Gli spettacolari paesaggi di “Australia” "Australia", l'ultimo lavoro del regista Baz Lurhmann, è un progetto epico e ambizioso, un’omaggio alla sua terra, tutto australiano dal cast alle locations. Ambientato alla vigilia della seconda guerra mondiale racconta le vicende dell’aristocratica Sarah Ashley che, catapultata in un mondo estremo agli antipodi del suo, si troverà da sola a lottare contro proprietari terrieri rivali e deciderà di accettare l’aiuto di un rude mandriano. Insieme i due viaggeranno attraverso la selvaggia e incontaminata Australia settentrionale degli anni 30 e 40 fino a Darwin, poco prima che la città venga bombardata dai giapponesi. Dietro le riprese c'è stato un meticoloso lavoro di ricerche e studi che il regista ha condotto con grande precisione, arrivando a intraprendere da solo il percorso che poi avrebbe fatto compiere ai suoi personaggi, attraverso il Territorio del nord e il grande stato del Kimberley. Le riprese principali di "Australia" sono iniziate a fine aprile del 2007 nella Strickland House di Vaucluse nel Nuovo Galles del sud. Poi la produzione si è trasferita sulle spiagge di Bowen nel Queensland. Qui è stato costruito uno dei set più imponenti del film: la città di Darwin negli anni 30, dove arriva lady Sarah per iniziare il suo avventuroso viaggio nell’Outback. Darwin era un prospero avamposto di mare nel Top End australiano, la parte più settentrionale del poco popolato Territorio del nord, che in quegl'anni, per le ricchezze del suo sottosuolo, in particolare oro e rubini, attirava avventurieri, minatori, esploratori e allevatori. Fu proprio la corsa all'oro che agevolò l'apertura dei grandi allevamenti di bestiame, che a loro volta diedero impulso alla costruzione di strade e ferrovie. “Darwin all’epoca", racconta il regista," era un luogo immenso e inospitale, un crocevia di persone quanto mai diverse. Questo mondo fu sconvolto dalla guerra nel febbraio del 1942 quando fu bombardato dagli aerei giapponesi, gli stessi che avevano colpito Pearl Harbour". E se l'attacco nipponico a Mission Island è solo una finzione cinematografica, pochi sanno che durante la seconda guerra mondiale Darwin subì ben 64 attacchi aerei da parte dell'esercito giapponese. Gran parte della città fu distrutta e oltre 240 persone morirono. Oggi si possono ancora visitare i bunker e le piste d'atterraggio come quelle nel Parco Nazionale Charles Darwin. Ma la città che vediamo nel film è stata interamente ricostruita a Bowen, cittadina costiera di diecimila abitanti nello stato del Queensland. In due vasti lotti di terreno la produzione ha messo insieme 20.000 mq di set e fatto nascere un commissariato di polizia, il Grandview Hotel, il porto, un pub, una Chinatown. Sono stati sistemati pali del telegrafo e della luce, allestite strade sporche e polverose, ricostruiti interi edifici o riverniciati e adattati quelli esistenti. Dalla fine di giugno la produzione si è trasferita nel Top End . Qui sono state sfruttate le spettacolari maree per girare la scena dell’arrivo di Lady Sarah che scende dall’idrovolante indossando un vestito bianco e blu, più adatto a una vacanza in Costa Azzurra che alla selvaggia Australia. Dopo alcune settimane il set è stato spostato nella remota regione del Kimberley nella zona occidentale del paese, un luogo ancora selvaggio e inospitale, una delle ultime zone incontaminate del mondo. E' nel cuore di questa sterminata regione, grande tre volte l'Inghilterra, in particolare nel El Questo Wilderness Park, che sono state girate le scene con la mandria condotta da Hugh Jackman, spesso sconvolto dal caldo e dalla disidratazione. Dopo alcune settimane la produzione è arrivata a 60 chilometri dalla cittadina di Kununurra, dove è stato ricostruito il Faraway Downs, la casa di Sarah all’interno di una immensa proprietà, il Carlton Hill Station ranch. Per la ricostruzione è stato fatto un uso sapiente della tecnologia digitale intergrata con continui sopralluoghi per studiare l'ambiente e la qualità della luce. I realizzatori, in particolare il direttore della fotografia, Catherine Martin e l'arredatrice Beverly Dunn, hanno parlato con mandriani, proprietari terrieri, visitato archivi storici e fotografici. Tutto questo ha permesso di realizzare i grandi cambiamenti che la dimora subisce nel corso del film e da proprietà desolata e in abbandono, esaltata dai colori rossi e polverosi, diventa un'oasi di verde, chiara e luminosa. L'Australia, che da anni vive una crisi nel settore turistico, spera che la pellicola di Lurhmann invogli gli spettatori a visitare le sue meraviglie, così come accadde nel 1986 con “Crocodile Dundee” che incrementò oltre ogni più rosea previsione il numero di visitatori nel paese. L'ente del turismo ha organizzato veri e propri tour sulle orme di Nicole e Hugh, e partendo da Darwin per 15 giorni promette di far rivivere le emozioni di Lady Ashley, per comprendere le realtà di questo immenso paese, la sua storia e il suo popolo.
Barbara Mattiuzzo
16 / 01 / 2009
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