Festival di Venezia 2017: Clooney, Damon e Moore presentano “Suburbicon”

George Clooney è il protagonista indiscusso della terza giornata del Festival di Venezia 2017. Il divo è sbarcato al lido per presentare “Suburbicon”, sesto film da regista, con Matt Damon e Julienne Moore protagonisti. In occasione della conferenza stampa, non sono mancate domande di natura politica, soprattutto sul presidente americano Trump. Ecco cosa ha detto.

Festival di Venezia 2017: “L’America è arrabbiata e questo film lo riflette”, parola di Clooney

"Suburbicon" regia di George Clooney

“Suburbicon”, film in concorso della terza giornata del Festival di Venezia 2017

Accolto oggi dalla stampa con tiepidi applausi, “Suburbicon” è una commedia noir che segue le vicende di una famiglia consumata dalla violenza e dal ricatto in seguito a un’irruzione domestica.

La genesi del copione è cominciata durante la campagna della costruzione del muro contro le minoranze”, risponde Clooney alla domande su quello che sta accadendo in America con Trump. “Se guardiamo indietro alla storia, capiamo che i fatti si ripetono. Quando si parla di rendere grande l’America non vediamo i reali problemi che il nostro Paese deve ancora affrontare, sono problematiche che purtroppo non vanno mai fuori moda”.

Sulla lucida follia del suo personaggio, Matt Damon afferma che è stato divertente lavorare con George su questo ruolo così lontano da lui e che non aveva mai fatto in tutta la sua carriera.

Ho avuto uno dei migliori regista con cui lavorare. Non ho mai fatto il cattivo, ho interpretato quasi sempre un americano medio e George sapeva cosa dovevo esprimere” , ha concluso Damon.

La parola passa poi a Julienne Moore: “Sono stata lieta di essere chiamata da Clooney per interpretare questi due personaggi. Ero interessata a vedere come questi potessero ripercuotersi l’una sulla vita dell’altra. Una ha la vita che voleva, mentre l’altra no”.

L’America è arrabbiata. C’è una nube nera sul nostro Paese, ma io sono ottimista,  ho fiducia nella gioventù, nel fatto che possiamo superare tutti questi problemi. Questo film sembra rifletterlo e lo trovo una cosa giusta: volevamo essere divertenti ma anche cattivi”, risponde così Clooney alla domanda di una giornalista colombiana sulla rabbia che le ha suscitato il film.

Tratto da una sceneggiatura dei fratelli Cohen, Clooney ha commentato l’idiozia e l’umorismo dei personaggi tipica dei due registi : “Questi personaggi sono dei mostri. La mostruosità arriva attraverso una serie di errori stupidi. Sono personaggi che hanno un piano, ma prendono sempre la strada sbagliata”.

Sarà, un giorno, presidente degli Stati Uniti? “Oh sarebbe divertente”, conclude George Clooney.

Silvia D’Ambrosio

02/09/2017

 

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