Groucho Marx

Woody Allen l’ha ricordato in questo modo: “C’era una grandezza innata in Groucho Marx, che sfida l’analisi più accurata, come succede con tutti i veri artisti. Lui è semplicemente unico, allo stesso modo di Picasso o Stravinskij e credo che la sua impudente strafottenza verso l’ordine costituito sarà divertente tra mille anni come adesso”.

Groucho Marx: un attore 'pazzo a zonzo'

(New York, 2 ottobre 1890 – Los Angeles, 19 agosto 1977)

Groucho Marx biografiaJulius Henry Marks, in arte Groucho Marx, nasce a New York il 2 ottobre 1890, nel turbolento quartiere dell’Upper East Side. Figlio di Sam Marx e Minnie Schoenberg è il terzo dei cinque storici Fratelli Marx (Chico, Harpo, Groucho, Gummo e Zeppo) celebre gruppo comico statunitense, amato ancora oggi per quell’umorismo sferzante e sopra le righe con cui irridevano l’uomo e la società.

Le precarie condizioni economiche portano i fratelli a essere molto uniti e a contribuire al bilancio famigliare con qualsiasi impiego.

Inizialmente il suo sogno era quello di diventare un medico ma, dopo essersi appassionato ai racconti di Horatio Alger, decide di voler diventare uno scrittore. Dopo il suo Bar Mitzvah (cerimonia che conferma la fede ebraica) lascia la scuola.

Fu grazie all’amico della madre Ned Wayburn che trovò lavoro nello spettacolo di attori bambini di Gus Edwards.

Groucho Marx e i 'dannati quattrini'

Dopo una breve esperienza da soprano si unisce al Leroy Trio ma l’avventura finisce ben presto poiché il loro impresario scompare con tutti i guadagni.

Grazie alla madre, trova lavoro nella compagnia della seducente attrice Irene Furbelow che a fine tournée fugge con il domatore di leoni. Strano ma vero, Groucho Marx si ritrova ancora una volta a mani vuote.

Ripensando a quel triste periodo ha spesso detto: “Ero un disadattato. Un intoppo nell'ingranaggio dell’universo. Non potevo neanche guardarmi in faccia. Non avevo i soldi neanche per comprarmi uno specchio”.

Più decisa e intraprendente che mai, Minnie decide di giocare l’ultima carta formando un trio canoro con Gummo, Groucho e la giovane cantante Mabel O’Donnell. Si facevano chiamare 'I tre usignoli', il trio debutta ad Atlantic City il 24 giugno 1907.

L’anno dopo, Mabel lascia il gruppo, ma è sostituita da Harpo e l’amico Lou Levy (Leo Levin) diventando così quattro usignoli. Quando l’insaziabile Minnie e la sorella Hannah si uniscono al gruppo questo cambia nome in 'Le 6 mascotte'.

Gli anni '10 e i primi personaggi di Groucho Marx

Gli anni Dieci sono intensissimi e lo stesso Groucho li ricorda così: “Noi ci arrabattammo anni e anni prima di arrivare. Lavoravamo in cittaduzze dove oggi rifiuterei di essere sepolto, anche se il funerale fosse gratis e in più mi regalassero la lapide”.

Questo lungo tirocinio è fondamentale. Ognuno dei fratelli sviluppa il proprio personaggio e il proprio repertorio. A quel tempo va di moda il Groucho Marx attoreVaudeville, genere teatrale nato in Francia a fine ‘700 il cui fulcro sono commedie leggere in cui alla prosa vengono alternate strofe cantate su arie conosciute (vaudevilles). A tutto ciò loro aggiungono la presenza di avvenenti ballerine.

Tra i tanti interpreti celebri ricordiamo Adele & Fred Astaire, le sorelle Barrison, Charlie Chaplin e Harry Houdini. Uno dei primi personaggi di Groucho Marx nasce nell’estate del 1910 in una parodia di ambiente scolastico; è la caricatura di Herr Teacher, un professore tedesco austero e inflessibile, con grossi baffi neri, finanziera e pastrano.

Secondo lui però la grande capacità d’improvvisazione dei Marx si rivela effettivamente nel 1912 a Nacogdoches in Texas quando per la prima volta cominciarono a indirizzare battute satiriche direttamente ai cittadini che con loro sorpresa si divertirono parecchio invece di irritarsi per la presa in giro. A questo punto una cosa è certa: basta con le esibizioni canore! Si ricomincia dalla commedia. I primi sketch comici sono scritti dallo zio Al Shean.

Il successo lampo di Groucho Marx

Dai teatrini sconosciuti e le birrerie sperdute i Fratelli Marx cominciano a esibirsi nei più famosi teatri del vaudeville, nei quali nascono anche i loro soprannomi. Alcuni degli spettacoli più famosi sono “The Street Cinderella” che i Marx portano in scena per la prima volta il 28 settembre 1918 a Grand Rapids (Michigan) e “The balcony” del 19 giugno 1922 a Londra.

