“Happy Family” – Conferenza Stampa La conferenza stampa, tenutasi oggi a Roma al cinema Quattro Fontane, è stata ironica e corale quanto il film da essa presentato: “Happy Family”, nuovo lavoro di Gabriele Salvatores, nelle sale dal 26 marzo. Il cast al completo, simile non a caso ad “una squadra di calcio”, compreso il resto della troupe seduto in panchina, cioè in prima fila, annovera tra i suoi membri grandi icone del cinema italiano: Diego Abatantuono, Carla Signoris, Margherita Buy, Fabrizio Bentivoglio, Valeria Bilello, Fabio De Luigi, e due giovani, Gianmaria Biancuzzi e Alice Croci. Se poi a questi si aggiungono il capitano della squadra, Gabriele Salvatores, e il coach, sceneggiatore/scrittore, Alessandro Genovesi, l’impressione che si ha è proprio quella di una grande “famiglia felice”. Tuttavia la pellicola mostra qualcosa di più complesso e profondo di quanto il suo titolo lasci intendere. Il film è tratto dall’omonima commedia di Alessandro Genovesi, prodotta dal Teatro dell’Elfo di Milano, dal quale deriva anche l’attrice, amica e a lungo collega di Salvatores, Corinna Augustoni (nonna Anna). Il regista la ringrazia per avergli segnalato l’esistenza di questa sceneggiatura, rimaneggiata a quattro mani dall’originario autore e dal lui stesso, in parte rendendola propria con la sua indiscussa creatività. Genovesi dichiara che la sua grande sfida è stata il tentativo di creare personaggi tridimensionali finti, ma allo stesso tempo credibili nelle loro paure, nei loro sentimenti positivi e negativi, gli stessi vissuti nella realtà dalla gente comune. Trattando il rapporto tra autore e personaggi (Pirandello, Calderon De La Barca, Shakespeare) lo sceneggiatore non nasconde la speranza di riuscire a creare qualcosa di nuovo in un’epoca in cui già tutto è stato inventato. Nella pellicola il protagonista, a sua volta regista e scrittore di un film, alle prese con i personaggi che gli sfuggono di mano, è Fabio De Luigi (“Come Dio comanda”), definito da Salvatores il suo alter ego. Da qui, alla curiosità di sapere se qualche personaggio è sfuggito anche al controllo di Salvatores, questo risponde: “Si…Abatantuono”, e aggiunge che spesso è difficile distinguere la realtà dalla finzione nella quale, durante la creazione di un’opera, si è completamente immersi. De Luigi, a suo dire, nei nuovi progetti che gli vengono proposti non ostenta mai sicurezza. Questa volta, al contrario, dopo aver letto la sceneggiatura, ha subito sostenuto fermamente di essere la persona più giusta per interpretare il ruolo di Ezio; il suo sforzo è stato quello di “far commedia a partire dalla situazione di un uomo frustrato, solo, chiuso in casa, che osserva gli altri… una situazione che ha tutti gli elementi per non far ridere”. La coralità e la complicità si riscontra soprattutto tra il trio Salvatores-Bentivoglio-Abatantuono che dopo 20 anni si ritrova sul set, rimettendo insieme la banda, come dichiara Bentivoglio, su proposta di Salvatores. “Quando si ha suonato insieme tra musicisti e ci si ritrova”, afferma Fabrizio, “non c’è bisogno di riprovare, si suona e basta”. Molte scene infatti tra i due grandi, Bentivoglio e Abatantuono, nascono da spontaneità e improvvisazione, la stessa che Abatantuono mostra durante l’incontro. Con lui infatti si raggiunge il massimo dell’ilarità: dapprima rivolge attenzioni alla collega Carla Signoris, sua moglie nel film, ironizzando sul presunto amore sbocciato tra loro sul set; in seguito le sue benevole battute prendono di mira le pause e la riflessiva lentezza nel parlare di Fabrizio. Non si può fare a meno di notare che il film, con la sua grande libertà espressiva, data da colori, costumi, e scenografie, ben si presta ad una resa animata, in 3D. Lo stesso Salvatores non nasconde ammirazione per il film d’animazione vincitore premio Oscar, “Up”. La fine e bella Margherita Buy, in assenza di domande specifiche, è letteralmente priva di parole, ritenendo forse inutile essere ridondante su ciò che i suoi colleghi hanno già affermato. Al contrario i piccoli attori esordienti, Gianmaria Biancuzzi e Alice Croci, si mostrano entusiasti e onorati di far parte di questa grande famiglia. Esuberante, anche se breve, è la partecipazione di Sandra Milo alla quale Salvatores dichiara di essere arrivato pensando al film “Otto e mezzo” di Fellini, “Sandra Milo è simpatica e sta bene ovunque la si metta”, ha aggiunto. Per quanto riguarda l’happy end il regista dichiara: “Il cinema deve evocare desideri e fantasmi e l’happy end è qualcosa di cui oggi abbiamo bisogno, che ci viene negato anche da chi dovrebbe garantircelo”.
Elisa Cuozzo
17 / 03 / 2010
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