Lo spirito dei tempi in “The Post” di Steven Spielberg

La sceneggiatrice del film “The Post”, film diretto da Steven Spielberg e in uscita negli Stati Uniti il prossimo 22 Dicembre, racconta quanto la sua storia sia stata influenzata dalle ultime vicende politiche internazionali.

The Post: un film più attuale di quanto sembri

The Post immagine dal set

La produttrice Amy Pascal ha raccontato che, quando nel 2016 acquistò inizialmente lo script di Liz Hannah “The Post”, pensò: “Hillary Clinton sta per vincere la presidenza, sarà perfetto, questa è la storia di una donna che trova la sua voce, di un intero paese che trova la sua voce!”. Le elezioni dello scorso anno tuttavia hanno avuto un esito diverso: e forse proprio per questo il film e la sua tematica sono diventate qualcosa di ancora più urgente.

Il film, che racconta del modo in cui il Washington Post ha riportato al mondo la storia dei cosiddetti Pentagon Papers, vede tra i protagonisti Tom Hanks nel ruolo di Ben Bradlee, editore del Post, e Meryl Streep nei panni della redattrice del giornale Katherine Graham. La pellicola sembra quasi un lavoro fatto ad arte per competere ai prossimi Oscar, e probabilmente lo è: d’altronde di questi tempi ogni film incentrato su temi quali la libertà di stampa e l’uguaglianza dei diritti è fatto per lasciare un segno nell’epoca in cui viviamo, soprattutto quando è affidato a un titano dell’industria come Spielberg e a due attori titolati come Tom Hanks e Meryl Streep.

L’intento della sceneggiatrice Hannah inizialmente era solo quello di trovare qualcuno che mettesse in scena ciò che aveva scritto, ma con le ultime vicende politiche e l’ascesa di Trump è diventato più urgente rendere noto il lavoro di Katharine Graham; lo stesso Spielberg e il suo team, che a fine Febbraio 2017 stavano ancora lavorando a “The Kidnapping od Edgardo Mortara” (da una sceneggiatura di Tony Kushner), hanno spostato ogni priorità su “The Post”, mettendolo subito in pre-produzione.

“Era una cosa che non poteva aspettare” ha affermato Spielberg, che ora sta curando anche la post-produzione di “Ready Player One”, in uscita negli Stati Uniti per il 30 Marzo 2018.

Lo sceneggiatore Premio Oscar per “Il caso Spotlight” Josh Singer si è aggiunto al progetto solo 10 settimane prima dell’inizio delle riprese, e per l’occasione ha raccontato alla rivista Variety di essere un po’ nervoso all’idea di tornare a scrivere nuovamente di giornalismo, anche se, come egli stesso ha affermato, c’è una differenza interessante tra i due progetti: “’Il caso Spotlight’ era un film scolastico sul giornalismo, spiegava di come si doveva raccontare una storia; “The Post” è molto di più un film sugli affari.” La maggior parte del lungometraggio si concentra sulle ripercussioni causate dal pubblicare un materiale così delicato, con un articolo che per il Post costituiva anche la prima inchiesta pubblica.

The Post: un all star cast per il nuovo film di Steven Spielberg

Ad accompagnare Hanks e la Streep sul set di “The Post” ci saranno altri attori dal cinema e dalla televisione, tra cui Alison Brie, Carrie Coon, David Cross, Bruce Greenwood, Bob Odenkirk, Jesse Plemons e Michael Stuhlbarg. Un cast corale come questo sicuramente lascerà il segno nella stagione dei premi di Hollywood. Meryl Streep è stata la scelta migliore per il personaggio della Graham, una donna che cerca di farsi spazio in un industria dominata da uomini. L’attrice è a quota 20 nomination (e tre vittorie) agli Oscar, e ci si può aspettare facilmente una ventunesima candidatura.

Hanks anche è una personalità costantemente nelle attenzioni dell’Academy, con cinque nomination e due vittorie all’attivo. La sua ultima nomination tuttavia fu con “Cast Away”, 17 anni fa, e nonostante il suo egregio lavoro in film come “Captain Phillips”, “Sully” e l’ultimo di Spielberg, “Il ponte delle spie”, ha faticato ultimamente per riportare il suo nome tra i grandi di Hollywood. Questa fatica potrebbe finire qui, mettendosi in competizione per i premi come Miglior Attore, soprattutto per un ruolo come questo, dato che il suo personaggio, Ben Bradlee, si distanzia parecchio dai suoi classici ruoli da brav’uomo.

Comunque il film non avrà difficoltà a mettersi in competizione per tali premi con un atteggiamento cosi in linea con lo Zeitgeist di questi anni. Anche l’ambientazione storica della pellicola, in cui gli echi della presidenza tormentano continuamente i diritti costituzionali di libertà di stampa, e di donne che si sforzano di far sentire la propria voce, sono concetti che hanno riacquistato un certo peso ultimamente. “The Post” affronta chiaramente la sua tematica in un’annata di film dominati da storie femministe, come “Lady Bird”, “La forma dell’acqua” e “Tre manifesti a Ebbing, Missouri.”

I titoli di coda di “The Post” omaggiano con una dedica la giornalista e regista Nora Ephron, scomparsa nel 2012, collaboratrice di Hanks e della Streep, che, come la Graham, è stata una pioniera dell’industria giornalistica e sfidò costantemente le avversità che la circondavano.

“The Post” uscirà nei cinema italiani il 1 Febbraio del 2018.

Nicolò Piccioni

21/11/2017

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