GIANCARLO GIANNINI - BIOGRAFIA

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Giancarlo Giannini - Biografia


(La Spezia, 1 agosto 1942)

È stato il maschio italiano passionale e a tratti violento, che parlava anche con gli occhi azzurri strabuzzati. Ma è stato anche diretto da mostri sacri come Visconti e Fassbinder ed ha doppiato con talento i più grandi divi di Hollywood. Giancarlo Giannini nasce a La Spezia il 1 agosto del 1942, ma a soli due anni si trasferisce a Napoli con la famiglia. Si forma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Il debutto in teatro avviene con “In memoria di una signora amica” (1965) diretto da Patroni Griffi. In seguito sul palcoscenico del teatro Old Vic di Londra, ha molto successo nel “Romeo e Giulietta” di Franco Zeffirelli, che lo dirige anche nello spettacolo “La lupa” con Anna Magnani. Il suo primo film è il thriller psicologico “Libido” di Ernesto Gastaldi del 1965. E lo stesso anno è David Copperfield nello sceneggiato televisivo di Anton Giulio Majano, con cui farà nel 1971 “…E le stelle stanno a guardare”. Risale al 1966 l’incontro con Lina Wertmüller per cui diventerà il suo attore feticcio e che gli regalerà i suoi ruoli più importanti. I loro primi lavori saranno i film canterini con Rita Pavone “Rita la zanzara” (1966) e “Non stuzzicate la zanzara” (1967). Nel 1968, fa parte del cast del kolossal storico “Anzio” di Duilio Colletti, prodotto da De Laurentiis, sullo sbarco degli alleati in Italia. Il primo film importante di Giannini è “Dramma della gelosia - Tutti i particolari in cronaca” di Ettore Scola del 1970, in cui interpreta un piazzaiolo toscano che rompe l’armonia della coppia formata da Marcello Mastroianni e Monica Vitti. Comincia a nascere il suo personaggio tragi/comico, quello del proletario meridionale spesso alle prese con gelosia e passione. È molto apprezzata dai critici la sua interpretazione in “La prima notte di quiete” di Valerio Zurlini del 1972 accanto a mostri sacri come Alain Delon e Alida Valli. E sulla scia di questo successo, lo stesso anno, Lina Wertmüller gira “Mimì metallurgico ferito nell’onore” con Giannini grande protagonista accanto a Mariangela Melato. La stessa coppia recita, sempre diretta dalla Wertmüller, in “Film d’amore ad anarchia ovvero: stamattina alle 10 in via dei Fiori in una casa di tolleranza” (1973), in cui Giannini si esprime in una lingua che non è un vero e proprio dialetto ed è una maschera grottesca della classe proletaria. Per questa interpretazione ottiene una Palma d’Oro come Miglior Attore. Poi è un rozzo marinaio, che coinvolto in un naufragio con la sua algida armatrice milanese/Mariangela Melato, si ritrova coinvolto in una relazione sado/masochistica in “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” del 1974 della regista napoletana. Lo stesso anno, recita per Bolognini nel film in costume “Fatti di gente perbene” sul drammatico processo del 1905 a Tullio Murri, figlio del celebre avvocato socialista Augusto, per l’avvelenamento del cognato. Poi ritorna al registro comico nel 1975 con “A mezzanotte va la ronda del piacere”, di Marcello Fondato accanto a Monica Vitti, e “Pasqualino sette bellezze”. E proprio con questo film, diretto dalla sua regista preferita Lina Wertmüller, riceve una nomination agli Oscar come Miglior Attore Protagonista. Nel 1976 è il grande Luchino Visconti a dare a Giannini la possibilità di mostrare la sua bravura sul repertorio drammatico. Infatti lo rende protagonista del suo ultimo film tratto dal romanzo di D’Annunzio, “L’innocente”. Lui è un nobile, tradito dalla moglie, Laura Antonelli. Nel 