Gilles Lellouche

Benchè non molto conosciuto nel resto d’Europa, in Francia Gilles Lellouche è una vera e propria icona, grazie probabilmente alla facilità con cui alterna ruoli leggeri a parti impegnate.

Gilles Lellouche, 'l’idolo' di Guillaume Canet

(Caen, 5 luglio 1972)

Gilles Lellouche sorrisoGille Lellouche nasce a Caen il 5 luglio del 1972. Dopo aver studiato al prestigioso Cours Florent parigino, nel 1996 inizia a dirigere e a lavorare come attore in cortometraggi.

Dal 1998 appare in diverse commedie come: “Folle d’elle” di Jerome Corneau, “Mes amis” di Michel Hazanavicius (1999) e “Mia moglie è un’attrice” (2001) di Yvan Attal.

L’incontro con il regista/attore Guillaume Canet fa decollare la carriera di questo fascinoso interprete. Nel 2002, Lellouche è diretto dal regista in “Mon idole”. Gilles è accanto a Diane Kruger all’epoca compagna del regista, in una pellicola che denuncia il marcio che si nasconde dietro le luci scintillanti della televisione. È l’inizio di un sodalizio artistico che dura tuttora.

L’anno successivo, è, infatti, sul set con l’amico, questa volta nella veste di attore, nel visionario “Amami se ne hai il coraggio” di Yann Samuell. Con loro l’attrice feticcio francese Marion Cotillard, divenuta nel frattempo la nuova compagna di Canet. Ancora nel 2004, la coppia Lellouche/Canet lavora insieme nel film drammatico “Narco”, anche se questa volta i due s’invertono i ruoli. Infatti, è Canet l’interprete della pellicola nei panni di un narcolettico che sogna di essere un supereroe, diretta dal suo sodale.

Con il primo ruolo da protagonista nel film di Klifa, Gilles Lellouche diventa un'icona del cinema francese

Nel 2006 è nel cast stellare, tutto al femminile, del film non perfettamente riuscito “Le hèros de la famille” di Thierry Klifa. Si racconta di una famiglia molto sopra le righe che vede tra i suoi membri Catherine Deneuve ed Emmanuelle Bèart.

Il primo ruolo da protagonista arriva solo nel 2007 con la commedia agrodolce “Ma vie n’est pas una comedie romantique” di Marc Gibaja. Un attore francese non poteva non essere protagonista del genere francofono per definizione: il polar. Infatti, nel 2008 Gilles è nel cast di “Nemico pubblico n. 1 - L'istinto di morte” di Jean-Francois Richet. Accolto non senza polemiche il film segue la storia del grande criminale Jacques Mesrine, il gangster più crudele degli anni ‘60/’70 in Francia, diventato una sorta di star mediatica. Gilles è accanto ad uno straordinario Vincent Cassel/Mesrine e con lui i mostri sacri del cinema d’oltralpe Gerard Depardieu e Cècile De France.

Anche i film seguenti sono d’azione. Tra questi, spicca il lungometraggio d’animazione “Les lascars” ambientato nella banlieue parigina, in cui Gilles si diverte a dare voce a un pazzo svitato.

Una molteplicità di interpretazioni e un varietà di generi per un attore poliedrico

È nelle storie sentimentali raccontate con piccoli tocchi di pennello alla francese che Gilles dà il suo meglio. Ed è così nell’intimista “Piccole bugie tra amici” diretto dal suo amico Canet. Girato nel 2010, il film racconta l’estate di un gruppo di amici parigini riunitisi nella casa di uno di loro, come da tradizione. Peccato che in città il loro vecchio compagno di bagordi Ludo sta morendo e la vacanza sarà l’occasione per far esplodere tutti i conflitti rimasti sopiti per lunghi anni.

Gilles Lellouche in una scena de Piccole bugie tra amici

Gilles Lellouche in una sequenza del film "Piccole bugie tra amici" (2010)

Ci sono tutte le star emergenti del cinema francese, da Francois Cluzet a Jean Dujardin. Oltre ovviamente a Marion Cotillard, con cui Gilles ha già diviso il set ed è legato da lunga amicizia. Anche se imperfetto, colpisce dritto al cuore attraverso la storia di una generazione di trentenni che ancora non vuole crescere. Il film regala a Gilles una nomination ai prestigiosi César 2011 come Miglior Attore non Protagonista.

Per Gilles Lellouche segue la parentesi avventurosa. Nel 2010 è diretto da Luc Besson in “Adèle e l’enigma del faraone”. Gilles è uno scalcagnato ispettore di polizia in una storia che vede al suo centro una specie di Lara Croft in stile Belle Epoque. Dello stesso anno è la sua prima grande interpretazione drammatica in "Point Blank", diretto da Fred Cavayé. Il lavoro seguente lo rivede di nuovo in costume, e questa volta non diretto da un cineasta francese: si tratta, infatti, dell’ex marito britannico di Madonna, Guy Ritchie, che gli regala nel 2011 un piccolo ruolo nel suo “Sherlock Holmes - Gioco di Ombre”.

