Ellen Barkin - Biografia
Ellen Barkin, bionda stravagante dal fascino non convenzionale e dal tono di voce inconfondibile
(New York, 16 Aprile 1966)
Ellen Barkin, nasce il 16 aprile 1964 nella città di New York, da una modesta famiglia di fede ebraica e cresce tra il Bronx e il Queens, sognando già da piccolissima di divenire una star dell’olimpo hollywoodiano.
Dopo essersi diplomata alla Manhattan’s High School of the Performing Arts, decisa a dar vita a quella immagine di sé in cui si vede attraversare trionfante i red carpet di tutto il mondo, la Barkin rimane comunque con i piedi per terra e non rinuncia alla cultura iscrivendosi all’Hunter College, dove conseguirà con soddisfazione la laurea in Storia Antica.
Nonostante le numerose offerte di insegnamento, la giovane decide comunque di tornare al suo primo amore, la recitazione, e continua i propri studi nei prestigiosi Actor’s Studios della Grande Mela. In principio molto timorosa dei giudizi, nonostante le ottime capacità interpretative, debbono passare ben sette anni prima che approdi alla primissima audizione della sua vita.
Sono i timidi inizi di una sfolgorante carriera, durante i quali la vediamo calcare il palco di alcuni importanti teatri e nel frattempo lavorare come cameriera all’Ocean Club di Manhattan. Arriva presto il 1982, l’anno del debutto su pellicola, quello in cui il regista Barry Levinson la rende protagonista del plauso della critica, offrendole il ruolo di Beth in “A cena con gli amici” (1982). Sebbene realizzato con attori praticamente sconosciuti, a causa del limitatissimo budget, in pochi anni quasi la totalità del cast ottiene popolarità; lo stesso avviene per la Barkin, che a partire da questo momento, firma un notevole quantitativo di ruoli per sceneggiature di discreta notorietà. In “Tender Mercies – Un tenero ringraziamento” (1983), film di Bruce Beresford, recita la parte della giovane moglie trascurata; nel film diretto da Paul Newman, “Harry & Son” (1984), si ritrova nei panni della bella Katie e ancora, in “Buckaroo Banzai” (1984), film ispirato ai fumetti di Earl MacRauch, in quelli di Penny Priddy. Nel 1986 è con Benigni e Tom Waits nel progetto di Jim Jarmusch, “Down by Law” (1986) o “Daunbailò”, come scempiato nella versione italiana e con Jon Voight in“Un fiore del deserto” (1986). Si esibisce in ruoli più smaliziati, prima al fianco di Dennis Quaid in “The Big Easy” (1987), poi al fianco dell’attore irlandese Gabriel Byrne, in “Siesta” (1987), con cui nel privato contrarrà il suo primo matrimonio e dal quale avrà due bambini. Ormai affermatasi come la cattiva ragazza del cinema di quegli anni, grazie anche ad un’avvenente fisicità e ai ruoli semprepiù disinibiti che ogni volta le vengono offerti, giunge per la Barkin la fortunosa occasione di collaborare con il grande Al Pacino, sul set di una delle pellicole di maggior pregio della propria filmografia: il poliziesco “Seduzione pericolosa” (1989). Nel 1989 è anche nel cast di “Johnny il bello” con un Mickey Rourke ancora in forma diretto da Walter Hill.
Segue poi un decennio altrettanto proficuo, durante il quale mette a segno lavori di valida fattura come: “Nei panni di una bionda” (1991), in cui si mostra, grazie al maestro Blake Edwards, padrona di una vena comica fino ad allora rimasta celata; la deliziosa commedia girata con Jack Nicholson “La gatta e la volpe” (1992); “Voglia di ricominciare” (1993) dove è la madre di un giovanissimo Leonardo DiCaprio che deve subire i maltrattamenti del patrigno Robert De Niro; “Bad Company” (1994) in cui è protagonista con Laurence Fishburne; “The Fan – Il mito” (1996) di Tony Scott con Robert De Niro e Wesley Snipes; per finire con “Paura e delirio a Las Vegas” (1998) del visionario Terry Gilliam che chiude in positivo il bilancio degli anni Novanta.
Arriviamo infine al nuovo millennio, inaugurato dalle nozze con il proprietario della casa di cosmetici Revlon, Ron Perelman. Nel 2004 il grande pubblico non può non apprezzarla prima per “Lei mi odia” (2004) di Spike Lee e poi per il ruolo assolutamente riuscito di Abigail Sponder, l’assistente del magnate impersonato da Pacino in “Ocean’s 13” (2007), new-entry insieme a lei del cast. Unica presenza femminile contrapposta alla banda diSoderbergh, Ellen Barkin ha finalmente l’occasione di spiccare per ironia e talento, contando ancora una volta su una presenza fisica che gli anni trascorsi non sembrano aver minimamente sfiorito. Prima di tale esperienza firma per la commedia “Uomini e donne – Tutti dovrebbero venire…almeno una volta!” (2005), mentre successivamente torna sulla scena prima con “Brooklyn’s Finest”, pellicola di Antoine Fuqua con Richard Gere, presentato fuori concorso al Festival di Venezia e poi con il thriller francese “The Chameleon” oltre che con “Twelve” (2010), dal cast nutrito e dalla trama promettente. Una carriera ricca di esperienze dunque quella di Ellen Barkin, che dopo il divorzio con il miliardario Perelman nel 2006, vive a Manhattan con i due figli adolescenti Jack e Romey Marion, per il cui bene avrebbe deciso di rifiutare d’ora in avanti le scene di nudo. Una vita dunque divisa tra gli impegni di mamma, di attrice e quelli di produttrice indipendente per la Applehead Pictures, la società fondata con il fratello George e con avanti a sé ancora un brillante futuro artistico che è impossibile non augurarle dopo le tante prove superate.
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