figlio Julien, il più fragile di tutta la famiglia. Buona la fotografia di Agnès Godard, già collaboratrice di Claire Denis. Sartre diceva “che l’inferno sono gli altri” ma dopo “Home” viene da pensare che lo siamo anche noi stessi.
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