Il debutto a Broadway arriva nel 1924 con lo spettacolo “I’ll say she is” in cui Groucho sfodera le sue armi migliori: giochi di parole, doppi sensi, assurdità e scaramucce con i fratelli. Il trionfo arriva l’anno successivo con “The Cocoanuts” uno spettacolo musicato da Irving Berlin e scritto dal celebre commediografo George S. Kaufman, replicato per un anno intero.

Durante le repliche del fortunato “Animal Crakers” scoppia la crisi economica del 1929 e i fratelli subiscono forti perdite in Borsa. Groucho Marx comincia a soffrire d’insonnia, disturbo che lo tormenta per tutta la vita ma gli fornisce spunti comici e letterari.

Un contratto con la Paramount per tre film

Nello stesso anno la Paramount Pictures propone loro un contratto per tre film, due dei quali sono trasposizioni cinematografiche degli spettacoli teatrali. Il primo è “The Cocoanuts – Il ladro dei gioielli” (1929) in cui il suo ruolo è quello di Mr. Hammer. Quest’anno segna il successo cinematografico ma riserva anche una brutta sorpresa, la morte della madre Minnie che muore improvvisamente d’infarto senza riuscire a godersi l’atteso successo degli amati figli.

Il secondo film è “Animal Crackers” (1930) in cui veste i panni del famoso esploratore africano Jeffrey T. Spaulding. Il terzo è “Horse Feathers – I fratelli Marx al college” (1932) un’accesa satira sul mondo accademico. Nel 1933 girano “La guerra lampo dei Fratelli Marx” noto in Italia anche con il titolo “Zuppa d’anitra”. Diretto da Leo McCarey risulta uno dei migliori film realizzati dalla Paramount.

La pellicola contiene allusioni politiche all’ascesa di Hitler in quegli anni perciò le recensioni che seguirono furono piuttosto modeste e abbottonate. Groucho ha dichiarato: “Il cinema non vuole ammettere che al mondo ci sono problemi seri. Il pubblico è sommerso da tonnellate di sbobba”. Scaduto il contratto con la Paramount, Irving Thalberg li accoglie alla Metro Goldwyn Mayer.

Nel 1935 girano “Una notte all’opera” diretti da Sam Wood. Nel 1937 incassarono più di tre milioni di dollari con “Un giorno alle corse”. Il pubblico si innamora della canzone “Dr. Hackenbush” cantata esclusivamente da Groucho.

Una serie di insuccessi per i fratelli Marx

Nel 1938 passano alla RKO e girano “Servizio in camera”, adattamento di una commedia che era andata in scena a Broadway. L’anno seguente ritornano alla MGM con “Tre pazzi a zonzo” ma la pellicola non ha il successo sperato.

Ci riprovano con “I cowboys del deserto” (1940), ma anche questa volta la delusione è amara. Nel 1941 “Il bazar delle follie” viene annunciato come “il canto del cigno” dei Marx prima del loro ritiro dalle scene.

“Quando dico che noi siamo stanchi del cinema, voglio dire in realtà che il pubblico sta per stancarsi di noi”. Le intenzioni sono serie e ognuno decide di andare per la sua strada. In particolare una dichiarazione di Groucho crea enorme tristezza tra i suoi fan: “Non mi piazzerò mai più dietro quei baffi fasulli. Ho chiuso con tutta la baracca”.

Groucho Marx: il moro 'esplosivo'

Dopo cinque anni di silenzio, con grande sorpresa i Fratelli Marx compaiono nella commedia “Una notte a Casablanca” (1946), parodia del celebre “Casablanca” che vedeva protagonisti Ingrid Bergman e Humphrey Bogart.

I fratelli Warner (titolari della casa produttrice Warner Bros) tentano di boicottare il tutto ritenendo che il titolo fosse di loro proprietà. L’episodio ispira a tal punto l’attore da spingerlo a scrivere “Le lettere di Groucho Marx”. Nel 1947 è coinvolto in “Copacabana” al fianco della star del musical Carmen Miranda.

Segue “Questi dannati quattrini” (1948). Nel ’49 torna con i fratelli in “Una notte sui tetti”. Interpreta se stesso nel musical della Paramount “Assedio d’amore” (1950) e si concede la commedia “Una ragazza in ogni porto” (1952).

Compare per l’ultima volta sul grande schermo con i fratelli ne “L’inferno ci accusa” (1957) in cui interpreta il colonizzatore Peter Minuit. Veste poi i panni di George Schmidlap nel finale della commedia “La bionda esplosiva” (1957) accanto a Jayne Mansfield e Tony Randall.

Groucho Marx: la radio e la scrittura

Nonostante la sua impegnatissima carriera cinematografica, Groucho ha parecchie soddisfazioni lavorando nel mondo radiofonico: “Ci sono diversi motivi per cui preferisco la radio a qualsiasi altro tipo di intrattenimento. I vantaggi sono ovvi e numerosi. Per cominciare non è necessario viaggiare, usare trucco untuoso, memorizzare lunghi dialoghi noiosi: niente sveglie di prima mattina per arrivare sul set, niente notti in pensioni sporche, neppure in quelle pulite. Per di più, gli sponsor hanno soldi per pagare”.