La frenesia attoriale di un interprete onnipresente nel cinema francese

Rientra nel registro del cinema francese tipico anche “Gli infedeli” (2012) diretto a sette mani da Emmanuelle Bercot, Fred Cavaye, Alexandre Courtes, Eric Lartigau, Michel Hazanavicus, Jean Dujardin e dallo stesso Gilles Lellouche. Si segue la strada disegnata dal maestro Dino Risi per raccontare l’infedeltà tipica del maschio, con leggerezza e ironia ma con anche con intelligenza.  Nel 2012 è uno dei protagonisti della pellicola "Thérèse Desqueyroux", dove interpreta il marito oppressivo di Audrey Tautou.

Dall'anno successivo al 2017, Gilles Lellouche partecipa a moltissime pellicole di registi francesi, mantenendosi a un alto livello di attività. Da segnalare sicuramente "E' arrivato nostro figlio", diretto da Valérie Lemercier, dove interpreta il ruolo di Cyrille, il marito della protagonista Aleksandra. Una coppia perfetta con una vita perfetta a cui manca solamente una cosa: un figlio. Arriva allora, in adozione, Aleksei, un bambino russo di 7 anni, che causa non pochi problemi.

Nel 2014 è di nuovo co-protagonista nel poliziesco "French Connection" di Cédric Jimenez, incentrato sulla storia vera del giudice Pierre Michel, assassinato a Marsiglia nel 1981, e di Gaëtan Zampa (interpretato da Gilles stesso), boss della mala marsigliese degli anni '70.

Dopo altre quattro pellicole nel biennio 2015-16, lo ritroviamo di nuovo a lavorare con Guillaume Canet nella sua commedia autobiografica "Rock'n Roll" (2017), dove Gilles Lellouche interpreta se stesso.

Del 2017 sono anche i suoi ruoli in "Sous le même toit" di Dominique Farrugia, "HHhH", dramma storico di Cédric Jimenez e "Le Sens de la fête", per la regia di Éric Toledano e Olivier Nakache.

Massimiliano Ponzi

Gilles Lellouche Filmografia - Cinema

Gilles Lellouche e Jean Dujardin in una scena de Gli infedeli

Gilles Lellouche con il premio Oscar Jean Dujardin in una sequenza de "Gli infedeli" (2012

  • Les Sœurs Hamlet, regia di Abdelkrim Bahloul (1996)
  • Folle d’elle, regia di Jerome Corneau (1998)
  • Mes amis, regia di Michel Hazanavicius (1999)
  • Mia moglie è un'attrice, regia di di Yvan Attal (2001)
  • Mon idole, regia di Guillame Canet (2002)
  • Amami se hai coraggio, regia di Yann Samuell (2003)
  • Narco, regia di Tristan Aurouet e Gilles Lellouche (2004)
  • Anthony Zimmer, regia di Jérôme Salle (2005)
  • Ma vie en l'air, regia di Rémi Bezançon (2005)
  • On va s'aimer, regia di Ivan Calbérac (2006)
  • Non dirlo a nessuno, regia di Guillaume Canet (2006)
  • Le Héros de la famille, regia di Thierry Klifa (2006)
  • Ma place au soleil, regia di Éric de Montalier (2007)
  • Ma vie n'est pas une comédie romantique, regia di Marc Gibaja (2007)
  • Le Dernier Gang, regia di Ariel Zeitoun (2007)
  • La Chambre des morts, regia di Alfred Lot (2007)
  • Nemico pubblico N. 1 - L'istinto di morte, regia di Jean-François Richet (2008)
  • Parigi, regia di Cédric Klapisch (2008)
  • Le Premier Jour du reste de ta vie, regia di Rémi Bezançon (2008)
  • Sans armes, ni aimes, ni violence, regia di Jean-Paul Rouve (2008)
  • Une petite zone de turbulences, regia di Alfred Lot (2009)
  • Piccole bugie tra amici, regia di Guillaume Canet (2010)
  • Adèle e l'enigma del faraone, regia di Luc Besson (2010)
  • Point Blank, regia di Fred Cavayé (2010)
  • Krach, regia di Fabrice Genestal (2010)
  • Ma part du gâteau, regia di Cédric Klapisch (2011)
  • Mineurs 27, regia di Tristan Aurouet (2011)
  • Sherlock Holmes - Gioco di ombre, regia di Guy Ritchie (2011)
  • JC... Comme Jésus Christ, regia di Jonathan Zaccai (2012)
  • Gli infedeli, registi vari (2012)
  • Nos plus belles vacances, regia di Philippe Lellouche (2012
  • Quand je serai petit, regia di Jean-Paul Rouve (2012)
  • Thérèse Desqueyroux, regia di Claude Miller (2012)
  • Gibraltar, regia di Julien Leclercq (2013)
  • È arrivato nostro figlio, regia di Valérie Lemercier (2013)
  • Mea Culpa, regia di Fred Cavayé (2014)
  • French Connection, regia di Cédric Jimenez (2014)
  • L'Enquête, regia di Vincent Garenq (2014)
  • Les Gorilles, regia di Tristan Aurouet (2015)
  • Belles familles, regia di Jean-Paul Rappeneau (2015)
  • Sky, regia di Fabienne Berthaud (2015)
  • Ils sont partout, regia di Yvan Attal (2016)
  • Rock'N'Roll, regia di Guillaume Canet (2017)
  • Sous le même toit, regia di Dominique Farrugia (2017)
  • HHhH, regia di Cédric Jimenez (2017)
  • Le Sens de la fête, regia di Éric Toledano e Olivier Nakache (2017)

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