Festival di Cannes - La giuria
La giuria del 61esimo Festival Internazionale è guidata da un presidente dalla personalità forte e i gusti ben definiti: Sean Penn. Attore e regista, figlio d’arte, reduce dal successo ottenuto con il suo bel film “Into The Wild” è l’emblema dell’uomo anticonvenzionale e passionale tanto che non appena arrivato a Cannes ha espresso subito – per chi ancora non lo sapeva – la sua intolleranza nei confronti della presidenza Bush in Usa e si è schierato nella corsa per il candidato democratico con Barak Obama. Premiato con l’Oscar per la sua interpretazione in “Mystic River” (2003) si troverà a dover giudicare il regista che lo ha guidato nel suo maggior successo: il grande Clint Eastwood per il film “”Changeling”. I giurati sono un gruppo veramente eterogeneo di addetti ai lavori: partiamo con un tranquillo Sergio Castellitto che qui è di casa visto che ha già partecipato come protagonista di film in gara nel passato. Attore molto amato anche in Francia, si è presentato con la figlia e ha annunciato di voler portare alta la bandiera del nostro cinema e di voler spiegare ai suoi colleghi – se ce ne fosse bisogno – la realtà attuale italiana mostrata da Sorrentino e Garrone nei film “Il divo” e “Gomorra”. L’anno passato Castellitto aveva tenuto in questa stessa sede anche una lezione di cinema, evento che quest’anno è affidato al pulp Quentin Tarantino. Poi c’è Alfonso Cuaròn , messicano che ha diretto lungometraggi molto diversi tra loro tra cui “Y tu mama tambien” (2001) e “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban” (2003). La fumettista iraniana Marjane Satrapi si è presentata sulla croisette con un tacco 20 firmato Roberto Cavalli e qui è anche lei di casa avendo vinto il premio della giuria lo scorso anno per il film d’animazione “Persepolis”, tratto dalla sua opera autobiografica. Rachid Bouchareb è invece un cineasta franco algerino che dopo aver lavorato per anni per la tv francese ha realizzato “Indigenes - Days of Glory”, vincitore proprio in questa sede nel 2006 per la migliore interpretazione maschile. Il regista tailandese Apichatpong Weerasethakul, spesso ha realizzato cortometraggi sul tema dei sogni, dell’amore e dell’omosessualità e anche lui è stato vincitore qui del premio della giuria per “Tropical Malady” nel 2004 e nella sezione “Un certain regard” nel 2003 con “Blissfully Yours”. Le donne del gruppo sono l’israelo-americana Natalie Portman, che non ha bisogno di presentazioni, fresca e bella interprete de “L’altra donna del re”; Alexandra Maria Lara, attrice di nascita rumena ma di adozione tedesca che è stata protagonista di “Der Untergang” (2004) film in cui interpretava la segretaria di Hitler. Infine l’attrice francese Jeanne Balibar, figlia di un filosofo marxista, dedita sia al teatro che al cinema e recentemente protagonista di “All fine promises” di Jean Paul Civeyrac.
Buon lavoro a tutta la giuria e che vinca il migliore!
Paola Mattu Furci
paolamattu@gmail.com
15 / 05 / 2008
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