1978, Giannini è diretto ben due volte da Lina Wertmüller in “La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia” e “Fatto di sangue tra due uomini per causa di una vedova (si sospettano moventi politici”. Con questi due lavori si conclude il sodalizio artistico tra attore e regista, anche perché oramai il personaggio di Giannini creato dalla Wertmüller è diventato una macchietta che ha esaurito la sua ragion d’essere. I due comunque condivideranno d’ora in poi la casa di produzione Liberty Films. Negli anni a seguire Giannini lavorerà all’estero, e nel 1980 con Rainer Fassbinder reciterà accanto a Hanna Schygulla in “Lili Marleen”. Ma anche in Italia continuerà a regalare emozioni al suo pubblico. Vive in una Napoli grottesca il suo personaggio di “Mi manda Picone” di Nanni Loy del 1983, con cui ottiene un David di Donatello come Miglior Attore Protagonista. Seguono "I picari” (1987) di Mario Monicelli, accanto ad un cast stellare sulla falsariga de “L’Armata Brancaleone”. Nel 1987, esordisce alla regia con “Ternosecco”, in una prova degna di nota ma non perfetta. Tinto Brass lo dirige un anno dopo in “Snack bar Budapest”. Accanto a Vittorio Gassman è un nipote alle prese con un parente estremamente ingombrante nel film di Franco Brusati “Lo zio indegno” del 1989. Oramai il suo nome è entrato, e a merito, nella storia del cinema e quindi fa parte del cast di “New York Stories” nell’episodio “La vita con Zoe” diretto da Francis Ford Coppola. E sarà anche nel mediocre film d’esordio del figlio Roman "C.Q.” anni dopo. Non è particolarmente riuscito registicamente “Il male oscuro” di Mario Monicelli del 1990, che lo stesso regista definisce “Un documentario su Giannini” che prende parte a 102 scene e per ognuna di esse si ispira a un animale diverso. Con “Celluloide” di Carlo Lizzani nel 1995, sulla lavorazione di “Roma città aperta” di Rossellini, arriva un altro David di Donatello. E con “La stanza dello scirocco” (1998) di Maurizio Sciarra e lo stesso anno “La cena” di Scola è il turno di due Nastri d’Argento, di cui uno come Miglior Attore non Protagonista. Luciano Emmer mette in mostra ben due volte in storie tutte al femminile in “Una lunga, lunga, lunga notte d’amore” (2001) e “L’acqua e il fuoco” (2003) con Sabrina Ferilli. Tra i successi internazionali, Giannini può vantare una parte in “Hannibal” di Ridley Scott nel 2001. E commuove tutti il suo personaggio down in “Ti voglio bene Eugenio” di Francisco Josè Fernandez nel 2002. Giannini è in pellicole che raccontano i grandi misteri del nostro paese nel film “I banchieri di Dio” (2002) di Giuseppe Ferrara e l’anno dopo nel non ben riuscito “Piazza delle cinque lune” di Renzo Martinelli sul rapimento di Aldo Moro. Nel 2003 Pupi Avati lo dirige ne “Il cuore altrove”, mentre l’anno dopo torna a lavorare oltreoceano in “Man on Fire – Il fuoco della vendetta”. Nel 2006 fa parte del cast di “Casino Royale” di Martin Campbell, ennesimo capitolo della saga di James Bond. Accanto al bel Raoul Bova è al centro di “Milano Palermo - Il ritorno” di Claudio Fragrasso nel 2007, seguito ideale del primo “Palermo Milano - Solo andata” del 1995. Nel 2008 in “Quantum di Solace” di Marc Forster veste nuovamente i panni dell’agente Renè Mathis. È notizia recente che la coppia Giannini/ Wertmüller si unirà nuovamente per il sequel del loro cult movie “Travolti da un insolito destino…”, di cui tra l’atro è stato fatto un remake da Guy Ritchie nel 2002 con Madonna nei panni della Melato e il figlio di Giannini, Adriano, in quelli che furono del padre.

Ivana Faranda

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