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François Ozon - Biografia

François Ozon: enfant terrible del cinema francese

(Parigi, 15 novembre 1967)

François Ozon, nato il 15 novembre 1967 a Parigi, è l’enfant terrible del nuovo cinema francese. Figlio di un biologo e di un’insegnante, cresce in una famiglia numerosa e riceve un’educazione cattolica.

Fin da adolescente scopre la sua omosessualità e, contemporaneamente, la sua passione per la recitazione. Dopo aver seguito alcuni corsi di teatro, all’università decide invece di occuparsi di regia, laureandosi in cinema alla Sorbona, dove segue i corsi di Eric Rohmer e Joseph Morder.

Nel frattempo, con un piccolo super-8, gira decine di cortometraggi che spesso hanno come tema la sessualità e i rapporti sociali e umani, visti sempre in una luce al tempo stessoironica e sofferta.

Negli anni Novanta Ozon entra alla FEMIS, la prestigiosa scuola nazionale francese di cinema. A metà anni Novanta, con altri studenti fonda la casa di produzione indipendente Fidélité e produce un mediometraggio, “Une robe d’été” (Un vestito estivo, 1996), incentrato su due omosessuali in crisi, una ragazza disponibile e un vestitino sexy.

L’opera, scabrosa e umoristica, ottiene numerosi riconoscimenti internazionali in Europa e negli USA, fra i quali un premio per il cinema giovane a Locarno. Ozon si sente dunque pronto a produrre il suo primo lungometraggio: “Sitcom” (1998), una feroce satira della famiglia tradizionale.

Ispirato vagamente al Pasolini di “Teorema” e alle atmosfere della trash-TV, racconta dell’implosione di una tipica famiglia francese, nella quale tutti cominciano a realizzare i propri desideri sessuali inconfessati. Fin da questo esordio sono chiari i temi preferiti del cinema diOzon: la visione satirica della società contemporanea, le tematiche omosessuali e la pop-culture, il tutto reinterpretato in un’estetica che fa riferimento ai film degli anni Settanta.

Il lavoro successivo di Ozon è “Amanti criminali” (1999), un gioco al massacro fra due annoiati adolescenti, assassini per noia, e un taglialegna-serial killer che li prende in ostaggio. Il buon successo di critica e pubblico di questi primi lavori consolida la reputazione registica di Ozon in Francia, che decide di rilanciare con un ambizioso progetto, portando sullo schermo un’opera teatrale scritta negli anni Settanta dal famoso regista tedesco Rainer Werner Fassbinder: “Gocce d’acqua su pietre roventi” (1999).

Il film, una trasgressiva storia d’amore etero-omo e transessuale a quattro, riscuote un notevole successo anche all’estero. Ozon si confronta ancora con imiti degli anni Settanta dirigendo due icone come Charlotte Rampling e Bruno Cremer nel dramma psicologico “Sotto la sabbia” (2000).

Nel 2002 il suo successo diventa internazionale con il trionfo al botteghino di “Otto donne e un mistero”, stravagante ibrido fra musical e thriller con un cast stellare nel quale recitano tre generazioni di attrici francesi, dalle decane Fanny Ardant e Catherine Deneuve alle promettenti Ludivine Sagnier e Virginie Ledoyen, passando per le grandi Emmanuelle Béart e Isabelle Huppert.

Oltre a riscuotere approvazione dal pubblico il lungometraggio viene premiato con l’Orso d’Argento al Festival di Berlino, consacrando Ozon come uno dei più importanti registi francesi in attività. Dopo il thriller hitchcockiano “Swimming-pool” (2003), interpretato da un’enigmatica e seducente Ludivine Sagnier, il regista francese sembra avere un periodo di stanchezza, senza riuscire più a recuperare l’interesse degli spettatori, nonostante opere pregevoli come “CinquePerDue – Frammenti di vita amorosa” (2004) e “Il tempo che resta” (2005).

Nel 2007, Ozon si è impegnato in un progetto che molti considerano di svolta, “Angel”, girato direttamente in inglese e ambientato nel XIX secolo. E’ la storia di una ragazza povera che diventa una famosa scrittrice. Il film, presentato in concorso a Berlino, ha lanciato alla ribalta l’attrice Romola Garai che Ozon ha definito “la mia musa”.

Nel 2009 il regista torna in grande attività con "Ricky - Una storia d'amore e libertà" e "Il rifugio", pellicola con Isabelle Carré incentrata sul tema della maternità e del periodo della gravidanza. Del 2010 è "Potiche", ambientato negli anni '70 del XX secolo, in cui Ozon torna a lavorare con Catherine Deneuve.

Fabio Benincasa

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