Estômago - Una storia gastronomica
(Estômago) Regia: Marcos Jorge – cAst: João Miguel, Fabiula Nascimento, Babu Santana, Carlo Briani, Zeca Cenovicz, Paulo Miklos, Jean Pierre Noher, Andrea Fumagalli – Genere: Drammatico, colore 112 minuti – Produzione: Brasile 2007
La sezione Occhio sul Mondo dedicata al Brasile, al Festival Internazionale del Film di Roma, è stata inaugurata dal film “Estomago - Una storia gastronomica”. Co-produzione Italia/Brasile è l’opera prima di Marcos Jorge ed ha vinto nel 2007 al Festival di Rio quattro premi su sei, primo tra tutti quello per la Miglior Interpretazione Maschile. Un giovane arriva a Rio dalla provincia, entra in un piccolo ristorante, dove inizia a lavorare, dormendo in un’angusta stanzina dietro la cucina. Da lì si dipana tutta una storia che lo porterà in prigione, ma non prima di essere diventato uno chef provetto e di aver trovato l’amore. E’ notorio che molto spesso la via del cuore passa per lo stomaco e Raimundo Notano alias Rosmarino ne è la prova. Con i suoi incredibili pastel, l’attore bahiano Joao Miguel conquista la prostituta Iria che ama mangiare né più né meno di fare l’amore. Il signor Giovanni che gestisce il ristorante italiano “Boccaccio” sarà il suo passaporto per il buon cibo e la buona cucina, per l’arte in una parola. Insomma, va tutto per il meglio e il pubblico si chiede perché all’inizio del film lui ci parla da un cella di prigione, circondato da energumeni minacciosi. Tutta la pellicola è un passaggio continuo dal passato al presente e poi di nuovo al passato. Assistiamo ad una trasformazione graduale del nostro eroe da sempliciotto a uomo navigato, che evidentemente non ha soltanto imparato ad apprezzare il gorgonzola e i vini rossi toscani, ma anche il potere e tutto ciò che ne consegue. All’inizio della proiezione, il regista, presente in sala, ha detto che per lui il cinema è fatto per il pubblico e che sperava che tutti uscissero con un po’ di fame. Ed è proprio così, tra fritture di cui sembra sentire l’odore e lezioni d’alta cucina. Incredibile ma vero la cosa non cambia neanche quando la scena si sposta nella cella dominata dal duro Bujiù, che sarà conquistato pure lui da Rosmarino. Nella miscela entra di prepotenza l’elemento sesso e/o passione a cui si aggiunge la violenza. Torna alla memoria il film di Peter Greenway “Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante”. Ma qui è tutto molto più verace e sanguigno, dalla fisicità opulenta di Iria/Fabiula Nascimento alle scene in macelleria da sconsigliarsi ai vegetariani. Del resto, la scelta d’ambientare l’azione in una tavola calda di quartiere è stata voluta dal regista, visto che la maggior parte delle pellicole sulla cucina sono di haute cuisine. Come consulente per le scene in prigione è stato scelto Luis Mendez J.R., che ha scritto un libro di successo in Brasile, dopo aver scontato una pena di 31 anni per omicidio. Ed è tutto vero quello che vediamo, dagli abiti dei detenuti alle carte da gioco da loro utilizzate rigorosamente handmade. Giovanni è l’italiano naturalizzato in Brasile Carlo Briani.
Ivana Faranda
Per contattare la redazione del sito Ecodelcinema scrivere all'indirizzo email redazione@ecodelcinema.com