Ecodelcinema

Ferrari 312B

“Ferrari 312B” – Recensione: un documentario per i non addetti ai lavori

Paolo Barilla, pilota automobilistico italiano, ha un sogno: poter riportare, nel 2016, la mitica Ferrari 312B in pista sul circuito di Montecarlo, nel corso della gara dedicata alle auto d’epoca. Per farlo si rivolge a Mauro Forghieri, l’ingegnere che nel 1970 aveva concepito l’automobile, che deve ora rimettere a nuovo per l’evento. Andrea Marini ci racconta questo ambizioso progetto nel suo documentario "Ferrari 312B".

"Ferrari 312B", prima ancora di essere un documentario, è una storia. Una storia narrata attraverso le immagini, le interviste, i ricordi e i progetti; una storia che racconta della macchina che ha segnato una rivoluzione nell’universo Ferrari e delle persone che hanno reso possibile la sua creazione, primo fra tutti Mauro Forghieri, che la Ferrari 312B l’ha progettata.

Marini costruisce una narrazione in cui si amalgamano con fluidità passato e presente (il loro presente, quello del 2016). Grazie alle immagini d’epoca e alle interviste a meccanici, piloti e giornalisti, prende forma il mondo delle corse automobilistiche e della Ferrari.

I vari intervistati, attraverso i loro ricordi, ci spiegano il funzionamento di questa realtà fatta di motori che rombano e macchine che sfrecciano: dall’importanza del rapporto di fiducia tra autista e meccanico, alla pericolosità di quelle corse; nel mentre, le immagini del passato vanno a sostegno delle parole, permettendo una migliore comprensione di qualcosa che, per i non addetti ai lavori, potrebbe apparire distante.

Le immagini girate nel 2016, invece, si concentrano sulla messa a nuovo della Ferrari 312B, in tutti i suoi aspetti: la macchina da presa segue tecnici, meccanici e ingegneri nel loro lavoro, entra nel loro mondo, ascolta le loro conversazioni e si rende partecipe delle loro preoccupazioni, trasmettendo allo spettatore il sudore e la fatica che ci vogliono a creare auto del genere.

Ferrari 312B: un legame empatico con lo spettatore

"Ferrari 312B" non è certo una favola, e non si fa scrupolo di mostrare tutte le difficoltà incontrate dal team che sta lavorando sulla Ferrari nel tentativo di renderla idonea alla gara, in una corsa contro il tempo sottolineata dalle scritte in sovraimpressione che scandiscono il tempo rimanente al grande giorno.

La vera scommessa, probabilmente, era di riuscire a parlare di qualcosa di molto tecnico, un qualcosa con cui è difficile stare al passo se non se ne conosce il linguaggio, senza annoiare quegli spettatori che, magari, di automobili e motori non capiscono nulla; ed è una sfida che Marini vince, riuscendo a trovare la formula giusta per parlare a tutti e interessare tutti, appassionati e non (nonostante il rallentare della narrazione quando si indugia maggiormente sulle prove tecniche della Ferrari); e anzi, fa ancora di più: riesce a raccontare, in un documentario, una storia che coinvolge lo spettatore e che crea con lui anche una sorta di legame empatico.

“Ferrari 312B”: un documentario sulla bellezza

Lo sforzo più interessante nel documentario di Marini è quello di ricercare e raccontare la bellezza.
La bellezza è nelle immagini iniziali, con l’alternanza di luce e buio, mentre ci vengono svelate parti della Ferrari; è nei disegni e nei progetti che ci vengono mostrati; è nei dettagli delle mani che lavorano con agilità e precisione. La bellezza è anche nella vernice rossa e splendente che colora la Ferrari, nelle panoramiche dei circuiti e nelle inquadrature simmetriche che vengono proposte in “Ferrari 312B”.
Uno dei momenti forse più poetici è quando la macchina da presa corre sul circuito di Montecarlo, alternando sequenze del passato e sequenze girate per il documentario, con gli stacchi di montaggio che sarebbero quasi invisibili se non fosse per la diversa grana e qualità delle immagini, che ne svelano la diversa epoca di provenienza.

“Ferrari 312B”, quindi, è un documentario che non trascura l’estetica, un dettaglio che lo rende interessante e piacevole da guardare.
E quando, alla fine, la musica di sottofondo degli Skunk Anansie e il rombo della Ferrari si sovrappongono, quando il rumore del motore rincorre gli acuti (pazzeschi) di Skin, si crea veramente qualcosa di molto, molto bello.

06/10/2017

Giada Aversa

  • Regia:  Andrea Marini
  • Genere: Documentario, colore
  • Durata: 81 minuti
  • Produzione: Italia, 2017
  • Distribuzione: Nexo Digital
  • Data di uscita: 9 ottobre 2017

"Ferrari 312B", un titolo che parla da solo, quello del film documentario di Andrea Marini. Si tratta di una storia che ha come filo conduttore la passione, in cui non mancano, naturalmente, bolidi rombanti e uomini con la velocità nel cuore.

Paolo Barilla è un noto ex pilota di formula 1 italiano e, a quarantasei anni dal suo debutto, decide di rimettere in pista la sua amata Ferrari 312B, per regalarle ancora una volta il brivido di gareggiare a Montecarlo, durante la competizione dedicata alle automobili d'epoca.

Per portare a termine lo scopo e riorganizzare la sua macchina, Barilla non si rivolge a un professionista del settore qualunque, ma all'ingegnere che l'aveva partorita nel 1970, tale Mauro Forghieri, e al suo preparatissimo team.

L'auto è pronta per la performance, completamente rimessa a nuovo, in ogni singolo dettaglio. Adesso niente le impedirà di tornare in pista, a ritrovare la gloria di un tempo.

Ferrari 312B: un viaggio nella storia della Formula 1

Il lungometraggio, un sentito omaggio al mondo della Formula 1, è un viaggio nella storia, alla ricerca dello spirito d'avventura, del memorabile coraggio e dell'appassionato impegno di uno sport 'al limite della velocità'; attraverso i racconti e le testimonianze dirette di chi ha scritto il suo nome indelebilmente, nell'albo dei grandi del passato.

Niki Lauda, Jacky Ickx, Jackie Stewart, Gerhard Berger, Damon Hill sono, infatti, i protagonisti che, con le loro esperienze, daranno voce e volto ad una passione fatta di competizione, sfide all'ultimo giro, adrenalina pura e ad un amore senza precedenti.

Lo stesso amore appassionato rappresentato sulla scena attraverso la figura dell'ingegner Forghieri e i suoi collaboratori, quando s'impegnano per riportare all'antico splendore la Ferrari 312B, con uno spirito degno della visione del re delle corse, il Drake Enzo Ferrari.