Ecodelcinema

Festa del Cinema di Roma 2017: Rezo Gigineishvili presenta “Hostages”

Per la sezione “Tutti ne parlano” arriva alla Festa del Cinema di Roma il controverso thriller “Hostages“, presentato per l’occasione dal regista Rezo Gigineishvili. Con lui due attori e i produttori del film.

Hostages: una controversa tragedia nazionale

Il giovane regista georgiano Rezo Gigineishvili si dice felice di essere a Roma per poter presentare il suo film,  storia di un dirottamento divenuto tragedia nazionale per il suo Paese: “Innanzitutto vorrei ringraziarvi per essere qui, sono innamorato da sempre del cinema e in particolare del cinema italiano, quindi sono davvero molto felice. Vorrei dire a tal proposito che se pensiamo al cinema italiano neorealista, loro obiettivo era descrivere e raccontare la realtà. Ecco, per me è molto importante tornare al passato del mio Paese e cercare di raccontarlo nel modo più vero possibile. Analizzare quel tempo. Rispondere a me stesso sul significato di libertà e capire da dove vengono le paure, da dove ci deriva la possibilità di scegliere”, dice il regista.

“Sappiamo bene quanto è importante un tema dal quale partire per sviluppare il resto. Io e lo sceneggiatore abbiamo studiato a fondo la storia, perché non volevamo essere impreparati. Volevamo avere le cause che hanno spinto i protagonisti di questa storia a fare quello che fanno. La verità è che non abbiamo trovato neanche un motivo”, commenta Gigineishvili rispetto al fatto di cronaca cui si sono ispirati per trarne il film. “Da un punto di vista psicologico certamente ognuno di loro aveva voglia di oltrepassare i propri limiti, di violare i divieti impostigli dalla legge”, e continua,”Penso che questo sia un meccanismo del subconscio: quando sappiamo che ci è vietato qualcosa, tendiamo a volerla fare comunque“.

Poi rifacendosi alla situazione storico-politica del proprio Paese, aggiunge: “Prima avevamo i confini chiusi, era molto difficile. Non avrei certamente potuto parlare con voi”. “Il punto del film è che i personaggi ricostruiscono nella loro mente il puzzle della loro realtà immaginata. Ed è qui che nasce la tragedia: si può usare il male, la forza  per ottenere qualcosa?”.

Hostages: oltrepassare i limiti per conquistare la libertà

In questo  il regista di “Hostages” è supportato anche dai due attori (presenti due dei protagonisti del cast): “Secondo me la causa principale per cui questi giovani hanno deciso di fuggire è collegata al proprio ego. Soprattutto quando vieni informato poco, ovviamente cerchi di saperne di più, di capire quello che hai attorno. E nel caso dei personaggi anche il fatto di essere dei privilegiati, secondo me, è secondario rispetto al resto”, commenta Irakli Kvirikadze.

Giorgi Grdzelidze, l’altro attore, condivide e aggiunge: “Quando abbiamo iniziato a lavorare al film, per me era importante capire il personaggio, entrare nella mentalità dell’epoca. Ho capito solo così, quindi, che le persone erano private di tutto, delle libertà più banali. La legge di per sé era limitante. Molto difficile capire cosa possa fare qualcuno che vive in un ambiente di restrizioni costanti. Non esiste un motivo scatenante, diverso dalla causa della realtà che vivevano”.

Sempre il regista: “Questa storia in quel periodo nel mio Paese è diventata un mito. Tutti cercavano di capire, tutti guardavano a questa storia da una prospettiva differente. Durante l’Unione Sovietica, tutti sapevamo cosa potessa fare la propaganda, il tipo di condizionamento cui ci sottoponeva. Quindi è stato molto importante per i governi successivi rendere eroi coloro che si erano scontrati contro quel sistema”.

“Oggi stiamo cercando un equilibrio”, continua Gigineishvili, “sentiamo molto quello che ci è successo. Con questo film cerchiamo di far vedere quell’epoca lì, come monito per non tornare indietro. Non dobbiamo comunque dimenticare le idee e gli ideali di questi giovani. Ma come si dice nel film, ‘non puoi conquistare la libertà a scapito degli altri'”.

Gigineishvili: “la storia è come un’altalena delle emozioni”

Scendendo sugli aspetti più tecnici di “Hostages”, considerata la minuziosa ricostruzione storica da un punto di vista visivo, il regista dichiara che “materialmente è impossibile ricostruire quel mondo oggi, ma idealmente si può. Quindi abbiamo dedicato molto tempo alla ricostruzione, alla ricerca, perchè fosse ideale rispetto all’epoca che volevamo rappresentare. Se non dai attenzione anche ai dettagli più superficiali è difficile dare il senso della realtà. Poi un forte contributo è dato dall’attento lavoro che abbiamo fatto anche in fase di montaggio”.

“Per me questa storia è come un’altalena delle emozioni continua“, afferma Gigineishvili, “ringrazio molto gli attori che hanno avuto la capacità straordinaria di trasmettere questo”.

“Hostages” ha già una distribuzione italiana, dal 2018 nella sale italiane. Restiamo in attesa della sua data di uscita ufficiale.

Gianluca Panico