Gli invisibili

Gli invisibili - Recensione: un emozionante Richard Gere nei panni di un invisibile senzatetto

Gli invisibili

In "Gli invisibili" Richard Gere mette alla prova se stesso smettendo i panni della superstar e indossando quelli logori e consunti, spesso barattati per qualche dollaro per comprarsi da bere, di George, un uomo rassegnato che vive come un senza tetto passando le proprie giornate per strada e a elemosinare denaro.

Oren Moverman, sceneggiatore passato alla regia con il successo di “Oltre le regole – The Messenger”, decide di mostrare la storia del protagonista da un punto di vista particolare, collocando il personaggio spesso ai margini dell’inquadratura e riprendendolo da dietro porte o vetrine di bar e negozi. Tutto ciò dà l’impressione allo spettatore di osservare George da lontano, in maniera quasi casuale, come si è soliti guardare ai mendicanti che affollano le strade di una qualsiasi città.

Gran parte della pellicola scorre con il solo intento di seguire la vita del protagonista facendo emergere la linea narrativa poco a poco e in maniera accennata. Lo sguardo di Moverman non è mai sentimentale, non cade nella facile manipolazione emotiva, riuscendo a guardare senza giudicare.

Gli invisibili: come 'non-esistere' nella Grande Mela

New York scorre sotto i nostri occhi come una città dalle mille luci nessuna delle quali però è mai puntata su chi vive ai margini. George e tutti gli altri uomini del centro di accoglienza sono invisibili. Sebbene la domanda che lo stesso protagonista si senta rivolgere più spesso è “Tutto bene?” nessuno in realtà ha un reale interesse nell'aiutarlo e i centri di accoglienza appaiono più come delle carceri contenitive e luogo di discriminazione che come spazio di sollievo.

"Gli invisibili", in Concorso al Festival di Roma 2014, è una pellicola che riesce a seguire la vita di uno dei tanti invisibili forse dilungandosi un po’ troppo, ma non cadendo nel fatale errore di creare un melodramma sentimentale con il solo intento di suscitare un pianto liberatorio.

L’ammirevole prova di Richard Gere sembra proprio voler suggerire come emozionarsi, imparando a guardare e dando la possibilità allo spettatore di dedicare qualche secondo in più al prossimo che gli chiederà qualche spicciolo.

Miriam Reale

  • Titolo originale: Time Out of Mind
  • Regia: Oren Moverman
  • Cast: Jena Malone, Richard Gere, Danielle Brooks, Abigail Savage, Geraldine Hughes, Yul Vazquez, Ben Vereen, Jeremy Strong, Brian d'Arcy James, Tonye Patano, Colman Domingo, Maria-Christina Oliveras, Victor Pagan, Miranda Bailey, Anjili Pal
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 120 minuti
  • Produzione: USA, 2014
  • Distribuzione: Lucky Red
  • Data di uscita: 15 Giugno 2016

Gli InvisibiliProtagonista di "Gli invisibili" è un senzatetto di nome George; senza dimora fissa, senza lavoro e sopratutto senza l'affetto di quell'unica figlia che dovrebbe stargli accanto, l'uomo è ormai l'ombra di se stesso, in prenda alla depressione per le strade della Grande Mela. Ma New York non è solo la terra delle disillusioni per George (Richard Gere): il Bellevue Hospital, il più grande centro di accoglienza per senzatetto di Manhattan, rappresenterà per lui l'opportunità di riprendere in mano la propria vita, nonostante la crudeltà del mondo e l'indifferenza della gente a cui ormai è avvezzo da tempo.

Proprio grazie a questo nuovo, inaspettato, supporto morale George troverà anche il coraggio di ricontattare la figlia (Jena Malone, attrice nota per aver interpretato “Ritorno a Cold Mountain” e ”Hunger Games – La ragazza di fuoco”) tanto amata, con la quale ha perso i contatti da anni: si tratta si un incontro doloroso per entrambi; per l'uomo rivedere la propria bambina è un sogno, ma non può dimenticare tutte le volte che quella che ormai è una donna in carriera gli ha voltato le spalle. D'altro canto la giovane donna è combattuta: come accettare che il proprio padre, l'uomo che l'ha messa al mondo, è ormai divenuto un clochard?

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