Attore americano nato da genitori italiani emigrati in America, madre modenese e padre piemontese originario di Ottiglio. Tornato dopo dieci anni di marina, dove ha servito il suo paese nella seconda guerra mondiale, Ernest Borgnine decide, dietro consiglio della madre, di dedicarsi alla recitazione: così si iscrive alla Randall School of Drama di Hartford. Da qui inizia la sua carriera di attore con qualche partecipazione teatrale, tra cui nel ’49 lo spettacolo di Brodway “Harvey”. Ma è nel ’51 che avviene la svolta: Borgnine si trasferisce a Los Angeles per tentare la strada del grande schermo e saranno le sue “doti” fisiche poco consone ai canoni di bellezza dell’epoca,come i lineamenti del viso irregolari, la corporatura tozza e la risata sfacciata, a renderlo subito un caratterista di successo. Inizia così una serie di film minori come “China Corsair” (1951), “Luci sull’asfalto” (1951), e più importanti come “Da qui all’eternità” (1953) del regista Fred Zinnemann, dove interpreta uno spietato sergente che uccide il soldato Frank Sinatra. Nel 1956 arriva inaspettatamente l’Oscar come Miglior Attore con “Marty, vita di un timido” (1955), di Delbert Mann, storia di un tenero macellaio e del suo amore con una “bruttina innamorata” (per questo ruolo riceve anche un BAFTA come miglior attore internazionale). Quell’anno i concorrenti alla statuetta erano del calibro di Frank Sinatra e James Dean. Dopo i vari riconoscimenti, Borgnine si divide tra cinema e televisione con i ruoli più disparati, partecipando a più di 100 film e 200 produzioni televisive. Tra lesue rappresentazioni migliori ricordiamo la pellicola “Pagare o morire” (1960) di Richard Wilson, dove veste i panni di un poliziotto che lotta contro la mafia, i suoi film di guerra come “Quella sporca dozzina” (1967) di Robert Aldrich, “Il mucchio selvaggio” (1969) di Sam Peckinpah e “Convoy, trincea d’asfalto” (1978) sempre di Peckinpah, dove è uno sceriffo romantico. L’attore lavora anche con il grande John Carpenter, che nel 1981 lo vuole per la parte di uno stravagante tassista nel fantascientifico “1997 - Fuga da New York”. Ernest Borgnine ha lavorato anche in molte produzioni italiane; ricordiamo: “Gesù di Nazareth” (1977) di Franco Zeffirelli, “Poliziotto superpiù” (1980) di Sergio Corbucci, ”Arcobaleno selvaggio” (1985) di Antonio Margheriti, “Qualcuno Pagherà” (1987) di Sergio Martino, fino al più recente “La cura del Gorilla” (2006)con Claudio Bisio. Memorabile e commovente è la sua interpretazione nell’episodio girato da Sean Penn nel film “11 settembre 2001” (2002), sul disastro delle torri gemelle. Una curiosità: Borgnine è il più vecchio attore ad aver vinto l’Oscar, con i suoi quasi 92 anni.
I due soliti idioti Cast: Fabrizio Biggio, Francesco Mandelli- Genere: Commedia – Produzione: Italia 2012 – Distribuzione: Medusa – Data di uscita mercoledì 31 ottobre 2012...
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