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Franca Valeri

(Milano, 31 luglio 1920)

È la più intellettuale delle attrici italiane di lungo corso, è anche sceneggiatrice, regista di cinema e di lirica, nonché autrice. Franca Valeri 88 anni, nasce nel 1920 a Milano da una famiglia d’origine ebrea ma è da sempre romana d’adozione. Entra nel mondo dello spettacolo quasi per caso, seguendo il futuro marito Vittorio Caprioli con cui fonda insieme ad Alberto Bonucci “Il teatro dei Gobbi”. Il suo personaggio della Signora Cesira nasce nella trasmissione radiofonica “Il rosso e il nero”, fucina di talenti della commedia all’italiana. La sua signorina snob è il ritratto di una certa borghesia ipocrita e colta di matrice milanese, ma la Valeri è anche la popolana “Signora Cecioni”, perennemente al telefono con Mammà. Esordisce a teatro nel 1951 accanto a Caprioli da cui divorzierà nel 1974. Il cinema la scopre con “Luci del varietà” (1950), film d’esordio alla regia di Federico Fellini accanto a Lattuada. Da piccolo personaggio in “Totò a colori” di Steno, del 1952, passa al ruolo da protagonista in “Piccola posta” (1955) dello stesso regista, accanto ad un Alberto Sordi ancora agli esordi e a Peppino de Filippo. Intanto con Eduardo aveva girato nel 1954 la versione cinematografica di “Questi fantasmi”. Sempre nel 1955, diretta da Dino Risi è la cugina bruttina settentrionale di una splendida Sophia Loren partenopea che le soffia tutti i possibili fidanzati ne “Il segno di Venere”. Il film è fortemente sostenuto da Vittorio De Sica e la Valeri collabora anche alla scrittura con il regista, Flaiano, Anton e Zavattini. Tra gli interpreti anche una notevole Tina Pica e Alberto Sordi. E proprio con lui, il futuro borghese piccolo piccolo, in “Un eroe dei nostri tempi” (1955) rappresenterà l’Italietta del tempo con la “cattiveria” del regista toscano Mario Monicelli. Accanto a mostri sacri del calibro di Mastroianni, De Sica, Carotenuto, Garinei e Ave Ninchi, ancora nel 1955, è ne “Il bigamo”, diretto da Luciano Emmer e scritto da Age & Scarpelli. La Valeri si guadagnerà definitivamente il suo posto al sole come caratterista ne “Il Vedovo” (1959) di Dino Risi, accanto ad uno straordinario Alberto Sordi. Una strepitosamente antipatica Valeri è la moglie ricca di cui un poveruomo cerca, senza riuscirci, di liberarsi, con toni di commedia alternati all’humour nero. Sulla stessa scia la storia raccontata ne “Il moralista” (1959) di Giorgio Bianchi, con una Valeri ancora una volta bruttina ragazza da marito, corteggiata da un losco Alberto Sordi. Oltre ad una piccola parte in “Rocco e i suoi fratelli” di Visconti nel 1960, arriva, nel 1961, “Crimen” giallo di Mario Camerini con Sordi, Gasman, Manfredi e una bellissima Silvana Mangano. Lo stesso anno segna l’esordio alla regia del marito con “Leoni al sole”, tratto da un romanzo di Raffaele La Capria. A Positano si incrociano le avventura estive di un gruppo di vitelloni non più giovanissimi e l’attrice milanese si innamora, per essere piantata poco dopo, del francese Philippe Leroy. Nel 1962 la scena è a Parigi in “Parigi o cara” sempre diretto da Caprioli, storia di una donna di strada che fugge in Francia per trovare l’amore. Tra i diversi film dell’anno successivo da segnalare il personaggio della Valeri femminista ante litteram ne “Gli onorevoli” di Sergio Corbucci accanto al monarchico Totò con il suo “Vota Antonio!”. È del 1968 “Scusi, facciamo l’amore?” l’ultimo lungometraggio in cui è diretta dal marito. Non memorabili i lavori degli anni successivi, a parte come nota di colore, la partecipazione alla parodia più famosa della storia del cinema italiano “Ultimo tango a Zagarol” al fianco di Franco Franchi nel 1973. Con il tempo si allontana sempre di più dal cinema per dedicarsi al teatro, riscuotendo molto successo nella regia di diverse opere liriche. Nel 1980 gira accanto a Monica Vitti la commedia d’equivoci “Non ti conosco più amore” di Sergio Corbucci. Dopo una lunga assenza dal piccolo schermo nel 1995 l’attrice è accanto a Gino Bramieri nella Sit-com di Mediaset “Norma e Felice” e nel 2000 con Manfredi in “Linda, il brigadiere e…”. La decennale passione della Valeri per la lirica, la scrittura e il cinema hanno trovato la loro simbiosi ideale nel film di Giorgio Ferrara “Tosca e le altre due” nel 2003, tratto da un’omonima commedia dell’attrice milanese, di cui è essa stessa interprete accanto a Adriana Asti.

Ivana Faranda

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