Frank Capra (Bisacquino, 18 maggio 1897 – La Quinta, 3 settembre 1991)
Frank Capra, nato Francesco Rosario Capra il 18 maggio 1897 a Bisacquino, vicino Palermo, è uno dei grandi registi della Hollywood classica, celebre per i suoi successi nel genere della cosiddetta screwball comedy. Nel 1903, Frank Capra e la sua numerosa famiglia emigrano negli Stati Uniti, trasferendosi a Los Angeles. Crescendo nei sobborghi per immigrati della grande città californiana, Capra decide di perseguire con ostinazione il suo personale sogno americano. Insiste per studiare, nonostante l’opposizione dei genitori che lo vedono come un fannullone, riceve una borsa di studio e riesce a iscriversi al CalTech, dove infine si laurea in ingegneria. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, si arruola volontario, ma scopre con sorpresa di non avere mai avuto la cittadinanza americana che gli verrà poi concessa dopo il servizio militare. Non fa però in tempo a combattere perché durante l’addestramento si ammala di spagnola e rischia di morire. È durante la convalescenza che il giovane Capra inizia a fare la comparsa per i film di Hollywood. Grazie alla sua laurea in ingegneria, ben presto diventa tecnico e dopo una lunga gavetta approda alla sceneggiatura e alla regia. Negli anni Venti lavora per i principali protagonisti del cinema comico muto, in particolare per Mack Sennet e Henry Langdon. Per quest’ultimo scriverà e girerà una serie di film di grande successo fra il 1926 e il 1928. Dopo la rottura con Langdon, Capra, ormai abbastanza noto nell’ambiente del cinema, comincia a lavorare per la Columbia, la più piccola delle major hollywoodiane, scherzosamente soprannominata «poverty row» (più o meno «mensa dei poveri») per il basso budget delle produzioni. Il regista si rivela un genio nell’economizzare le spese dei film, ottenendo la piena fiducia del boss Harry Cohn. Il primo vero successo di Capra è l’on the road “Accadde una notte” (1934) con Clark Gable e Claudette Colbert. Un film che a causa del suo budget risicato aveva a disposizione, secondo la leggenda, solo due costumi per la prima attrice. Capra riuscì non solo a farne un successo al box office, ma si portò a casa un premio Oscar come miglior regista, insieme ad altre quattro statuette. Fra gli anni Trenta e Quaranta la popolarità di Capra crebbe continuamente, specialmente grazie alle sue commedie che spesso avevano per protagonista Gary Cooper o il giovane James Stewart: “E’ arrivata la felicità” (1936), “Mr. Smith va a Washington” (1939), “Arriva John Doe” (1941), “Arsenico e vecchi merletti” (1944). Le sue commedie rimangono celebri per il vitalistico ottimismo, ma nascondono spesso corrosive critiche alla società americana del tempo. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Capra è ormai arrivato: membro autorevole dell’Academy e vincitore di tre Oscar per la regia. Decide dunque di mettersi a disposizione del suo paese per combattere a suo modo la guerra contro il nazismo, girando una serie di documentari di propaganda, “Why we fight”. Nel 1946 realizza “La vita è una cosa meravigliosa”, con James Stewart, aspirante suicida salvato dall’angelo Clarence. Il film è un flop, ma ben presto la televisione americana e poi quella di mezzo mondo lo rilancerà come un classico del palinsesto natalizio. Nel dopoguerra il periodo d’oro della commedia sembra passato e Capra decide di mettersi in pensione, dedicandosi a scrivere le sue memorie. Muore nel sonno il 3 settembre 1991, all’età di 94 anni.
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