Soldi, successo, donne e palcoscenico non gli hanno mai impedito di coltivare la sua passione per la scrittura. Dal 1925 ha pubblicato con regolarità i suoi contributi umoristici sulla neonata rivista The New Yorker, sul St. Louis Post Dispatch e su College Humor, senza mai accettare la proposta di tenere una rubrica fissa.

Groucho Marx: 'una ragazza in ogni porto'

Collabora anche con Norman Krasna per scrivere la sceneggiatura di “Il re e la ballerina” (1937). “Letti” è la sua opera prima pubblicata nell’autunno del 1930. È una raccolta di pezzi che descrivono scherzosamente il rapporto che la gente ha con il proprio letto, disertando il sonno con eleganza e ironia.

Il secondo libro è “Many Happy Returns” (che potremmo tradurre con “Cento di questi giorni”) scritto in collaborazione con Arthur Sheekman ed etichettato come una sorta di guida all’evasione fiscale. Queste due prime pubblicazioni non furono veri e propri successi letterari. La sua scrittura è realmente apprezzata quando nel 1959 regala al pubblico “Groucho e io” in cui rievoca, con profonda autoironia, la propria infanzia tra povertà e spensieratezza, la gioventù del vaudeville, i successi al cinema e altri divertenti episodi. Nella vita di Groucho Marx non è mancato l’amore.

Nel 1920 ha sposato la ballerina diciannovenne Ruth con cui mette al mondo Arthur Marx. La coppia divorzia nel 1942. Dopo soli due anni si risposa all’età di 64 anni con la ventunenne Kay Marvis Gorcey. Da questa unione, che dura solo cinque anni, nasce la piccola Melinda. Nel 1954, a sessantaquattro anni sposa l’attrice ventiquattrenne Eden Hartford ma anche questo matrimonio si conclude con un burrascoso divorzio nel 1969. Dopo il fallimento del terzo matrimonio un po’ per l’età, un po’ per lo stress, le condizioni di salute cominciano a peggiorare.

Problemi di salute per Groucho Marx

Nel 1971 un ictus rallenta le articolazioni vocali e provoca una lieve compromissione dell’attività cerebrale.

Nello stesso anno conosce la ventinovenne canadese Erin Fleming che ben presto diventa la sua manager e lo spinge a riprendere l’attività artistica. Nel 1972 infatti appare in un recital alla Carnegie Hall di New York.

L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences gli conferisce un Oscar onorario “per la brillante attività e per i risultati ineguagliabili ottenuti dai Fratelli Marx nell’arte della commedia cinematografica”.

Mentre la sua salute peggiora, la Fleming esercita su di lui una potente influenza e lo allontana dai famigliari e dai figli dando vita a vere e proprie battaglie legali. Il 22 giugno 1977 Groucho è ricoverato per una polmonite all’ospedale Cedar Sinai di Los Angeles dove trascorre i suoi ultimi giorni. Muore il 19 agosto, a ottantasei anni, in uno stato di semi incoscienza. Al suo fianco l’amato figlio Arthur che ha seppellito le sue ceneri all’Eden Memorial Park Cemetery di Los Angeles.

Giusy Del Salvatore


Groucho Marx filmografia - Cinema

Grucho Marx attore

  • Noci di cocco, regia di Robert Florey e Joseph Santley (1929)
  • Animal Crackers, regia di Victor Heerman (1930)
  • Monkey Business - Quattro folli in alto mare, regia di Norman Z. McLeod (1931)
  • Horse Feathers - I fratelli Marx al college, regia di Norman Z. Mc Leod (1932)
  • La guerra lampo dei Fratelli Marx, regia di Leo McCarey (1933)
  • Una notte all'opera, regia di Sam Wood (1935)
  • Un giorno alle corse, regia di Sam Wood (1937)
  • Il re e la ballerina, regia di Mervyn LeRoy (Solo co-sceneggiatura) (1937)
  • Servizio in camera, regia di William A. Seiter (1938)
  • Tre pazzi a zonzo, regia di Edward Buzzell (1939)
  • I cowboys del deserto, regia di Edward Buzzell (1940)
  • Il bazar delle follie, regia di Charles F. Reisner (1941)
  • Una notte a Casablanca, regia di Archie L. Mayo (1946)
  • Copacabana, regia di Alfred E. Green (1947)
  • Una notte sui tetti, regia di David Miller (1949)
  • Assedio d'amore, regia di Richard Haydn (1950)
  • Questi dannati quattrini, regia di Irving Cummings (1951)
  • Una ragazza in ogni porto, regia di Chester Erskine (1952)
  • L'inferno ci accusa, regia di Irwin Allen (1957)
  • La bionda esplosiva, regia di Frank Tashlin (1957)
  • Skidoo, regia di Otto Preminger (1968)

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