Hilary Swank
Due premi Oscar e due Golden Globe alle spalle, una stella tutta sua (la numero 2325) nella celeberrima Hollywood Walk of Fame e tutto questo a soli 34 anni. Nata a Lincoln, in Nebraska, nel 1974, Hilary Ann Swank calca i palcoscenici della scuola, esibendosi in numerose rappresentazioni teatrali che la spingono a dedicarsi a quest’arte. Ha dichiarato che quando era piccola passava molto tempo da sola e si sentiva a suo agio solo quando leggeva un libro o vedeva un film, “dal momento che potevo immedesimarmi nel personaggio”. Il rapporto con i genitori è stato molto forte, soprattutto quello con la madre, fonte di ispirazione per la sua carriera d’attrice e, in generale, persona fondamentale nella sua vita. Hilary è stata anche atleta, si è dedicata al nuoto agonistico, partecipando alle Olimpiadi giovanili, e alla ginnastica. Ha vissuto in molte città, tra cui Los Angeles, dove i suoi si sono trasferiti per consentirle di studiare recitazione. Con i primi ruoli in alcuni programmi televisivi, tra cui la nota serie “Genitori in blue jeans”, guadagna quel tanto necessario a pagare l’affitto. Nel 1994, dopo l’esordio al cinema con “Buffy – L’ammazza vampiri” (1992), diventa Julie Pierce in “Karate Kid IV” di Christopher Cain e nel 1997 partecipa al serial “Beverly Hills 90210”, dove interpreta una giovane madre single, che avrebbe dovuto restare nel cast per almeno due stagioni. La parte, però, viene cancellata dopo poco, all’inizio del 1998, gettando nello sconforto l’artista che pensa di non essere tagliata per questo mestiere. Non poteva immaginare che proprio grazie a questo episodio spiacevole si sarebbero aperte per lei le porte di Hollywood! Nel 1999, infatti, partecipa all’audizione per il ruolo di Brandon Teena in “Boys Don’t Cry” di Kimberly Peirce e ottiene la parte che le vale un Golden Globe e un Oscar come Miglior Attrice Protagonista. Il film, ambientato proprio a Lincoln, sua città natale, narra la storia vera di un giovane transessuale, violentato e ucciso dai suoi amici di sesso maschile, dopo che avevano scoperto che aveva genitali femminili. Si dice che per questo lavoro Hilary percepisse uno stipendio di soli 75 dollari al giorno e che non riuscisse a pagarsi nemmeno l’assicurazione sulla salute! Nel 2000 recita in “The Gift” di Sam Raimi con Cate Blanchett e Keanu Reeves e nel 2002 in “Insomnia” di Christopher Nolan con Al Pacino e Robin Williams. Nel 2004 arriva il secondo Oscar per la sua incredibile prova nel pluri-premiato “Million Dollar Baby” di Clint Eastwood. Per poter interpretare la giovane pugile che, durante un incontro, rimane paralizzata, la Swank si è sottoposta ad un durissimo allenamento. Il film di Eastwood, davvero molto commovente, tratta del delicato tema dell’eutanasia. La Swank è una delle poche attrici femminili (insieme a nomi del calibro di Vivine Leigh e Helen Hayes) ad aver vinto l’Oscar entrambe le volte in cui ha ricevuto la nomination. Nel 2005 recita in “Angeli d’Acciao” di Katja von Garnier con cui riceve una nomination ai Golden Globe come miglior attrice di film-tv. Nonostante le mirabili capacità, in seguito non ha più avuto ruoli degni del suo spessore. Eccezion fatta per il film “The Black Dahlia” di Brian De Palma del 2006 (film tratto dal romanzo di James Ellroy ispirato ad una storia vera), la vediamo in altre pellicole poco brillanti: “I segni del male” di Stephen Hopkins e “P.S., I Love You” di Richard LaGravenese, entrambi del 2007. A tal proposito ha dichiarato che le cose fatte negli ultimissimi anni sono venute fuori dai suoi sentimenti profondi, per rappresentare chi è realmente e cosa vuole dalla sua vita. Nel 2009 la vedremo in un film diretto dalla regista indiana Mira Nair, “Amelia”, al fianco di Richard Gere. Speriamo che la sua carriera riceva una nuova spinta!
Domenica Quartuccio
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