Gomorra 3: grande ripresa con la quinta e sesta puntata

Gomorra 3 Spoiler!!! – Ci ha fatto faticare molto l’inizio di “Gomorra 3”: dopo due primi episodi praticamente inutili con il 3° e 4° siamo partiti in rallenty per poi entrare a pieno ritmo con il 5° e il 6°.

La morte del vecchio Boss è l’inizio di un nuovo plot narrativo

Gomorra 3 Genny e Ciro

Le ultime parole di don Pietro Savastano davanti alla pistola puntata di Ciro erano state “A’ fine ro’jorno sta tutta ca”. Il vecchio boss è morto per mano interposta di suo figlio Genny che per orgoglio non ha supportato abbastanza. Il funerale nella sua Secondigliano è orchestrato in modo plateale da Malammore, suo ex braccio destro che lo seguirà molto presto nella tomba.

Nel frattempo, Genny è diventato padre di un bimbo avuto dalla moglie Azzurra, figlia di Don Avitabile tradito da lei stessa. La sua uscita dal carcere e l’aver capito che è stato incastrato dal genero è l’inizio della fine della pace per il giovane padre, che viene esautorato da tutti i suoi business e scaricato come un sacco d’immondizia nella sua Secondigliano. Qui è tornata, dopo il carcere, la jena Scianel, che ora è molto vicina a Patrizia già amante di Don Pietro. Lei è teleguidata da Savastano junior per controllare da vicino un personaggio che lui stesso teme molto. Nel frattempo, Ciro è scappato in Bulgaria, dopo la morte dell’amata figlia. L’immortale è una specie di spirito senza pace al servizio di un boss locale giovane e crudele che non lo tollera per la stima di cui gode presso il padre.

Marco D’amore è protagonista di una fantastica puntata monografica, che racconta lo spaesamento di un uomo che ha perso tutto e che non riesce a trovare pace. In una città spettrale e crudele ucciderà padre e figlio, non prima, però, di aver salvato una giovane albanese in trappola nel racket della prostituzione. Tornerà nella sua Napoli e tutto ripartirà da qui e dal suo incontro, iniziato a Sofia, con il giovane Enzo O’ Taleban detto “Sangue Blu”, erede senza corona di suo nonno boss di Forcella chiamato “O Santo”. Lui vuole riprendersi quello che era suo… al pari del vecchio Savastano uscito dal carcere. Da questo punto Gomorra riparte alla grande.

Gomorra 3: serie cult curata nei minimi dettagli dalla fotografia alla regia

Gomorra 3 giovani

È stato un lunghissimo prologo quello di “Gomorra 3”, ma il dramma scespiriano sui due fratelli non di sangue Ciro l’immortale e Genny Savastano adesso sta dando i suoi frutti.

La regia della quinta e della sesta puntata, firmata da Francesca Comencini, è un ritorno alle origini di una storia che parla di legami famigliari oltre che di traffici di droga e malavita. I due grandi protagonisti di sempre, Salvatore Esposito e Marco D’Amore sono tornati esattamente da dove erano partiti. Entrambi hanno perso tutto, soprattutto le loro famiglie. Il loro incontro in uno squallido hotel nei pressi della stazione di Napoli è quasi privo di parole, parlano gli sguardi e i gesti.

Sullo sfondo c’è la Napoli vecchia, quella dei vicoli che rende così vicini i poveri e quelli dei quartieri alti. La contestualizzazione visiva di ogni inquadratura è eccellente, ed è parte integrante dell’interpretazione degli attori. La fotografia è fredda come il neon che illumina i capannoni industriali dei luoghi dove si trattano gli affari.

Cuore della nuova Gomorra non è più Secondigliano ma Forcella con le sue bande di Barbudos a cavallo delle loro moto potenti, dove ha il suo quartier generale Enzo/Arturo Muselli. Lui, giovane e smart con una gran voglia di rivalsa per quello che ha perso è la chiave che aprirà le porte della Napoli bene a un nuovo Sistema che sfida quello di prima. Il nuovo personaggio, un convincente Arturo Muselli è un leader indiscusso che comanda sui suoi giovani complici solo facendo leva sul suo carisma. Siamo sicuri che ci riserverà belle sorprese con l’evoluzione della storia. Bello, anche se solo accennato nelle ultime puntate, Valerio detto ‘O vucabulà’ per la sua parlata pulita il “Chiattillo” della Napoli bene che subisce una pericolosa attrazione per il mondo della malavita.

Gomorra 3: un paese in decadimento attraverso il linguaggio della fiction

Gomorra 3: la quinta e sesta puntata

Quello che colpisce, al di là, dei personaggi nuovi e vecchi ben delineati e affascinanti benché incarnazione del male, è la fame del popolo napoletano e la corruzione che la usa per sfruttarlo. Il sesto mostra alla fine poche sparate e violenza espressa nel senso più canonico della parola. Tuttavia, arriva al cuore nella luce livida dei capannoni industriali l’uso senza scrupoli della Camorra della crisi economica, che mette in ginocchio una città. L’ultimo episodio è quello più lento nel montaggio e nella narrazione, eppure funziona bene.

Per qualità della scrittura, della fotografia, del montaggio e della regia firmata da Francesca Comencini e Claudio Cupellini, “Gomorra” si conferma anche in questa stagione il fiore all’occhiello della televisione italiana.

Ivana Faranda

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