Festival di Venezia 2009 – I vincitori Hanno vinto i temi forti a Venezia dopo un Festival con uno strano mix di polemiche politiche e gossip a go go... Il Leone d’Oro è andato meritatamente a “Lebanon” di Samuel Maoz sulla guerra in Libano del 1982. La storia con la S maiuscola è raccontata tutta da quattro militari chiusi in un carro armato e dal regista che è stato in guerra. Lui sa di cosa sta parlando, per questo, commosso quando ha ricevuto il premio, ha detto che bisogna cercare di cambiare atteggiamento! Questo è il messaggio del suo film. Ha preso il Leone d’Argento per la Miglior Regia l’iraniana Shrin Neshat con il suo “Women Wihout Men”. L’artista nota per la sua serie fotografica “Women of Allah” racconta il colpo di stato che rimise lo scia al potere nel 1979 attraverso la storia dolorosa di quattro donne e ci consegna un affresco lucido della situazione femminile nell’Islam. Alla cerimonia lei indossava, e non a caso, un foulard verde, il colore della rivoluzione in Iran ai giorno nostri. Dopo due temi seri, un tocco di leggerezza è venuto da “Soul Kitchen” del turco naturalizzato tedesco Fatih Akin, già regista del buon “La sposa turca”. Il film in questione è stato uno dei più applauditi al Lido soprattutto dal pubblico giovanile e si è aggiudicato il Premio Speciale della Giuria, molto voluto dal giurato Luciano Ligabue. Contro ogni previsione, la Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Femminile, non è andata alla Buy ma alla giovane attrice di origine russa Ksenia Rappoport per “La doppia ora” di Giuseppe Capotondi, un’opera prima. La giovane attrice ha dedicato il premio al suo regista. Ed è sempre al femminile il Premio Marcello Mastroianni per l’attore/attrice emergente. La vincitrice è la giovane Jasmine Trinca, nel cast del film di Placido “Il grande sogno”, una specie di Coppa Volpi 2 a detta del Presidente della Giuria Ang Lee. Una buona notizia per il regista che ha sporto querela contro Brunetta per le esternazioni di ieri, che lo hanno citato in prima persona. Meritatissima la Coppa Volpi per la Miglior Interpretazione Maschile data a Colin Firth, protagonista del film d’esordio di Tom Ford “A Single Man”, una pellicola rigorosa, ma per alcuni priva di calore, sul tema quanto mai attuale dell’omosessualità. A sorpresa, “Life During Wartime” di Todd Solondz, che davano candidato al Leone D’Argento si è dovuto accontentare del Premio Osella per la Migliore Sceneggiatura. Peccato meritava senz’altro di più per la sua capacità di raccontare una realtà tremenda con toni a volte quasi comici. Mentre, quello per la Migliore Scenografia è andato a Sylvie Olive per “Mr. Nobody” di Jaco Van Dormael. Un cast pieno di giovani per un’opera visionaria firmata da un cineasta tornato al cinema dopo 12 anni d’inattività. Per la sezione Orizzonti è risultato vincitore il film filippino “Engkwetro” che si è aggiudicato anche il Premio Luigi De Laurentis Opera prima. L’Orizzionti Doc invece va a “1428°” e la menzione speciale all’indiano “The Man’s Woman and Other Stories”. Chiudiamo con Controcampo italiano che ha premiato “Cosmonauta” di Susanna Nichiarelli. Da segnalare, e con estremo piacere, anche la menzione speciale a “Negli occhi” di Daniele Anzellotti e Francesco Del Grosso, un omaggio al grande attore italiano prematuramente scomparso Vittorio Mezzogiorno. Sono rimasti a bocca asciutta Micheal Moore, Herzog e Tornatore con “Baària”. Grande delusione per questo in casa Medusa. Ma Ang Lee ha profetizzato per il film siciliano un futuro pieno di riconoscimenti vista l’importanza dell’opera.
Ivana Faranda
13 / 09 / 2009
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