Frances McDormand (Chicago, 23 giugno 1957)
Figlia adottiva di un pastore e di un’infermiera, Frances McDormand ha passato l’infanzia e la preadolescenza di città in città, visti i numerosi traslochi effettuati dalla sua famiglia. Amica intima ai tempi del liceo di Holly Hunter, insieme alla quale ha lavorato nell’off-off Broadway, la McDormand inizia la sua carriera cinematografica insieme a colui che diventerà suo marito: Joel Coen. Joel la volle, di comune accordo con il fratello Ethan, nel film d’esordio della coppia di registi, “Blood Simple” (1984), primo di una lunga e fortunata serie di lavori che l’hanno portato alla fama. Tra questi impossibile non ricordare “Fargo” (1996), sempre dei Fratelli Coen, che le valse l’Oscar come Miglior Attrice Protagonista. Ma Francis, pur non essendo riuscita ad andare oltre una statuetta, ha conquistato altre tre nomination all’Academy Award, sempre come Miglior Attrice Non Protagonista: nel 1988 fu candidata per “Mississippi Burning” di Alan Parker, nel 2000 rese una straordinaria interpretazione in “Almost Famous” di Cameron Crowe, ed infine nel 2005 si avvicinò all’Oscar per “North Country” di Niki Caro, recitato accanto a Charlize Theron, vinto però da Rachel Weisz per “The Constant Gardener”. Il sodalizio artistico con i Fratelli Coen, rispettivamente marito e cognato, è tutt’ora il più nutrito che l’attrice abbia avuto: dopo “Blood Simple” sono arrivati “Arizona Junior” (1987), dove ha recitato con l’amica Holly Hunter e Nicolas Cage, “Crocevia della morte” (1989), con John Turturro, il già citato “Fargo”, “L’uomo che non c’era” (2001), con Billy Bob Thornton, ed infine “Burn After Reading” (2008), con George Clooney e Brad Pitt, selezionato come film d’apertura della prossima Mostra del Cinema di Venezia. Attrice dai mille volti, capace di dividersi tra il cinema impegnato e le commedie brillanti, Frances McDormand ha lavorato insieme a Ken Loach in “L’agenda nascosta” (1990) e con Robert Altman in “America oggi” (1993), per passare con disinvoltura a pellicole come “Tutto può succedere” (2003), di Nancy Meyers, con Jack Nicholson e Diane Keaton, e “Darkman”, di Sam Raimi.
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